• ECCELLENZE ITALIANE

Per la prima volta la marina Usa sceglie Fincantieri

Fincantieri rischia di entrare in crisi perché la domanda di navi mercantili e passeggeri si sta contraendo. Ma gli Usa hanno commissionato alla nostra azienda le nuove fregate classe FFG(X), con un contratto miliardario. Ed è la prima volta che succede. La produzione militare può compensare le perdite e salvare posti di lavoro. 

Una fregata italiana classe FREMM

Non era mai successo che la Marina statunitense scegliesse un modello di nave da combattimento straniero, eppure per realizzare 20 nuove fregate lanciamissili il Pentagono ha deciso di affidarsi a Fincantieri. Un successo senza precedenti che ha un valore ben più grande dei quasi 6 miliardi di dollari che la marina americana spenderà per le prime dieci navi e ben superiore a quello che, negli anni ‘80, vide la stessa marina Usa acquistare e produrre negli USA i cacciamine italiani della classe Lerici.

La vittoria nella gara per le nuove fregate lanciamissili derivate dalle FREMM in servizio con la Marina italiana conferma il ruolo di Fincantieri come leader mondiale della cantieristica e traino dell’economia nazionale e giunge a pochi giorni dal completamento del nuovo ponte di Genova attuato dalla stessa società alla guida di un pool di aziende. "Un grande successo per il Gruppo Fincantieri. Il comparto della Difesa racchiude molte delle eccellenze italiane e in questo momento in cui è importante la ripresa delle attività produttive colpite dalla crisi Covid-19, si tratta di una importante iniezione di fiducia. Fincantieri riporta nei mari del mondo la garanzia della tecnologia italiana” ha detto il ministro della Difesa. 

Fincantieri conta oggi 20 stabilimenti in 4 continenti, con oltre 19.000 dipendenti, ed è il principale costruttore navale occidentale e le navi per la Marina americana verranno realizzate nei cantieri Marinette Marine Corporation che l’azienda italiana possiede in Wisconsin ma molte componenti verranno realizzate in Italia. Il contratto col Pentagono prevede che il Pentagono versi 795,1 milioni di dollari per la progettazione di dettaglio e la costruzione dell’unità capoclasse nell’ambito del programma FFG(X) per le nuove fregate lanciamissili. Successivamente verranno realizzate 10 navi per un valore totale complessivo di 5,57 miliardi di dollari mentre per le ultime 10 navi è prevista una nuova gara in cui ovviamente Fincantieri parte avvantaggiata. L’azienda cantieristica italiana ha sbaragliato una agguerrita concorrenza rappresentata dai colossi cantieristici americani che proponevano navi alternative anche se da tempo indiscrezioni indicavano le navi italiane come le più gradite alla Marina americana. Le FREMM, sviluppate congiuntamente da Italia e Francia, sono grandi navi da guerra modulari e versatili in gradi di rispondere a molte esigenze tenuto conto che hanno un dislocamento di circa 7mila tonnellate, più del doppio delle fregate classe Maestrale che hanno sostituito nei ranghi della Marina Militare.

Il successo senza precedenti con l’US Navy amplia in modio molto rilevante le possibilità già evidenti di esportare nel mondo questo tipo di navi, richieste ad esempio dall’Egitto in almeno due esemplari subito più altri in seguito. Un accordo col Cairo, che vorrebbe le ultime due navi già assegnate alla nostra Marina (da rimpiazzare poi con nuove costruzioni), aprirebbe la strada all’acquisto da parte dell’Egitto di altre navi e forse anche aerei e strumenti militari in Italia. Da mesi si attende il via libera del governo italiano che ancora non è arrivato ma il cui ritardo (l’Egitto avrebbe voluto ricevere le navi per il 25 aprile) rischia di mandare a monte l’affare. L’Egitto è un grande acquirente di armamenti ed è corteggiato da tutti i produttori dalla Germania (che gli ha venduto navi da guerra e sottomarini) a Russia, USA, Francia fino alla Bielorussia che ha venduto al Cairo la licenza di produzione di droni armati.

Come NBQ ha rilevato nei giorni scorsi, la crisi determinata dal Covid-19 paralizzerà per almeno uno o due anni il mercato degli aerei di linea e delle navi mercantili, petroliere, traghetti e da crociera: un campo quest’ultimo in cui Fincantieri è leader mondiale. Il venir meno di queste commesse civili nell’industria cantieristica e dell’Aerospazio e Difesa italiana impone di aumentare le produzioni militari destinate alle nostre forze armate o all’esportazione come unica garanzia per mantenere fatturato e posti di lavoro.

Per questo occorre che il governo e la politica sfruttino al meglio il successo anche di prestigio incassato da Fincantieri e dal “made in Italy” della difesa e sicurezza hi-tech per ampliare le opportunità di business che aiuterebbero a far fronte ai momenti economicamente difficili che attendono l’Italia.