a cura di Benedetta Frigerio
  • Martiri di fede

Un pastore evangelico sudcoreano è stato ucciso in Turchia

Il 19 novembre Jinwook Kim, un pastore evangelico originario della Corea del Sud, è stato ucciso a coltellate in una via di Diyarbakir, nel sud est della Turchia, un’area a maggioranza curda. È deceduto poche ore dopo il ricovero all’ospedale. Lascia la moglie incinta prossima al parto e un figlio. Il pastore si occupava di una piccola comunità cristiana. Benché le autorità abbiano arrestato un giovane di 16 anni e sostengano che ha agito a scopo di rapina, i fedeli del pastore sono invece convinti che sia stato ucciso a causa della fede e lo considerano un martire. Un altro pastore evangelico ha detto di aver ricevuto minacce di morte il giorno successivo all’omicidio e denuncia: “riceviamo da sempre minacce, sanno che cerco di diffondere il Vangelo e potrebbero colpire anche me”. Kim è il primo cristiano ucciso in Turchia dal 2007, anno in cui, come ricorda l’agenzia AsiaNew, furono torturati e poi sgozzati A Malatya tre dipendenti della casa editrice Zerve che pubblica testi religiosi cristiani. Del massacro sono stati accusati dei terroristi. Nel 2006 don Andrea Santoro era stato ucciso nella chiesa di Santa Maria a Trabzon di cui era parroco. A ucciderlo era stato un ragazzo di 16 anni che gli ha sparato gridando “Allah è grande”. Nei giorni successivi i mass media avevano accusato don Santoro di distribuire dollari ai giovani per convincerli ad andare in chiesa. Monsignor Luigi Padovese, vescovo dell’Anatolia, aveva inutilmente smentito. Negli ultimi anni le violenze anti cristiane in Turchia sono aumentate. Tra i cristiani cresce un clima di paura nonostante che il presidente Recep Tayyip Erdogan si proclami difensore dei cristiani.