• ITINERARI DI FEDE

Quando San Michele Arcangelo apparve sul Gargano

Ripercorriamo la via Francigena, ovvero quella rete di strade che in epoca medievale conducevano alle tre principali mete religiose della Cristianità: Roma, Gerusalemme e Santiago di Compostela. La prima tappa è il Santuario di San Michele Arcangelo.

San Michele Arcangelo

Giugno, tempo di vacanze. Certo, non per tutti, ma se non altro si inizia a parlarne. Anche noi, dunque, vogliamo intraprendere un viaggio o, meglio, un cammino e seguire i passi degli antichi pellegrini affinché l’estate possa essere un’esperienza vera, un’esperienza di fede.
Ripercorriamo, allora, per tappe la via Francigena, o Franchigena o Francese, ovvero quella rete di strade, dette anche Romee, che in epoca medievale conducevano alle tre principali mete religiose della Cristianità: Roma, Gerusalemme e Santiago di Compostela.

Partiamo da Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia, sosta imprescindibile per chiunque fosse intenzionato a raggiungere il porto di Brindisi e imbarcarsi per la Terra Santa. È qui che sorge il Santuario di San Michele Arcangelo iscritto, con altri siti longobardi ricchi di storia, arte e cultura, nella lista dei beni patrimonio dell’umanità stilata dall’Unesco.
La tradizione colloca la sua origine nell’anno 490, data della prima apparizione dell’Arcangelo in una grotta sul Gargano, divenuta subito luogo di culto. A questa prima epifania ne successero altre durante le quali il Principe delle milizie celesti si presentò sempre come custode di questa sacra grotta dove “i peccati degli uomini possono essere perdonati… qualsiasi colpa può essere cancellata… qualsiasi cosa esaudita dalla Santissima Trinità”.

Del Santuario si presero cura dapprima i Duchi di Benevento e, a seguire, i Normanni, gli Svevi e gli Angioini, intervenendo ciascuno sulla struttura, ampliandola e arricchendola con nuove decorazioni. Sul nucleo originario, progettato seguendo canoni stilistici preromanici, tra il VII e l’VIII secolo venne edificata una chiesa il cui aspetto attuale risale al radicale rifacimento del XIII secolo.

Superato il vestibolo in facciata, si accede a una lunga scalinata che scende fino alla Grotta dell’Arcangelo. Una porta bronzea, i cui battenti bizantini raccontano storie dell’Antico e del Nuovo Testamento, definisce la soglia di uno tra i primi spazi gotici in Italia, mirabile per la semplicità della sua unica navata a tre campate e ad archi a sesto acuto.
Qui si conserva la statua di San Michele, realizzata in marmo bianco di Carrara dal Sansovino nel 1507: sotto di essa è custodito l’altare primitivo sui cui è impressa l’impronta di un fanciullo, identificato nello stesso Arcangelo che così volle confermare la Sua vigilanza su questo luogo.

La Basilica superiore, commissionata da Carlo d’Angiò nel 1274, è dominata da un bellissimo campanile di pietra calcarea alto 25 metri.
Al mondo esistono altri due importanti santuari intitolati a San Michele Arcangelo: Mont Saint Michel in Francia e la Sagra di San Michele in Val di Susa.
È straordinaria la coincidenza che essi sorgano a 1000 Km l’uno dall’altro, allineati lungo una retta che, prolungata idealmente, porta esattamente a Gerusalemme.

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