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LA BANDIERA

Prima pacifisti ora gay. L'Arcobaleno per tutte le stagioni

Ricordate le bandiere della pace che invasero l’Italia ai tempi della seconda guerra contro Saddam? Erano a strisce arcobaleno, stessi colori oggi esibiti dai movimenti gay e Lgbt. Ma allora venivano impiegate nei cortei contro la guerra e contro gli Usa. Oggi l’arcobaleno torna alle origini, ma gli sbandieratori sono sempre quelli.

Politica 28_05_2015
La bandiera arcobaleno dell'orgoglio gay

Bandiera arcobaleno la trionferà, falce e anello (quello delle nozze unisex) con l’orecchino nel pugno come insegna il Vendola style. Se il Sessantotto aveva liberato i gauchiste dal giogo della coppia unica e per sempre, la sinistra post- comunista torna all’antico, all’intangibilità del matrimonio, purché sia gay, lesbo e transessuale. Cambiano i tempi e anche le bandiere non sono più quelle di una volta. Addio falce e martello su sfondo rosso: di operai in giro non ce n’è neanche mezzo e quel che resta dei contadini pasteggia a crusca bio e carote no-ogm sotto i gialli vessilli della Coldiretti. La sinistra è mobile e anche molto liquida: il ton sur ton del rosso Lenin è ormai demodèe e poi come l’Arlecchino è piena di pezze ed è anche un po’ a pezzi. Meglio l’arcobaleno dei multicolor, quelli delle “convivialità delle differenze” e del syn-ballo che mette insieme e mischia tutto e tutti. Come i riflessi dell’arcobaleno che nella girandola ne producono uno solo: il bianco. Perfetto a indicare la resa generale ai nuovi diritti angelici, quelli del gender senza limiti e senza sesso. 

Bandiera arcobaleno la trionferà. Come una volta, ricordate? C’era la seconda guerra contro Saddam, quella che papà Bush tramandò al figlio George Doppiavù, e il popolo no war innondò piazze, strade, balconi, abbaini e superattici di sgargianti bandiere della pace. Le stesse che sventolano anche oggi, ma per altre guerre meno maschie e più gaie. Dalle Alpi mar di Sicilia: non c’era finestra di casa, condominio e casupola dove non penzolasse l’allegro bandierone peace and love. Spuntava come un fungo prataiolo da ogni dove, perfino dai rosoni delle cattedrali, dai balconi delle canoniche di parroci pacifisti e pio pio, davanti ai ceri dei Santuari mariani. Venne perfino portata in processione e piantata pure davanti alla grotta di Lourdes. L’idea fu di un vescovo tra i più emeriti che accompagnava a chiedere grazie e non bombe le mansuete pecorelle della diocesi. Ignare di quel che facevano e di cosa rappresentasse quel vessillo tuttaltro che mariano.

Avrebbe dovuto piangere a dirotto come la Madonna di Civitavecchia la povera Vergine di Massabielle alla vista di quel vescovo e dei suoi pellegrini arcobalenati. E non solo per le sorti del mondo minacciato, ma pure per il punto di dabbenaggine cui erano arrivati certi suoi ministri. Ma anche per certi alti papaveri della politica, la bandiera pacifista divenne la loro madonna pellegrina: la portavano in corteo ovunque andassero. Ma allora, il bandierone arcobaleno era solo un segno di pace e nessuno si prendeva la briga di ricordarne a quel popolo santo le imbarazzanti origini. E cioè, che quelle sgargianti e gaie tonalità arrivavano dritte dritte dagli odiati Usa: Castro Street che non è un quartiere cubano, ma la zona a più ad alta densità gay, lesbo e Lgbt di San Francisco e di tutta l’America messa insieme. Ve l’immaginate la faccia dei fraticelli d’Assisi se l’avessero saputo? Un finale rosa shoking, sorprendente come quella miriade di arcobaleni appesi ai balconi che per anni trasformarono tutte le rispettabili case degli italiani in improbabili sedi dell’Arci gay. Grazie a Bin Laden e alle bombe di Bush Doppiavù. 

Bandiera arcobaleno la trionferà, di nuovo. Stavolta, però, non ci sono più equivoci: chi la srotola sa quel che sventola. D’accordo, Bush s’è ritirato a rosolare bistecche nel suo ranch in Texas, la Casa Bianca di Obama ha deposto le armi per imbracciare la zappa e coltivare melanzane e carote e l’America oggi è la potenza più orgogliosa e gay friendly al mondo.Gli sbandieratori, però, sono sempre quelli di una volta: la sinistra ex pacifista convertitasi alle più moderne battaglie dei diritti della neo-bibbia gender.  Dal casto segno della pace all’abbraccio omosex. Paradossi della storia e ironia della cronaca: gli anti Usa di un tempo che marciavano a loro insaputa sotto le bandiere dell’american gay of life, ora si accontentano a far da porta schiamazzi del pensiero unico e gaio a stelle e strisce. Ancora una volta “eterodiretti”, verrebbe da dire, se non suonasse come offesa ai loro gusti omo.