a cura di Benedetta Frigerio
  • Islam

Respinta in Pakistan una legge a tutela delle minoranze religiose

Il progetto di legge per la protezione delle minoranze religiose, presentato a settembre dal senatore Javed Abbasi, del partito conservatore Pakistan Muslim League-N, è stato respinto dalla Commissione per gli affari religiosi del Senato con la motivazione che le norme in vigore in Pakistan sono sufficienti a garantire i diritti delle minoranze e non c’è quindi bisogno di norme specifiche. Pertanto il disegno di legge non andrà in aula per la discussione. I promotori della legge sostengono che invece è necessario introdurre norme e sanzioni ulteriori perché le minoranze religiose continuano a subire discriminazioni, violenze, abusi. Richiedono tra l’altro che i matrimoni tra un musulmano e una minorenne di altra religione siano considerati “matrimoni forzati” e quindi nulli: questo per mettere fine ai rapimenti di minorenni cristiane e di altre minoranze religiose da parte di uomini musulmani che le costringono ad abiurare e al matrimonio. Attualmente quasi sempre i giudici non tutelano le vittime. La proposta di legge inoltre prevede pene detentive fino a tre anni e multe fino a 50.000 rupie per i colpevoli di incitamento all’odio e alla violenza contro le minoranze religiose e un anno di carcere e sanzioni pecuniarie per reati di discriminazione. La libertà e la tutela delle minoranze religiose, spesso violate, sono sancite dalla costituzione. Ad agosto l’Assemblea provinciale del Punjab ha adottato una risoluzione presentata da due politici cattolici: Khalil Tahir Sandhu, esponente del Pakistan Muslim League-N, e Naveed Aamir Jeeva, del Pakistan Peoples Party. Altrettanto ha fatto il parlamento. La risoluzione prevede che in tutti i libri di testo scolastici sia pubblicato il discorso pronunciato all’Assemblea costituente l’11 agosto del 1947 dal padre fondatore del Pakistan Muhammad Ali Jinna, discorso che assicurava la libertà religiosa alle minoranze e annunciava un Pakistan inclusivo e tollerante.