Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
San Felice di Como a cura di Ermes Dovico
Traffico di esseri umani

Stupri di migranti nella Manica, il ministro inglese ammette il problema

Ascolta la versione audio dell'articolo

Il ministro dell’Interno, Shabana Mahmood, ha ammesso che molte donne che raggiungono il nord della Francia e salgono sui gommoni diretti illegalmente verso il Regno Unito sono stuprate durante il viaggio. E intanto il governo britannico svuota le carceri.

Esteri 08_10_2026
Dunkirk, nord della Francia, 23 aprile 2026, durante una visita del ministro Mahmood (Ap/LaPresse)

Stupri sulle rotte dalla Francia: Londra confessa il fallimento, ma svuota le carceri. Il ministro dell’Interno, Shabana Mahmood, inglese di fede islamica, ha ammesso nei giorni scorsi che quasi ogni donna straniera giunta nel nord della Francia sarebbe stata violentata e che solo i trafficanti decidono chi attraversa la Manica. Dopo il manuale sul consenso distribuito ai richiedenti asilo, il governo inglese asseconda questa nuova deriva criminale e libera anticipatamente centinaia di detenuti, inclusi gli stupratori, per svuotare le carceri.

«Non controlliamo questo confine». Non è l’accusa di un esponente dell’opposizione, ma la confessione appunto del ministro Shabana Mahmood in una intervista a Rory Stewart e Alastair Campbell per il podcast The Rest Is Politics. Mahmood ha riconosciuto che sono le bande criminali a selezionare chi raggiunge il nord della Francia e sale sui gommoni diretti nel Regno Unito. Poi ha aggiunto che si può «quasi garantire» che ogni donna presente in quella zona sia stata probabilmente stuprata durante il viaggio, destino capitato anche ad alcuni uomini (vedi intervista dal minuto 31:25). Visto che il ministro dispone di informazioni tanto gravi, perché non ha indicato e fatto arrestare chi commette violenze e non è intervenuto per bloccare le rotte dei criminali? Chi dirige il Ministero dell’Interno non può limitarsi a descrivere una catena di stupri, ha il dovere di spezzarla. Il ministro  non ha accompagnato l’intervista con una relazione pubblica degli abusi. Le statistiche registrano età, sesso e nazionalità degli sbarcati, non ciò che è accaduto durante il viaggio. Nei dodici mesi terminati nel giugno 2026 sono state intercettate circa 33 mila persone: per il 72% sono uomini adulti, il 13% donne adulte e il 15% minori. Se diamo per vere le dichiarazioni di Mahmood, le vittime sarebbero circa quattromila in un solo anno. Un dato sconvolgente che non è stato ancora ufficialmente comunicato dal governo.

Le principali nazionalità delle persone sbarcate nel Regno Unito erano eritrea, sudanese, afghana, somala e iraniana, pari al 66% degli arrivi. La nazionalità non identifica la fede individuale né gli autori degli stupri, sarebbe falso trasformare ogni migrante musulmano in un aggressore ma sarebbe altrettanto sbagliato evitare ogni domanda sul rapporto fra cultura, religione, concezione della donna e integrazione. La Gran Bretagna dovrebbe aver già imparato quanto costa l’omertà istituzionale dallo scandalo su rapimenti e stupri di migliaia di ragazzine da parte di gang bengalesi. Lo stesso governo ha riconosciuto implicitamente questa distanza culturale quando lo scorso 19 agosto ha pubblicato il manuale Understanding behaviours and expectations in the UK, una guida per i richiedenti asilo che avevamo già criticato su queste pagine. Quello che ieri appariva un opuscolo remissivo, oggi somiglia a una “bandiera bianca”. Lo Stato ammette di non controllare il confine, riconosce che i trafficanti decidono chi arriva, descrive violenze sessuali quasi generalizzate e risponde distribuendo istruzioni elementari sul rispetto della donna. Nel Regno Unito dei laburisti (o socialisti) assistiamo ad una inversione dei doveri pubblici: la legge diventa un consiglio educativo, mentre l’ingresso irregolare e il potere delle reti criminali diventano fatti ai quali adattarsi e tutt’al più da commentare pubblicamente.

A rendere la contraddizione ancora più grave è la decisione entrata in vigore il 1° ottobre per fronteggiare il sovraffollamento delle carceri. Nella prima giornata, circa 700 detenuti sono usciti anticipatamente da decine di istituti dell’Inghilterra e del Galles; alcuni hanno pubblicamente ringraziato il premier Andy Burnham. Il nuovo “modello di progresso” consente a determinate categorie di condannati di lasciare il carcere dopo un terzo o metà della pena, con il governo che stima circa 4.500 liberazioni ogni mese, in dieci tranche, fino al giugno 2027. Quale credibilità può avere la minaccia “finirai in prigione” quando lo Stato riduce il tempo effettivamente trascorso in carcere da numerosi criminali già condannati? È un messaggio di debolezza, aggravato dalle immagini dei detenuti che festeggiano e ringraziano il premier. Proteggere una donna migrante stuprata, difendere una ragazza britannica, fermare un trafficante e allontanare un criminale sono parti della stessa giustizia. Altrimenti il manuale sull’integrazione e la minaccia del carcere diventano carta senza autorità, mentre l’accoglienza si trasforma in complicità con la legge della giungla che consegna i più deboli ai più violenti. Ma così si va consolidando il falso progresso del cattosocialista Burnham e dei laburisti inglesi, similmente a ciò che è accaduto e sta accadendo a Ceuta sotto il governo socialista di Sanchez.



GOVERNO BURNHAM

Manuali per immigrati: niente violenza sessuale, siamo inglesi

24_08_2026 Luca Volontè

Il governo laburista di Burnham adotta nuove formule per l'immigrazione: opuscoli per insegnare ai nuovi arrivati che non si devono violentare donne e minorenni. Intanto manda gli immigrati nelle cittadine di provincia.