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L’attacco

UE, l’establishment sta cercando di eliminare i partiti sovranisti

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Oltre 180 europarlamentari di sinistra hanno chiesto di verificare il rispetto dei valori europei da parte del partito sovranista ESN. Il fine: il taglio dei fondi. E la Procura europea sta indagando sul gruppo di destra, ora sciolto, Identità e Democrazia, la cui eredità è stata raccolta dai Patrioti.

Esteri 03_07_2026

L’establishment europeo è passato alla “fase due” del progetto di omologazione di massa e centralizzazione del potere. E, dopo aver condizionato e falsato impunemente le elezioni in Polonia (2024), Romania (2025) e Ungheria (2026), ora si sta impegnando per penalizzare e poi eliminare dallo scenario politico europeo i partiti di patrioti, nazionalisti, identitari e sovranisti che rappresentano decine e decine di milioni di elettori. La prima fase di epurazione sta avvenendo proprio in questi giorni, in un clima che va dal compiacimento alla censura massmediatica.

Il 29 giugno, a seguito di una iniziativa promossa dalla Sinistra al Parlamento europeo, oltre 180 eurodeputati hanno chiesto un'iniziativa congiunta urgente contro il partito Europa delle Nazioni Sovrane (ESN) e un'indagine sulla violazione delle norme dell’Unione europea. In una lettera di 300 pagine inviata alla Commissione europea, al Parlamento europeo e al Consiglio dell'UE, l’Autorità per i partiti politici e le fondazioni europee (APPF) aveva precedentemente messo in discussione il rispetto da parte di ESN dei valori sanciti dall'articolo 2 del Trattato sull’Unione europea, secondo cui «l'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini».

L'elenco delle «azioni estremiste e antidemocratiche dei partiti affiliati a ESN è lungo», si legge nella nota pubblicata dal sito della Sinistra europea e comprenderebbe «razzismo palese, incitamento all'odio, sostegno a Vladimir Putin, nonché irregolarità finanziarie». Con oltre 180 eurodeputati firmatari è stata raggiunta la soglia necessaria affinché il Parlamento europeo presenti una risoluzione per richiedere una procedura formale di "verifica" del partito ESN da parte dell'APPF ai sensi del regolamento interno del Parlamento, con l’auspicata perdita, da parte di quel partito sovranista, dell'accesso ai vitali finanziamenti europei. L’ESN è rappresentata nel Parlamento europeo da 27 parlamentari provenienti per lo più da Alternative für Deutschland, le destre di Revival in Bulgaria, la destra di Nuova Speranza in Polonia, il movimento Nuova Repubblica in Slovacchia e pochi altri fuoriusciti da gruppi conservatori e patriottici, tra cui anche il generale Roberto Vannacci con il suo Futuro Nazionale.

I partiti della maggioranza “Ursula” (Popolari Europei, Socialisti e Democratici, Liberali-Renew, Sinistra e Verdi-Ecologisti) appaiono più che disponibili ad avviare la procedura per il taglio dei fondi europei al partito sovranista. Una chiara e ingiusta discriminazione nei confronti di ESN che, se fosse definitivamente stabilita, dovrebbe portare, per coerenza logica e giuridica, alla chiusura dei rubinetti verso tutti i partiti politici che sostengono l’aborto e l’eutanasia o il transgenderismo, propositi palesemente contrari all’articolo 2 del TUE.

Avviato il processo per l’eliminazione o quantomeno la penalizzazione del partito sovranista ESN, la cricca di Bruxelles ha attivato anche quella contro la gran parte delle formazioni politiche che fanno parte dell’attuale gruppo parlamentare e partito politico dei Patrioti Europei, il terzo per consistenza al Parlamento europeo con i suoi 84 membri, provenienti da partiti quali il Rassemblement National francese, l’ungherese Fidesz, l’italiana Lega Salvini Premier, il partito ceco Ano 2011 e molti altri. Ebbene, la Procura europea (EPPO) ha dichiarato lo scorso 1 luglio di star «effettuando misure investigative in Francia e in altri paesi europei nell’ambito di un’indagine in corso sull’utilizzo dei fondi dell’UE da parte di un ex gruppo politico del Parlamento europeo tra il 2019 e il 2024»: una imbarazzante conferma, dopo uno ‘strano’ scoop di Le Monde del giorno precedente. Un'indagine sul presunto uso improprio di fondi del Parlamento europeo da parte del gruppo di destra Identità e Democrazia (ID), che la scorsa legislatura comprendeva gli eurodeputati di diversi partiti ora fondatori dei Patrioti Europei, tra cui il Rassemblement National, la Lega e Alternativa per la Germania. ID è stato formalmente sciolto dopo le elezioni del 2024. «Dalle prime ore di questa mattina, sono in corso perquisizioni presso gli uffici e le abitazioni private dei fornitori di servizi di comunicazione che hanno collaborato con noi», ha dichiarato su X il presidente di RN e attuale capogruppo al Parlamento europeo dei Patrioti, Jordan Bardella.

La Procura europea aveva annunciato l'avvio di indagini formali già a luglio scorso, dopo i sospetti su spese improprie per 4,3 milioni di euro tra il 2019 e il 2024. I procedimenti giudiziari procedono con un occhio al calendario elettorale, visto che il 7 luglio la leader dell’estrema destra francese Marine Le Pen dovrà affrontare una sentenza decisiva sul suo ricorso per annullare il divieto di candidarsi alle elezioni, un verdetto che potrebbe escluderla dalla corsa presidenziale del 2027. Allora potrebbe essere proprio Jordan Bardella, ora nel “mirino” europeo, a portare avanti la bandiera della destra.