a cura di Anna Bono
  • Repubblica Democratica del Congo

Scontri armati nel Sud Kivu mettono in fuga migliaia di civili

Migliaia di persone sono in fuga dai loro villaggi sugli altipiani Uvira, nel Sud Kivu, Repubblica Democratica del Congo, dove da giorni sono in corso violenti combattimenti tra i combattenti Gumino dell’etnia Banyamulenge, i Tutsi congolesi, e quelli Mai-Mai, alleati dei ribelli del leader burundese Hutu, generale Gofroid Niyombare. I nuovi sfollati si aggiungono ai numerosi profughi del paese, devastato da incessanti conflitti armati in alcune province e dalla grave crisi politica innescata dal continuo rinvio delle elezioni presidenziali. Nel 2017 l’Acnur stima che gli sfollati in Congo siano raddoppiati rispetto all’anno precedente, raggiungendo la cifra di 4,4 milioni. Attualmente i profughi sono stimati in 4,5 milioni. Altri 735.000 congolesi inoltre sono rifugiati nei paesi confinanti. Dall’inizio del 2018 circa 104 congolesi sono fuggiti nei paesi vicini, per lo più scegliendo come destinazione Uganda, Burundi e Zambia. Il 23 marzo l’Acnur e i suoi partner umanitari hanno lanciato un piano di assistenza ai congolesi rifugiati all’estero per 504 milioni di dollari. Per gli sfollati la richiesta era stata di 368 milioni di dollari. A fine maggio però l’Acnur aveva ricevuto dai donatori soltanto 35,2 milioni, pari al 10% del totale necessario per far fronte alla situazione nel 2018. Nonostante la crisi e le condizioni difficili del paese, in Congo vivono 542.000 rifugiati provenienti da paesi vicini. Tra gli altri, da oltre un anno vi si sono rifugiati più di 87.000 cittadini dalla Repubblica Centrafricana devastata dal 2012 da una guerra civile.