• IL CIBO E I SANTI

San Valentino, quando l'amore sa di martirio

Il 14 febbraio è universalmente conosciuto come il giorno della festa degli innamorati, ma all'origine di una ricorrenza oggi più che altro commerciale, sta la storia straordinaria di un santo che fu martirizzato per aver benedetto il matrimonio di un legionario romano convertitosi per sposare una giovane cristiana.

- LA RICETTA: CIRIOLE ALLA TERNANA

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Nella tarda mattinata di un giorno di febbraio del 273, una giovane donna, molto malata, di nome Serapia, cristiana, veniva unita in matrimonio con il centurione romano Sabino, pagano. Fu un'unione celebrata in grande fretta, per desiderio degli sposi, proprio perché temevano che la giovane avesse poco da vivere. Con l’occasione, Sabino si fece battezzare, per amore della sua donna.

Erano appena stati benedetti come marito e moglie, quando la giovane crollò a terra morta. Lo shock e la sofferenza che la sua morte produsse nel suo sposo fu così grande che anche lui si spense lì, ai piedi dell'altare. Possiamo dire che Sabino morì della sindrome del cuore spezzato, una condizione molto rara, ma che esiste, per stessa ammissione di medici legali che hanno avuto l'opportunità di osservarla.

Il celebrante fu arrestato due giorni dopo: siamo nel terzo secolo, l'imperatore è Aureliano, che dà una caccia spietata ai cristiani. Ai suoi occhi unire in matrimonio un legionario romano con una cristiana è una colpa che va punita severamente.
Manda il suo bracco destro, Furius Placidus, ad arrestare il celebrante, che altri non è che Valentino da Terni (città che allora si chiamava Interamna Nahars), vescovo cristiano (per un'altra tradizione la morte congiunta di Sabino e Serapia fu opera di un miracolo dello stesso Valentino, ndr). Valentino ha 97 anni. Ma né l'età, né l'importanza della sua carica lo salvano. Viene torturato perché rifiuta di abiurare la sua religione e poi decapitato in piena notte, sulla via Flaminia, qualche giorno dopo l'arresto, secondo la legge romana.

I suoi discepoli Proculo, Efebo e Apollonio trafugano il corpo e gli danno degna sepoltura. Ma l'imperatore viene a saperlo e anche loro finiscono sotto tortura e poi decapitati.

Malgrado questi fatti di morte, Valentino è considerato il santo protettore degli innamorati. È forse per la storia di Serapia e Sabino o forse semplicemente perché lo ha deciso, due secoli più tardi (più precisamente nel 496) il papa Gelasio I nella sua azione di cristianizzare le feste pagane romane (abbiamo visto nell'articolo della settimana scorsa la sostituzione dei Lupercali con la festa della Candelora per volontà di questo stesso pontefice). Ed è sempre lui che dedica il 14 febbraio a San Valentino vescovo di Terni.

La fonte documentale più antica su questo santo ci viene proprio da quel periodo, la fine del V e inizio del VI secolo, dal Martyrologium Hieronymianum, che specifica l'anniversario della sua morte. Due secoli più tardi, un altro documento, Passio Sancti Valentini, narra i particolari della morte di Valentino (176 - 273).

La festa di San Valentino viene poi diffusa in Francia ed in Inghilterra grazie ai benedettini, attraverso i loro numerosi monasteri (oggi è custodita dai padri carmelitani). A loro è stata affidata la Basilica di San Valentino a Terni fin dal VII secolo. In realtà la costruzione della Basilica risale al IV secolo, ma nel VI secolo i Goti la distrussero e fu ricostruita nel VII secolo, tra il 625 e il 648.
Al periodo della prima o della seconda costruzione dovrebbe risalire la cripta con l’altare ad arcosolio, cioè sotto una nicchia coperta da un arco e sopra la tomba del martire.

Nel 742 vi avvenne l’incontro storico tra il papa Zaccaria (679-752), partito da Roma verso Terni e il re longobardo Liutprando (690-744). La scelta della Basilica di San Valentino fu fatta dal re perché all’interno di quella si veneravano le spoglie del glorioso martire alle quali egli attribuiva un valore taumaturgico.
Con quell’incontro il re donava al pontefice alcune città italiane – tra le quali Sutri – che diedero origine allo Stato Pontificio. L'incontro è menzionato nel Liber Pontificalis, dove si parla di una “basilica beati Valentini episcopi et martyris”. Nello stesso testo, nella biografia di papa Niccolò I (858-867) viene menzionato un “monasterium Sanctii Valentini" nei pressi di Terni.

Sotto il pontificato di Paolo V (nato Camillo Borghese, 1552-1621) sono iniziate le ricerche delle reliquie del santo. Da tempo erano partite anche a Roma le ricerche dei primi martiri della Chiesa. I motivi erano due: autenticare la loro esistenza e accrescerne la venerazione.
Il corpo di San Valentino fu rinvenuto in una cassa di piombo contenuta entro un’urna che esternamente appariva di rozza, addirittura grossolana, ma all'interno era ornata con bellissimi rilievi. La testa era separata dal busto a conferma della morte avvenuta per decapitazione.
I resti furono portati in Cattedrale ma i fedeli volevano che il corpo del loro martire riposasse in un luogo a lui dedicato. Neanche la Congregazione dei Riti era favorevole alla permanenza delle reliquie in cattedrale, poiché dovevano essere venerate là dove erano state sepolte. Così si decise di ricostruire una nuova Basilica.

Nel 1630 le reliquie vennero deposte in un'artistica arca composta in una statua supina e le reliquie del Santo, composte da una parte del cranio, la mascella con pochi denti, degli altri denti e le ceneri. La statua si poteva ammirare fino a pochi anni fa sotto l’altare Maggiore ricostruito dall’Arciduca Leopoldo, ristrutturato negli anni Settanta. Dal 2003 la tomba di San Valentino è stata spostata nel nuovo altare e nello stesso anno è tornata a Terni una parte del cranio che era stata trafugata dalla tomba nel 1979.

La polizia scientifica, con i resti del cranio che aveva a disposizione, ha ricostruito in laboratorio il viso del santo (vedere foto).
Sicuramente Valentino era un personaggio affascinante, un “grande vecchio", un uomo che capiva le passioni umane e la bellezza dell'amore. Gli sono attribuiti interventi di rappacificazione tra innamorati, la pace essendo un grande atto d'amore. Malgrado la volgarizzazione commerciale della festa, è positivo il fatto che ogni 14 febbraio venga commemorato un santo.
In realtà un santo poco conosciuto, tranne che nella sua regione, l'Umbria. Vale la pena programmare una visita della Basilica di San Valentino a Terni e con l'occasione visitare l'Umbria, una regione straordinaria per bellezza e ricchezze di tutti i tipi: architettonici, turistici, spirituali, eno-gastronomici.
Per questa ragione ho pensato che una ricetta umbra (e più precisamente tipica di Terni) renderebbe più viva la memoria di San Valentino nei nostri cuori il 14 febbraio.

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