a cura di Benedetta Frigerio
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Scuole cinesi, fucine di ateismo

Cina: scolari in divisa

In piedi per tutta l’ora di lezione di politica, per tutti i giorni, per un mese di fila, per non rinnegare Dio. È una testimonianza di grande coraggio quella che arriva dalla Cina, riportata da padre Stanislaus, una fonte dell’agenzia missionaria Asia News. Purtroppo (per ragioni di sicurezza) non sappiamo il nome dello studente, chiamato con lo pseudonimo Xiaoyu, ma le circostanze sono abbastanza chiare. Il professore di politica pretendeva che rinnegasse Dio, che affermasse che la Bibbia fosse falsa, perché anti-scientifica e incompatibile con la teoria dell’evoluzione. Esemplare la risposta dello studente: “Professore, non ho capito. Come fa la Teoria dell’evoluzione a dimostrare la non esistenza di Dio? Anche se l’uomo si è evoluto dalle scimmie, loro [le scimmie] da dove vengono? Come si può dimostrare che non sono state create da Dio? Com’è l’inizio di tutta l’esistenza?”. Il professore, indignato, lo ha fatto rimanere in piedi finché non avesse ammesso il suo errore. Ma Xiaoyu ha preferito rimanere in piedi, lezione dopo lezione, per oltre un mese.

La testimonianza riportata da Asia News dimostra come, nonostante il loro completo isolamento, la fede dei cristiani cinesi non crolla. Dimostra anche quanto sia forte la propaganda atea nelle scuole, a tutti i livelli. L’estate scorsa, nella Mongolia Interna, oltre a imporre il mandarino (soppiantando la lingua locale), il regime ha anche imposto l’ateismo. In una lettera inviata a tutti i genitori si spiegavano a chiare lettere i fini dell’educazione nella scuola cinese: “La scuola socialista utilizza il marxismo, il pensiero di Mao, le teorie di Deng Xiaoping, il pensiero di Xi Jinping sul socialismo per una nuova era per educare gli studenti, trasmettere le conoscenze scientifico-culturali, formare i nuovi socialisti che hanno le grandi aspirazioni, integrità morale, che sono acculturati e con un forte senso di disciplina, vietando ogni tipo di attività religiosa”.

I genitori sono direttamente coinvolti: “Gli studenti sono i costruttori e i continuatori del socialismo, per cui sono tenuti a ricevere volontariamente le ideologie patriottiche, collettive e comuniste, formarsi un punto di vista scientifico sul mondo e sulla vita. Quindi, durante la permanenza nella scuola, gli studenti non possono né partecipare alle attività religiose, legali o non, né indossare segni religiosi. I genitori o altri non devono costringere gli studenti a professare una religione e partecipare alle attività religiose. La scuola ha il dovere di educare gli studenti che prendono parte alle attività religiose. Coloro che non cambiano atteggiamento saranno consegnati agli uffici competenti per i provvedimenti. I genitori e la scuola devono rimanere in stretta collaborazione, rispettare e mettere in pratica le suddette norme, lottare contro l’infiltrazione e l’intervento della religione nell’educazione, garantendo una sana crescita degli studenti adolescenti”.