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Recalcati e quel puntuale elogio alla perversione

Lo psicoanalista Massimo Recalcati, su La Repubblica, sintetizza in un solo articolo l'essenza del pensiero dominante contemporaneo: liberare il desiderio da ogni legge. Il superamento e la sostituzione della legge stessa, per raggiungere il godimento puro. Inclusi incesto, pedofilia, sadismo.

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Massimo Recalcati

Ho conosciuto Massimo Recalcati circa venti anni fa, quando era un simpatico e straordinariamente intelligente giovane psicoanalista. Ancora oggi, che è il più famoso psicoanalista italiano, continua a suscitare la mia ammirazione.

Qualche giorno fa, su Repubblica, ha pubblicato uno straordinario articolo che vorrei aver scritto io. Non perché io sia concorde con Recalcati, ma perché spiega esattamente la situazione nella quale siamo. Notate che chiarezza di pensiero: “Questa spinta del desiderio a superare il limite della Legge, non definisce però ancora la vera perversione. Per intenderne davvero il significato bisogna abbandonare la dialettica tra Legge e desiderio sul quale si fonda l’iscrizione simbolica del tabù. Il vero perverso, infatti, vuole distruggere ogni tabù, cioè vuole liberare il desiderio da ogni forma di Legge, vuole sfidare la Legge degli uomini nel nome di un’altra Legge. È quello che Lacan vede incarnarsi nell’opera libertina del marchese De Sade. Questi non si accontenta della versione paolina della Legge e della sua trasgressione. Questa nuova Legge con la quale il vero perverso pretende di smascherare la Legge degli uomini come un’impostura, una maschera, un artifizio ipocrita è la Legge del godimento. Essa non trova posto nei Codici, ma è per Sade iscritta nella Natura”.

Il termine “natura” non va inteso in senso metafisico. La natura metafisica non è altro che una “Legge degli uomini” (una “costruzione sociale”, dicono gli ideologi di genere) da “smascherare come un'impostura, una maschera, un artifizio ipocrita”. La “natura” di Sade e di Lacan è fisica, è la materia. Il desiderio è una legge materiale, biologica, darwiniana. È la legge che governa il nostro parlamento quando legifera a proposito di matrimoni gay: l'importante è l'“amore”, ci dicono. “Amore” non inteso come progetto, come dono consapevole di sé all'altro; “amore” come sentimento, spinta pulsionale, emotiva. “Chimica”, come si dice. Forse i lettori della Bussola ricordano: ne abbiamo già scritto.

Recalcati si permette persino di esplicitare le conseguenze di questo pensiero: “È il fondamento vitalistico che anima il sogno del perverso: seguire la Legge della Natura per raggiungere un godimento puro, non ancora corrotto dal linguaggio. Per questo la pedofilia è una delle espressioni più forti e inquietanti della perversione: godere dell’innocente significa ricuperare un godimento pieno, assoluto, non ancora contaminato dall’esistenza della Legge. Nessun tabù, compreso quello dell’incesto, deve ostacolare questo dispiegamento onnipotente e cinico del godimento. Il disegno politico della perversione si chiarisce così come lo sforzo inumano di liberare le leggi della Natura dalle catene repressive delle Leggi della Cultura per riportare l’uomo al suo fondamento materialistico, vitalistico, come spiega pedagogicamente M.me Saint-Ange alla sua giovane depravata discepola Eugénie ne La filosofia nel boudoir: «Spezza le tue catene a qualunque costo, disprezza le vane rimostranze di una madre imbecille, a cui non devi che odio e disprezzo. Se tuo padre ti desidera, concediti: goda di te, ma senza incatenarti; spezza il giogo se vuole asservirti… Fotti, insomma, fotti: è per questo che sei al mondo. Nessun limite ai tuoi piaceri se non quelli delle tue forze o delle tue volontà»”.

Quando è la Bussola a tirare le conclusioni è allarmismo, complottismo, esagerazione. Qui è Recalcati che, con sincerità, racconta dove porta il pensiero empirista, illuminista, romantico, strutturalista. Pedofilia e incesto (e omicidio, ovviamente) sono le conseguenze del rifiuto della metafisica. L'unica legge è quella della materia, quella biologica: la legge del più forte, la legge delle pulsioni sessuale e di morte di Freud, stupro e omicidio, nella versione nietszciana.

Prosegue, Recalcati, splendidamente: “Il teatro perverso di Sade, le giovani donne straziate, degradate, seviziate, umiliate dai loro carnefici, non ha altro fine che questo: riportare il godimento alla sua Origine, liberandolo definitivamente da ogni mancanza. Il richiamo alla Legge della Natura avviene così contro la Legge degli uomini, falsa e corrotta. Il vero crimine non è, infatti, quello del libertino, ma quello della Legge che osa imporre dei limiti al godimento; il vero crimine non è quello sadiano, ma quello dell’uomo falsamente morale che non rispetta le leggi della Natura. Sade ci costringe a invertire il punto di vista morale della distinzione tra Bene e Male, tra Virtù e Vizio. Il vero peccato non è quello del libertino — il Vizio — ma quello della morale — la Virtù — che nega i desideri “naturali” che costituiscono l’essere umano. La Legge degli uomini è vista come un serpente o una vipera velenosa dalla quale bisogna difendersi. Essa impone sacrifici, limiti, soglie simboliche inutili che mutilano la spinta auto-affermativa di godimento della vita. In questo il marchese de Sade anticipa una svolta epocale in corso del nostro tempo dove i suoi proseliti si moltiplicano mostrando che la Legge degli uomini è solo una maschera artefatta della sola Legge che conta: l’affermazione incontrastata della propria volontà di godimento”.

Il vero peccato è la morale, il concetto di bene e male, è la legge morale e religiosa che “nega” i desideri “naturali”. Che splendida sintesi della modernità, dal Cinquecento ad oggi! Spero che ora sia tutto chiaro e che questo articolo ci aiuti a capire le cause e le conseguenze del momento che stiamo vivendo.

SVEZIA, C'E' CHI CHIEDE INCESTO E NECROFILIA LEGALI di Tommaso Scandroglio