• INTERVISTA/MONSIGNOR KEVIN HALE

Sir David Amess, il ricordo di un cattolico forte

Sir David Amess, parlamentare britannico ucciso da un terrorista islamico, era un cattolico praticante, difensore dei principi non negoziabili. Un sacerdote non ha potuto impartirgli l'estrema unzione. Ora una legge potrebbe consentirlo anche sulla scena del crimine. Sarebbe un suo servizio ai fedeli, anche dopo la morte. Un ricordo di mons. Kevin Hale, suo amico e parroco.

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Sir David Amess, un tributo

Leigh-on-the-Sea è una cittadina marittima di 20mila abitanti dell’Essex che dista 45 minuti di treno da Londra. È qui che Sir David Amess, cattolico e deputato conservatore dal 1983, è stato assassinato mentre incontrava gli elettori del collegio locale di Southend West in una chiesa metodista. A pugnalarlo per diciassette volte fino ad ucciderlo sarebbe stato Ali Harbi Ali, un 25enne di origini somale figlio di un ex direttore della comunicazione del governo di Mogadiscio. Il presunto omicida è ad oggi detenuto ai sensi del Terrorism Act e già risultava noto al programma Prevent in quanto soggetto a rischio di radicalizzazione. Gli inquirenti britannici, quindi, indagano sulla matrice legata all'estremismo islamico. Intanto la comunità di Leigh-on-the-Sea è ancora sotto choc per la barbara uccisione di un parlamentare molto amato. Monsignor Kevin Hale, parroco della chiesa cattolica di ‘Our Lady of Lourdes and St Joseph's’ nella cittadina dell’Essex, ha affidato alla Nuova Bussola Quotidiana il suo ricordo dell’amico David Amess.

Conosceva bene Sir David Amess?

David Amess veniva spesso a Messa nella mia chiesa. Oltre ad essere davvero un brav’uomo, l’ho sempre considerato un amico, mio e della parrocchia dove non mancava alle celebrazioni importanti. Peraltro il figlio ha anche servito Messa qui. E come parlamentare si adoperava subito quando sopraggiungeva un problema nella nostra scuola cattolica, mettendoci subito in contatto con gli uffici ministeriali per trovare una soluzione.

Ci teneva molto al legame con la comunità cattolica del suo collegio elettorale?

Due anni fa ha invitato me ed il vescovo di Brentwood a Westminster per celebrare nella cappella della Camera dei Comuni. Essendo in Parlamento da quasi 40 anni, era un luogo a lui particolarmente caro: non a caso, lì si è sposato ed ha fatto battezzare i suoi figli.

Che cattolico era?

La sua fede era molto forte, merito anche di una buona formazione in una scuola cattolica di Londra dove ho studiato anche io. Era un difensore della vita in tutte le sue forme. In Parlamento, quando c’era una discussione su temi come l’aborto o il suicidio assistito, era molto chiaro e non disposto al compromesso. Non è da escludere che questa sua schiettezza gli abbia pregiudicato l’assunzione di ruoli governativi. In un certo senso si può dire che il suo essere credente non gli ha permesso di ‘fare carriera’. Ma questo era lui: un buon cattolico ed un uomo eccezionale.

All’indomani degli attentati di Parigi nel novembre 2015 scrisse un articolo in cui invitava a non incolpare tutti gli islamici o tutti i migranti, ma diceva che “di fronte all’estremismo islamico non basta parlare piano e razionalmente, ma bisogna dire le cose come stanno”.

Lui aveva posizioni molto chiare contro l’estremismo. Difendeva invece le tante brave persone di fede islamica. Nella nostra area ci sono molti islamici e lui aveva ottimi rapporti con loro. Era un uomo aperto alle altre fedi, ma non in senso sincretista: era sostenitore di un dialogo genuino.

Si sente di escludere l’ipotesi che l’attentatore volesse colpire lui in quanto cristiano e cattolico?

Al momento, secondo quanto viene riportato dai media, sembra che quest’attacco non fosse stato programmato specificamente contro di lui. Ma lascia pensare il fatto che il presunto omicida si sia messo in viaggio da Londra e si sia registrato per partecipare ad un incontro elettorale qui a Leigh-on-the-Sea organizzato proprio da lui.

È vero che ad un sacerdote cattolico sopraggiunto sul luogo del delitto è stata negata la possibilità d’impartire l’estrema unzione a Sir Amess?

Si. Dopo l’attacco, qualcuno ha avvisato dell’accaduto don Jeffrey Woolnough che di corsa si è recato nei pressi della chiesa metodista di Belfairs e, qualificandosi, ha chiesto alla polizia di poter amministrare il sacramento a David. Ma i poliziotti gli hanno risposto che non potevano farlo entrare perché altrimenti avrebbe potuto inquinare la scena del crimine. Così è stato costretto a rimanere a pregare fuori. Questo è uno scandalo! Pochi giorni fa, però, don Jeffrey mi ha scritto un messaggio per dirmi che un deputato laburista, Mike Kane, ha presentato un emendamento alla Camera dei Comuni per far consentire ai sacerdoti di accedere presso le scene del crimine e nelle case di cura ed impartire l’estrema unzione ai cattolici morenti. Un prete, non bisogna dimenticarlo, svolge un servizio d’emergenza e la possibilità di ricevere i sacramenti negli ultimi momenti di vita è un diritto umano che non può essere negato ai fedeli. Se questa proposta diventerà una legge, significherà che David sarà riuscito a fare del bene per i cattolici britannici anche da morto.

Lei come parroco e come cattolico si sente in pericolo dopo l’assassinio di Sir Amess?

Non nego di essere preoccupato. Ad esempio, due settimane fa, mentre stavo celebrando Messa, è entrato in chiesa un uomo senza maglietta che ha iniziato ad urlare di essere un soldato russo venuto lì per uccidermi. Qualcuno ha chiamato la polizia: non è intervenuta.

Perché?

Era solo una chiesa cattolica, non un grande problema, suppongo. Quando l’uomo ha fatto irruzione non mi sentivo in pericolo perché c’era gente in chiesa, ma se fosse venuto in un altro momento? La verità è che siamo vulnerabili. A Leigh-on-the-Sea, poi, non siamo al centro di Londra o di Roma. Ciò che è successo a David, proprio qui, lo testimonia.

Anche lui aveva paura?

No, David era senza paura. Infatti non ha mai accettato misure di sicurezza particolari a tutela della sua persona perché amava essere accessibile a tutti.

Qual è il ricordo più bello della vostra amicizia?

Ogni Natale bussava alla mia porta con scatole di whisky e cioccolata. Mi mancherà il suo senso dell’umorismo, era una persona con uno spiccato british humour. In generale, mi mancherà la sua dedizione in ciò che faceva: amava la vita, la famiglia e l’educazione e le difendeva nelle istituzioni. In questi giorni di interviste molti mi chiedono da dove provenisse il suo interesse per la difesa degli animali: dalla sua fede cattolica! San Francesco insegnò ad amare l’intera opera della creazione. Anche le sue battaglie per la protezione degli animali provengono dal suo essere pro-life, a difesa della vita in tutte le sue forme.

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