• IL SUPERIORE DEI GESUITI

Per padre Sosa il Sinodo crea unità

Le critiche all'Instrumentum Laboris del Sinodo per l'Amazzonia sono strumentali e "un modo per influire nell'elezione del prossimo Papa". Per il generale dei gesuiti, padre Arturo Sosa, tutto si riduce a lotta di potere nella Chiesa.

Papa Francesco e mons. Sosa

“Papa Francesco è sereno davanti alle critiche”, perché “è convinto della sua missione e non cambierà”. Così padre Arturo Sosa, il superiore dei Gesuiti, ha difeso il Pontefice durante la conferenza stampa realizzata lunedì 16 settembre nella sede della stampa estera a Roma, in risposta alla crociata di preghiera e di digiuno per il Sinodo sull’Amazzonia. Secondo il Papa Nero, le critiche di eresie contenute nell’Instrumentum Laboris del cardinale Raymond L. Burke e del vescovo Schneider, sono “un modo per influire nell’elezione del prossimo Papa, perché Francesco non è un giovanotto, il suo pontificato non sarà il più lungo della storia e questi vedono la sua successione”. 

“Si tratta di una lotta politica all’interno della Chiesa”, ha avvertito Sosa, sottolineando che gli attacchi contro Bergoglio sono il risultato delle riforme “anticlericali” che sta portando avanti: il Papa “promuove la sinodalità contro il clericalismo, allora questi attacchi sono gli stessi che abbiamo visto contro il sinodo della gioventù e contro il sinodo della famiglia”. E nonostante le forti critiche degli ultimi giorni, ha assicurato che i documenti sinodali “creano unità”, rifiutando un possibile scisma nella Chiesa cattolica dopo il Sinodo dell’Amazzonia.

Il Superiore dei Gesuiti ha rotto così il silenzio sulle polemiche intorno al primo Papa latino-americano e al Sinodo dell’Amazzonia. E non solo, ha affrontato diversi argomenti di attualità legati al Pontefice. La Nuova BQ è stata presente durante la conferenza stampa e presenta un riassunto in pillole per aiutare a capire i pensieri del Papa Nero.

“La Chiesa in cammino verso l’ecologia integrale”.  Sosa considera che il Sinodo dell’Amazzonia sia la continuazione dell’Evangelii Gaudium e la Laudato Si’. “Il Sinodo dell’Amazzonia è la concretizzazione della Laudato Si’, ispirata nell’Evangelii Gaudium. Allora l’istrumentum Laboris insiste su una espressione dell’ecologia integrale, di come noi, come Chiesa e come società, ci teniamo veramente a un’ecologia integrale. Quelli che pensano che sia una strategia della sinistra, mi sembra che debbano essere aiutati ad aprire gli occhi”.

“Il Sinodo non prenderà decisioni dottrinali”, ha affermato il padre Arturo Sosa e ha ribadito che, comunque, “la Chiesa ha la responsabilità di alimentare le comunità cristiane, quindi deve trovare i mezzi per farlo”. Secondo lui, “l’unico mezzo non è ordinare (sacerdoti)”, per cui “ci sono tanti ministeri che si possono utilizzare in zone come l’Amazzonia”. “E dobbiamo ricordare che il Sinodo è un incontro pastorale, un incontro per scambiare una visione comune e dare raccomandazioni su come portare avanti una pastorale più effettiva in una zona così importante dell’America Latina per il mondo”.

“Sant’Ignazio non era così tanto scemo”. Ha detto di fronte alla creazione di tre nuovi cardinali gesuiti in contrapposizione con gli ultimi voti dell’ordine che parlano di un carisma al servizio della Chiesa senza aspirazioni personali. “E se qualcuno di noi fosse ordinato vescovo, allora in questo caso dovrà fare le cose che deve fare”. Ha spiegato che la nomina dei tre gesuiti porta messaggi concreti: Michael Czerni “rappresenta l’impegno per i rifugiati e i migranti”, non a caso avrà un ruolo chiave di segretario speciale nel prossimo Sinodo per la regione Panamazzonica; con Jean-Claude Höllerich, si “vuole dare un messaggio di unità all’Europa”; e il lituano Sigitas Tamkevicius “è un martire in vita”.

“La vicinanza con la Cina non è improvvisata”. Padre Arturo Sosa ha confermato che la situazione tra la Cina e la Chiesa cattolica è “sempre tesa” e che, nonostante l’accordo, continuano le “grandi persecuzioni” contro i cattolici. Comunque, considera che gli accordi sono “un passo importante per l’unità della Chiesa cinese”.

Come vede il Papa Nero il pontificato di Bergoglio? “Papa Francesco è un figlio del Concilio Vaticano II e mette tutta la sua energia e tutta la sua capacità pastorale nel tradurre in realtà quello che il Concilio Vaticano II ha sognato per la Chiesa: mi sembra che questo sia un grande contributo. La vera riforma è che la Chiesa sia vicina al disegno che ha sognato il Concilio Vaticano II quando ha definito il popolo di Dio. Nell’America Latina ci piace dire che il popolo di Dio in marcia è il senso della Sinodalità e Sinodo vuol dire questo, camminare insieme”, ha evidenziato.