Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
San Bernardino da Siena a cura di Ermes Dovico
Veglie contro l'omofobia

Suetta e le veglie omoeretiche

Mons. Antonio Suetta, vescovo della diocesi di Sanremo-Ventimiglia, scende in campo contro le veglie di preghiere contro la cosiddetta omofobia.

Gender Watch 20_05_2026

Mons. Antonio Suetta, vescovo della diocesi di Sanremo-Ventimiglia, scende in campo contro le veglie di preghiere contro la cosiddetta omofobia programmate in diverse diocesi italiane. E lo fa scrivendo al sito Unione Cristiani Cattolici Razionali. Riportiamo per intero il suo intervento.

«I mesi di maggio e giugno sono tradizionalmente dedicati alla Madonna e al Sacro Cuore di Gesù.

Mi fa molto soffrire il fatto che proprio in questo periodo, seguendo una infelice agenda mondana, si organizzino veglie di preghiera contro discriminazioni derivanti dalla cosiddetta omotransfobia.

Premesso che ogni forma discriminatoria è male e va giustamente denunciata e superata, sono molteplici le questioni che, da un punto di vista cristiano, mi sembra giusto sollevare.

 Perché sposare simbologie ideologiche?

Innanzitutto perché privilegiare in forma così marcata un tipo di problema piuttosto che un altro, quando, statisticamente parlando, questa tipologia di discriminazione non è certamente la più diffusa e impattante sulla comunità umana soprattutto nel contesto occidentale, mettendone in ombra altre più diffuse e gravi?

Poi perché sposare, nel calendario, nella terminologia, nei simboli e nelle prospettive, l’impostazione ideologica e militante proveniente da visioni non soltanto contrarie alla fede, ma pure incompatibili con l’antropologia cristiana quando la dottrina cattolica mette a disposizione dei fedeli e dei pastori la ricchezza di una sapienza liberante e pacifica, che viene dalla divina rivelazione e dal magistero della Chiesa?

Dov’è l’appello alla conversione?

Ancora, perché la recezione di un’istanza di dignità per ogni persona non viene accompagnata da un doveroso appello alla conversione e all’impegno di restare fedeli alla legge di Dio?

Perché con tanta leggerezza si accetta di concorrere a sdoganare convinzioni, costumi e condotte trascurando di mostrare e insegnare a tutti la bellezza di una vita casta e la forza della purezza, di cui oggi, purtroppo, non si parla quasi più?

Come è possibile vivere una giusta responsabilità verso la promozione e la realizzazione del bene comune avvallando pretese e capricci, che, male interpretando la dignità umana, violentano la corretta visione naturale del matrimonio e della famiglia e impongono situazioni drammatiche ai minori che ne vengono coinvolti, senza ovviamente nessuna condivisione di consapevolezza e di consenso, nelle varie modalità di procreazione alternativa a quella scritta nella natura dell’essere umano?

 

La vera accoglienza

La vera discriminazione è nel peccato, che separa l’uomo da Dio e dagli altri e lo divide in se stesso. La vera riconciliazione è nell’amore e nella pace di Cristo.

Penso alle infinite sofferenze che l’ideologia gender produce nella vita delle persone, delle famiglie e della comunità umana.

Penso che l’errore velenoso e violento di una concezione destrutturante della sessualità umana e della persona sia il vero obiettivo da contrastare con la forza della preghiera e la dolcezza della vera accoglienza e della buona testimonianza.

 Lo Spirito Santo illumini le coscienze

Mi auguro che tanti cristiani e uomini di buona volontà in questo periodo preghino, da soli e comunitariamente, la Tutta Santa e Beata Vergine Maria, modello di santità, di virtù e di purezza, e offrano sacrifici di riparazione al Sacro Cuore di Gesù.

In questo santo tempo pasquale, che sta per compiersi nella Pentecoste, invochiamo lo Spirito Santo perché ammaestri le menti, illumini le coscienze e muova i cuori a cercare e perseguire il vero bene perché ad ogni uomo sia spalancata davvero la strada della vera libertà e sia riconosciuta la sua giusta dignità».