• LA PROLUSIONE CEI

Scandalo Ruby: oggi parla Bagnasco

Aprendo i lavori del Consiglio permanente, il cardinale dedicherà un ampio passaggio della sua prolusione allo scandalo di questi giorni...

Bagnasco


Oggi finalmente parlerà il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei. Questo pomeriggio, da Ancona, aprendo i lavori del Consiglio permanente dei vescovi italiani, dedicherà un ampio passaggio della sua prolusione al caso Ruby, allo scandalo che da giorni monopolizza l’attenzione mediatica del Paese.

Che cosa dirà? Lo sapremo fra qualche ora. Di certo il cardinale rimarrà all’interno dei limiti di un’impostazione pastorale e culturale, senza invasioni nel campo politico, senza prestare il fianco a indebite strumentalizzazioni, peraltro sempre da mettere in conto in questi casi. Parlerà in modo chiaro, senza giri di parole o cerchiobottismi, perché c’è una verità cristiana da annunciare, una verità che è fatta anche di vita buona, di moralità, di sobrietà e di compostezza.

Sobrietà e compostezza necessarie, anzi indispensabili per coloro che ricoprono incarichi pubblici. Il cuore dell’intervento di Bagnasco su questo tema sarà rappresentato da un forte richiamo alla responsabilità educativa della società e di ogni sua componente. Non si può infatti derubricare il caso «Bunga bunga» e quanto viene pubblicato sui giornali come una questione privata, bollando critiche e indignazione come se fossero sempre e solo espressione di moralismo. In questo senso il riferimento sarà chiarissimo e inequivocabile.

E la parola dei vescovi non andrà letta come la risposta agli inviti, spesso interessati, dei moralisti a fasi alterne, pronti a gridare all’ingerenza o a invocare reprimende a seconda delle situazioni, ma sarà l’espressione di una preoccupazione eminentemente pastorale, che non guarda alle élite o agli editoriali della grande stampa, ma che si fa carico dello sconcerto e delle domande di tanta gente semplice.

Quello di Bagnasco non sarà però un discorso che potrà essere usato in un’unica direzione, nonostante le inevitabili letture di parte. Giovedì scorso il cardinale Bertone aveva detto: «La Chiesa spinge e invita tutti, soprattutto coloro che hanno una responsabilità pubblica in qualunque settore amministrativo, politico e giudiziario, ad avere e ad assumere l’impegno di una più robusta moralità, di un senso di giustizia e di legalità».

Il presidente della Cei richiamerà tutti – non soltanto il Cavaliere – a non superare i giusti limiti e a non esasperare i conflitti tra poteri dello Stato. Parlerà a tutti dicendo a ciascuno quello che occorre dire.

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