a cura di Anna Bono
  • Etiopia

Sono 270.000 gli sfollati a causa dai recenti scontri etnici scoppiati nel sud dell’Etiopia

 

Cresce in Etiopia la preoccupazione per la sorte degli oltre due milioni di sfollati a causa dei continui conflitti etnici, aggravata lo scorso anno dalla siccità. La stagione delle piogge da settimane ha reso impraticabili alcune strade rendendo più difficile distribuire beni di prima necessità a più di un milione di profughi. I rcenti scontri etnici verificatisi nel sud, nel Gedeo e nel Guji occidentale, hanno prodotto altre decine di migliaia di sfollati – secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, circa 270.000 – che adesso vivono in condizioni disperate. Scuole e collegi sono stati trasformati in abitazioni temporanee, ma non bastano per tutti. Migliaia di persone, tra cui molti anziani e donne incinte, sono costrette a dividersi spazi angusti che non li riparano neanche dalla pioggia. In loro aiuto il 21 agosto il Ministero degli affari esteri italiano e l’agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo hanno stanziato 500.000 euro che saranno utilizzati, in stretta collaborazione con le autorità etiopi e con l’Ocha (Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari) per creare ripari di emergenza, distribuire generi di base e sostenere le strutture sanitarie mobili. Lo stanziamento dovrebbe consentire di migliorare le condizioni di circa 100.000 persone.