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Torna la Colletta Alimentare. Per i poveri, ma non solo

Domani, sabato 28 novembre, si tiene la giornata nazionale della Colletta Alimentare. Giunta alla sua 19esima edizione, la Colletta è l’invito a fare la spesa ai supermercati di tutta Italia e donarla ai poveri. Un gesto concreto di solidarietà e carità a favore dei più bisognosi. Ecco com’è nata e perché.

La spesa per la Colletta Alimentare

«Leggendo la Bibbia, mi è capitato questo brano del profeta Isaia: “Se offrirai il tuo pane all’affamato, se sazierai chi è digiuno, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio” (Isaia 58,10). E ho pensato subito a Lei. Non è solo un augurio. Lei questo lo fa sempre; anche con noi lo ha fatto. È anche una domanda umile e calda: che continui a farlo: anche col nostro grande e puro bisogno. Con ricordo devotissimo, e con fedeltà nella memoria di chi Le sta a cuore». Chi scrive, in un biglietto autografo datato 1991, è Luigi Giussani, fondatore del Movimento di Comunione e Liberazione. A ricevere il messaggio, invece, è Danilo Fossati, imprenditore e proprietario della Star, impresa leader nel settore agroalimentare.  Il messaggio è breve ed essenziale. Ma, in quelle poche parole, c’è il cuore di una storia straordinariamente ricca che oggi, dopo oltre venticinque anni, giunge sino a noi.  

La storia del Banco Alimentare - il gesto di solidarietà più partecipato di tutta Italia - nasce così. Da una vera amicizia e dal profondo e condiviso desiderio di imparare a vivere la gratuità. La carità. Danilo Fossati, è un ricco e noto imprenditore. La sua industria Star è un colosso nel settore agroalimentare in Italia e anche oltreoceano. Insomma, il pane non gli manca. Eppure Fossati, non è tranquillo. Quel grande afflato di carità che mamma Stella (da lei il nome Star) gli aveva fatto respirare sin da bambino, lo spinge continuamente a cercare il bene, a “fare il bene”, quel bene che sentiva di non praticare mai abbastanza. Poco tempo dopo la sua morte, Giussani ebbe a dire di lui: «Poche volte mi era capitato di incontrare un potente che scegliesse di dare senza chiedere nulla in cambio e mai avevo conosciuto un uomo che desse senza voler apparire. Per Danilo Fossati non si era trattato soltanto di generosità, ma di un reale coinvolgimento con il bisogno dell’altro. Tanto che il Banco è stata la sua opera». 

Coinvolgimento con il bisogno dell’altro. Ecco. É proprio questo lo spirito del Banco Alimentare, che nel semplice gesto di donare una parte della propria spesa, del proprio pane, al prossimo bisognoso, contiene la grande aspirazione di educare l’uomo alla generosità, anzi, di più, alla gratuità. O meglio ancora, alla carità. Quella carità che si accende, certo, di fronte ai più poveri, ma che diventa la strada per il vero amore, da percorrere quotidianamente e verso chiunque.  Perché «la carità», spiegava ancora don Giussani parlando del Banco Alimentare, «agisce per puro amore, nel senso che: dato, fatto; non c’è più nessuna appendice. Quello non mi riconosce? Non c’entra, lo faccio lo stesso. Infatti, cos’è l’amore se non volere il bene dell’altro? Se non volere riconoscere la misteriosa bontà di Dio per ogni uomo? Questo era ciò che imparavo anche ascoltando un imprenditore schivo e deciso come Danilo Fossati».

I primi passi della Fondazione Banco Alimentare, nata nel 1989 sono affidati a Marco Lucchini – ancora oggi direttore generale della Fondazione - e seguiti personalmente e con grande cura da Fossati, che provvede a sostenere le necessità economiche a partire dal pagamento delle spese di gestione e dell’affitto dei magazzini progressivamente aperti in varie regioni d’Italia.  Una figura di spicco come quella di Fossati, risulta determinante nei primi anni di attività della Fondazione per far conoscere nel mondo imprenditoriale italiano la proposta del Banco Alimentare e la novità che esso introduce nella lotta allo spreco alimentare. E il prestigio di cui l’imprenditore gode, diventa il volano per coinvolgere molte grandi aziende. 

Ma non è solo questo. Non è solo l’incessante impegno che la Fondazione Banco Alimentare ha profuso per oltre 25 anni, nella continua costruzione di quest’opera. Se il Banco Alimentare oggi è una colossale catena di solidarietà che, solo nel 2014, ha contato 9.201 tonnellate di alimenti raccolti, 11.000 punti vendita coinvolti e 135.000 volontari, per un totale di 5.500.000 italiani che hanno donato cibo. Se questa realtà può dare da mangiare ogni giorno a oltre 1 milione e mezzo di poveri. Se è stato ed è ancora possibile tutto questo, è perché quest’opera di carità ha incontrato il cuore di un popolo. Continua ad incontrare il cuore di un popolo che, proprio come Danilo Fossati, sente il desiderio di “fare il bene”, di conoscere e fare il bene. Chi in modo più ragionato, chi carico di sentimento, chi solo intuendo, chi distratto e chi un po’ compiaciuto. 

Ma poco importa. In fondo a questo popolo che si muove e che, ancora una volta, sabato 28 novembre 2015, si muoverà per la 19^ giornata nazionale della Colletta Alimentare (clicca qui), in fondo a questo grande popolo c’è il desiderio di conoscere e amare il Bene. 

 

 

 

 

 

 

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