• DIOCESI DI ESSEN

Tedeschi allo sbando: gay è ok, la Bibbia non va letta

La Bibbia? Non diamole troppo peso. Almeno per l’omosessualità. La rivista Bene della diocesi di Essen in Germania sdogana l'omosessualità. «La Bibbia come fonte non è sufficiente per le dichiarazioni della Chiesa sull'omosessualità». Una delle fonti della Rivelazione appare quindi superata. Il volere di Dio, lì impresso, non è da tenere in conto. 

Ansgar Wucherpfennig

La Bibbia? Non diamole troppo peso. Almeno per l’omosessualità. Questo è forse il passaggio più significativo di una intervista apparsa sulla rivista Bene della diocesi di Essen in Germania, intervista rilasciata dal prof. Ansgar Wucherpfennig, rettore presso la Scuola  di filosofia e teologia Sankt Georgen retta dai gesuiti.

Wucherpfennig aveva avuto dei guai nel 2018 con la Santa Sede per alcune sue idee sull’omosessualità e sul divieto di ordinare le donne, tanto che stava per perdere la carica di rettore, ma poi vinse – chissà come mai – la linea morbida e non perse il posto. Dunque il Nostro afferma: «Credo che la Bibbia come fonte non sia sufficiente per le dichiarazioni della Chiesa su questo argomento», ossia l’omosessualità. Una delle fonti della Rivelazione appare quindi superata. Il volere di Dio, lì impresso, non è da tenere in conto. E dunque quale fonte sostitutiva trovare? «Le intuizioni delle moderne scienze umane» e le «esperienze spesso dolorose dei fedeli». In breve è la prassi a dettare la dottrina. Se non riesci ad interpretare la Bibbia a tuo favore – e per l’omosessualità appare difficilino – allora mettiamo da parte le Sacre Scritture e ci rivolgiamo agli psicologi, ai sessuologi, ai sociologi e ai diretti interessati chiedendo loro come cambiare la dottrina. Queste fonti ovviamente danno semaforo verde in merito all’accettazione dell’omosessualità.

Alla luce di tutto ciò Wucherpfennig invita le diocesi a benedire le coppie omosessuali assegnando a tale benedizione un «riconoscimento ufficiale della Chiesa». Più in particolare, spiega il rettore, si benedice non tanto l’omosessualità, bensì alcuni aspetti positivi della relazione omosessuale: lealtà, uguaglianza (ovvio: sono due maschi o due femmine, più uguali di così!), rispetto reciproco della libertà individuale.

Tre brevi considerazioni a tal proposito: se una facoltà, di per se stessa buona, viene usata per scopi malvagi si perverte, si snatura. Bene essere intelligenti, ma se l’intelligenza viene usata per compiere la rapina perfetta era meglio essere stupidi. Parimenti: se lealtà e rispetto reciproco vengono usati per rafforzare il legame omosessuale, sarebbe meglio che i membri della coppia gay fossero sleali e poco rispettosi. Seconda considerazione: non si è mai vista una benedizione di alcuna virtù umana. Questa è una vera e propria novità. Terza riflessione: se si benedice la lealtà e il rispetto di una coppia omosessuale perché non benedire queste stesse virtù anche in una coppia eterosessuale?

Poi Wucherpfennig dribbla brillantemente il problema della infecondità strutturale di qualsiasi rapporto omosessuale – uno dei motivi per sostenere che l’omosessualità è contro natura – affermando che il termine fecondità deve essere inteso in senso più ampio, ricomprendendo anche il «prendersi cura degli anziani o essere attivi nel campo sociale». Dunque un geriatra diventa genitore dei suoi pazienti e parimenti un volontario della Caritas per gli immigrati.

Se la Chiesa non si dà una sveglia, continua, rischia di diventare una sorta di «navetta spaziale disancorata da tutte le realtà terrene». Quindi la Chiesa non deve elevare le cose terrene al Cielo, bensì, all’opposto, rendere terreno il Cielo, non chiamare alla conversione a Dio, ma chiedere a Dio di convertirsi al pensiero dominante, non togliere dal fango delle cose mondane l’uomo e strapparlo dalle sue passioni, ma infangarlo con le sue voglie e pulsioni, non innalzarlo ma appiattirlo. L’evangelico “siete nel mondo, ma non siete di questo mondo” diventa “siete nel mondo e proprio per questo siete del mondo”.

La rivista Bene, inviata a mezzo milione di famiglie, non ospita semplicemente il parere di Wucherpfennig, ma lo sposa appieno. Anzi è la stessa diocesi che esplicitamente supporta questa visione eterodossa dell’omosessualità. Infatti la redazione si premura di informarci che «la diocesi di Essen desidera esaminare e cambiare il sistema Chiesa. Per questo motivo è necessario investigare anche la morale sessuale cattolica». Il fine è quello di «sviluppare una comprensione della sessualità in una connessione necessaria verso una varietà di modi di vivere». Insomma la morale sessuale deve diventare pluralista.

L’orientamento della rivista su questa tematica è benedetto dal vescovo Franz-Josef Overbeck. Più volte il prelato ha mostrato aperture notevoli in merito al tema dell’omosessualità.

L’accettazione della omosessualità, che è cosa ben diversa dall’accoglienza doverosa verso le persone omosessuali, è entrata in agenda nel Sinodo tedesco e uno dei quattro forum di discussione è dedicato anche a questa tematica.

L’impressione proveniente da queste grandi manovre dal punto di vista strategico, ma piccole per le loro fondamenta teoriche, è la seguente: benedire l’omosessualità e trovare a posteriori delle giustificazioni teologiche morali a tale benedizione. Non importa nemmeno rinvenire solide argomentazioni dottrinali, l’importante è uscire dal Sinodo con in mano il certificato di cittadinanza cattolica sul suolo tedesco dell’omosessualità.