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Tango e danza del ventre in chiesa: ipocrita beneficenza

Neanche la lodevole causa della beneficenza pro profughi ucraini può giustificare un sacrilegio in una chiesa. A Palermo l'evento di solidarietà si trasforma in una profanazione provocante di tango e danza del ventre, sotto gli occhi dell'Addolorata e del tabernacolo. Un'ipocrisia e un'offesa, con la chiesa sfruttata solo perché comoda location. 

Tango e danza del ventre in chiesa sotto gli occhi della Madonna Addolorata, del crocifisso e del Tabernacolo vestiti di viola quaresimale. Va bene la beneficenza, va bene raccogliere fondi per i profughi ucraini, ma se per farlo si deve profanare una chiesa, no grazie, se ne può anche fare a meno. Se poi sia una profanazione o un sacrilegio vero e proprio o tutti e due, valuti il lettore paziente che vorrà andare a leggere fino in fondo.

A Palermo da un po’ di tempo a questa parte si svolgono dei concerti a scopo benefico. Ma il teatro delle esibizioni è la chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli. Sembrerebbe a prima vista uno di quei classici casi di profanazione raccontati dalla Bussola nel dossier #salviamolechiese.

Ma per il Benefit concert del 10 marzo scorso si è deciso di andare un poco oltre il buongusto.

Con una locandina da the greatest show l’evento, sesto appuntamento con la solidarietà, l’organizzazione ha messo in campo, pardòn in navata, nientepopodimenoche il violinista e cantante Salvatore Petrotto, professore dell'Orchestra Sinfonica Siciliana di Palermo e i musicisti della Bachstring Orchestra, realtà musicale fondata dallo stesso e diretta dal Maestro Michele La Cagnina insieme al pianista Guglielmo Grimaldi e i Live Singer Academy.

E con tutto questo popo di artisti il repertorio in programma ha previsto esibizioni, siori e siore, che spaziano dal classico al jazz dallo swing al tango. Avete capito bene, il tango, proprio il ballo sensuale nato nei bassifondi di Buenos Aires. Nel corso della serata, infatti, si sono esibiti i tangueros Francesco Grado è Isabella Programma con un brano del maestro Petrotto e chiamato "Milonga del cielo" in uscita a Pasqua su Amazon music e Spotify. Nientemeno.

Si sa che il tango ha le sue regole anche in quanto ad outfit e per l’occasione la mise della ballerina era proprio di quelle da tanguera doc, con tanto di spacco vertiginoso e scollatura da capogiro. Vedere per credere.

Ora, non per fare i moralisti, ma detto senza ipocrisie: il tango è musica che suscita pensieri non propriamente mistici, anzi, erotici e passionali, è un ballo più adatto a una Confiteria porteña (chi scrive non è incline a scandalizzarsi perché ne ha frequentate ben due a Baires ndr.), che ad una chiesa con tanto di parato quaresimale esposto. Ma dato che omnia munda mundi si potrebbe anche pensare che la cosa sia sfuggita, per coì dire, al controllo.

Invece, forse un po’ di malizia sembra esserci. Non contenti, dopo il ballo con tanto di piroetta scosciata – come si conviene ad un’ottima danzatrice, non c’è che dire – il programma ha virato su un genere più orientale, ma non meno voluttuoso.

Una bella danza del ventre, interpretata con tanto di sonagli e gonna svolazzante dalla danzatrice orientale Claudia Piraino, in arte Farida. Ombelico? Coperto, tranquilli, del resto siamo in chiesa. E forse in questo sta tutta l’ipocrisia della serata.

Al telefono con la Bussola il parroco non è stato rintracciato: «E’ in pausa pranzo, non è disponibile», ha riattaccato un solerte segretario per nulla disposto a metterci in contatto con don Mario Golesano.

Chi invece parla, anche a nome del parroco, è l’organizzatrice della kermesse, che nella chiesa dei santi Pietro e Paolo a Palermo è un’habituè. «Tutti gli artisti hanno partecipato a titolo gratuito. La chiesa ha ospitato altre edizioni dei benefit concert – ci spiega Maria Rosa Caldarella - destinando i proventi alle famiglie bisognose della parrocchia. In questo caso però visto l'emergenza ucraina si è concordato di destinare a loro le donazioni del pubblico».

Bontà loro. Ma la beneficienza val bene una profanazione? E il parroco avrà dato la chiesa volentieri? «Il parroco non ha trovato nulla da ridire – ha confermato -, la chiesa ci accoglie come spazio in cui poter suonare e cantare senza vincoli tematici. L'associazione Bachstring Orchestra organizza eventi artistici no profit e quando organizza nelle chiese devolve il ricavato delle donazioni libere dei partecipanti alla parrocchia».

Insomma, siamo alle solite: con la chiesa come puro e semplice teatro, location riscaldata, ambiente di bella presenza per iniziative che non hanno nulla a che fare con il culto, la preghiera, la Messa.

E che deturpano il sacro impossessandosene per scopi umani, buoni e giusti finché vogliamo, ma troppo umani, con un’ipocrisia beneficientistica che rasenta l’egoismo e il narcisismo di non sentirsi neppure a disagio nel ballare provocatoriamente davanti all’Addolorata vestita di viola.

Nessuna iniziativa di beneficienza può giustificare due cosce in bella vista in un luogo sacro. A Palermo per queste cose c’è il teatro Politeama. Lo si affitti e assisteremo volentieri anche noi alla performance. Quaresima è penitenza, d’accordo. Ma andarsi a cercare la mortificaizone così è un po’ troppo.

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