• MUSICA & VITA

Siamo tutti Don Giovanni

Il cattolico Mozart mise in guardia
dal virus letale dell'individualismo
e dell'eros. Un confronto con il Miguel Mañara di Milosz.

don Giovanni


Con il "Don Giovanni" di Mozart diretto da Barenboim si apre questa sera la stagione 2011-2012 del Teatro alla Scala di Milano. Un evento ormai di rilevanza nazionale che quest'anno propone la celebre opera mozartiana (scritta da Lorenzo Ponte) nella versione del regista Robert Carsen.
Dramma giocoso in due atti, secondo la definizione di Mozart e Da Ponte, "Don Giovanni" debuttò al Teatro degli Stati di Praga il 29 ottobre del 1787, accolto con un tale entusiasmo da spingere lo stesso Mozart a scrivere: «L'opera è andata in scena con il successo più clamoroso possibile».
Ma siamo proprio sicuri che il Don Giovanni autentico sia quel seduttore impagabile e ingannatore che ci è stato tramandato per secoli?


- Miguel Mañara, il vero Don Giovanni, di Giovanni Fighera

Don Giovanni, l'impareggiabile seduttore che la tradizione ci ha tramandato per secoli e che durante l'Illuminismo è diventato anche emblema di ribellione a Dio, lascia il campo nel Novecento a Miguel Mañara dell'autore lituano Oscar Vladislav de L. Milosz.
Miguel Mañara rappresenta per molti studiosi il Don Giovanni storico, vissuto a Siviglia nel Seicento. Nonchè modello di uomini che riconoscono come il desiderio di infinito sia più forte dell'illusiorio piacere dei sensi.

 

- Il Don Giovanni del cattolico Mozart, di Tommaso Scandroglio

Seppur ad un certo punto della sua vita scelse per mero opportunismo di diventare massone, Mozart era cattolico. E il suo Don Giovanni è un'opera attualissima perché insegna senza mezzi termini che eros e individualismo, veri miti contemporanei, sono una spirale letale per la vita di noi cosiddetti post-moderni.