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Quando Don Giussani ricordava il senso religioso alla DC

L’associazione Esserci il 26 giugno ricorderà il trentennale di un famoso intervento di don Luigi Giussani, tenuto ad Assago di fronte alla Dc lombarda. L'argomento è attualissimo. Con “senso religioso”, Giussani indica l’unità insita in ogni uomo. Perché l'uomo è uno, non spezzettato come lo vorrebbe la cultura post-moderna da un lato e il nuovo totalitarismo islamico dall'altro.

Ecclesia 12_06_2017
Don Giussani

Caro direttore,

l’associazione Esserci ha organizzato per lunedì 26 giugno ore 21 presso il centro Rosetum di Milano un incontro per ricordare il trentennale di un famoso intervento del servo di Dio don Luigi Giussani, tenuto ad Assago di fronte alla Dc lombarda ed alla presenza dei dirigenti nazionali di quel partito. Mi sembra una iniziativa particolarmente significativa, che, tra l’altro, servirà a non dimenticare un intervento che, riletto e confrontato con le problematiche di oggi, dimostra tutta la sua attualità e la genialità del sacerdote ambrosiano. Vorrei approfittare dello spazio che la Nuova Bussola Quotidiana mi concede per commentare i 5 punti di cui si compone l’intervento di don Giussani. Cominciamo dal primo.

In esso don Giussani afferma: "chiamo ‘senso religioso’ questo elemento dinamico che, attraverso le domande , le esigenze fondamentali in cui si esprime, guida l’espressione personale e sociale dell’uomo: la forma dell’unità dell’uomo è il senso religioso”. Infatti, “l’uomo è uno nella realtà del suo io”, tanto è vero che, nel suo famoso discorso all’Unesco, San Giovanni Paolo II affermò che occorre sempre considerare “l’uomo integrale, l’uomo tutto intero, in tutta la verità della sua soggettività spirituale e corporale”.

La genialità antica e moderna di don Giussani recupera, con il “senso religioso”, l’unità insita in ogni uomo. L’uomo, infatti, è “uno”, non è spezzettato come lo sta disegnando, tragicamente, la cultura irreligiosa di oggi. L’integralismo laicista occidentale sta facendo fuori la peculiarità miracolosa dell’essere umano, spezzettandola in tanti piccoli settori, indipendenti l’uno dall’altro, ma tutti dipendenti dalla presunzione che l’uomo stesso sarebbe un piccolo dio totalmente indipendente da tutto. Paradossalmente, l’integralismo islamico arriva, con altri mezzi, alla stessa conclusione: annientare la libera espressione dell’essere umano che chiede all’Essere di rivelarsi. L’integralismo occidentale sta uccidendo le anime; l’integralismo islamico sta uccidendo anche i corpi. Tutti e due stanno facendo fuori il vero senso religioso, che implica la valorizzazione del fondamentale elemento che rende vera ogni vita e cioè la libertà.

Il “senso religioso” impegna questa libertà ad affrontare senza remore le domande che la vita personale e sociale pone ad ogni essere umano, nella misura in cui è leale con se stesso. E questa è la grande avventura che ogni uomo deve affrontare. E Gesù promette il centuplo a chi risponde positivamente a queste domande. Questa è la grande avventura che don Giussani ci invita a vivere fino in fondo. Ma è anche l’avventura che ci vorrebbero impedire di vivere sia il radicalismo occidentale che la violenza islamica.

Caro direttore, mi impressiona l’attualità di un discorso pronunciato dal servo di Dio don Giussani trent’anni fa. Per questo, invito tutti a rileggerlo e rimeditarlo. Per affrontare tempi duri e barbarici, occorre avere ragioni forti, come quelle espresse da don Giussani, che la DC di allora si rifiutò di prendere sul serio. Non ripetiamo lo stesso errore.