• OK A DECRETI ATTUATIVI CIRINNA'

Un altro mattone verso le nozze gay

Con l’approvazione dei decreti attuativi la legge sulle unioni civili fa un altro passo decisivo verso la completa all’equiparazione con il matrimonio. Ieri mattina il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo alle misure che adeguano le norme dell'ordinamento dello stato civile in materia di iscrizioni, trascrizioni e annotazioni.

Con l’approvazione dei decreti attuativi la legge sulle unioni civili fa un altro passo decisivo verso la completa all’equiparazione con il matrimonio. Ieri mattina il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo alle misure che adeguano le norme dell'ordinamento dello stato civile in materia di iscrizioni, trascrizioni e annotazioni; le disposizioni di modifica e riordino delle norme di diritto internazionale privato in materia di unioni civili tra persone dello stesso sesso e quelle di coordinamento in materia penale. 

A cantare vittoria è il fronte delle associazioni lgbt anticipate dai comunicati con toni di giubilo dei soliti Lo Giudice e Cirinnà. 

E’ la stessa madrina della legge a spiegare infatti che adesso “come per il matrimonio, anche l'unione civile può essere celebrata in pericolo di vita in nave o in aereo”.  “Si afferma poi  - prosegue la Cirinnà - che il matrimonio contratto all'estero da persone dello stesso sesso produce in Italia gli effetti dell'unione civile”. 

"Inoltre - aggiunge Cirinnà - viene chiarito un punto sul quale si sono verificate criticita' con comportamenti difformi da parte dei sindaci e cioè che sarà sufficiente il certificato di stato libero, al posto del nulla osta del Paese di origine, per quegli stranieri provenienti da Stati nei quali l'orientamento sessuale sia causa di discriminazione e nei quali l'omosessualità sia penalmente sanzionata".

E ancora chiarisce la senatrice dem: “Viene fissata la possibilità di delega delle funzioni di difficile di stato civile per celebrare l'unione civile, così come avviene per il matrimonio, a consiglieri, assessori o privati cittadini che abbiano i requisiti per essere eletti consiglieri comunali. Ed infine viene ben specificato che l'opzione facoltativa dell'adozione del cognome del partner non dà seguito ad alcuna modifica dei dati anagrafici, quindi non vi e' alcuna modifica del codice fiscale o di altri documenti".

II silenzio degli esponenti di Area Popolare – senza l’appoggio dei quali non sarebbe mai passata la legge in questa legislatura – appare ancora più imbarazzante se si considera l’insistenza con cui nei mesi scorsi Alfano e sodali affermavano che le unioni civili non erano da consideransi in alcun modo equiparabili al matrimonio. 

Che la tappa sia di portata rilevante lo conferma anche un tweet di esultanza della Boschi che se ne stava in silenzio dalla batosta dello scorso 4 dicembre. L’occasione serve anche a rilanciare e l’agenda del Pd in materia di famiglia e temi etici come conferma il senatore Lo Giudice che, ricordiamo, ha ottenuto due bambini da maternità surrogate acquistate in California.  "Tanto rimane da fare – dice  Lo Giudice - dai diritti dei figli delle famiglie arcobaleno all'accesso egualitario al matrimonio, dalla lotta all'omofobia alla piena inclusione delle persone trans”. 

Dichiarazioni che fanno il paio con quelle del presidente di Equality Italia, Aurelio Mancuso: "Oggi si conclude il cammino di un provvedimento atteso da tre decenni da milioni di cittadine e cittadini omosessuali, un punto fermo da cui ripartire per ottenere, in primo luogo per i bambini delle famiglie omosessuali, quelle tutele che purtroppo non sono previste in questo testo”. 

E non poteva mancare l’ex radicale Benedetto Della Vedova con un tweet altrettanto programmatico: "Cdm completa percorso #unionicivili. Italia paese più civile ed europeo. Ora nuove sfide di diritto sono #cannabislegale e #biotestamento". Insomma avanti a spron battuto su adozioni alle coppie gay, droga e eutanasia.