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Afghanistan

Pedofilia, l'Occidente smetta di ignorarla

Ora ONU, Europa, Nato e USA si indigneranno giustamente per le bambine col velo. Ma non va taciuta la complicità sulle decine di migliaia bimbi stuprati e vendute da parte delle truppe occidentali, soprattutto americane nonostanti i report del Foreign Policy che parlavano diuna "tragedia deplorevole". 

Esteri 22_08_2021

È necessario andare a fondo della sconfitta in Afghanistan, bisogna farlo senza ipocrisia ed evitando di riempirci la bocca con diritti umani dei bambini, ragazze e donne. Non fingiamo di non sapere della tollerante complicità delle truppe occidentali, soprattutto americane, nei confronti della pedofilia maschile praticata da alti funzionari, polizia, signori della guerra. La pedofilia vietata dai talebani sino al 2001, è risorta e si è sviluppata per 20 anni sotto i governi democratici che abbiamo sostenuto noi.

Almeno dal 2010 la CNN chiedeva apertamente alla Amministrazione Obama di ordinare ai “diplomatici e generali di smettere di chiudere un occhio sul diffuso abuso sessuale dei bambini. Quando le nostre truppe hanno aiutato a liberare l'Afghanistan nel 2001, la pedofilia era stata ampiamente frenata dai talebani. Tuttavia, da allora è ripresa”.

Sulla stessa tragedia, il documentario di ‘Frontline’, nel quale un reporter afghano descriveva come “in Afghanistan…un'antica tradizione - vietata quando i talebani erano al potere - è riemersa in tutto il paese: Molte centinaia di ragazzi, spesso giovani come 11 anni, vengono attirati dalle strade con la promessa di una nuova vita, molti senza sapere che il loro vero destino è quello di essere usati per l'intrattenimento e il sesso”.

Già undici anni orsono esistevano testimonianze di rappresentanti delle Nazioni Unite che riferivano di tali forme di schiavitù sessuale di bambini dagli 8 ai 17 anni e rapporti del Dipartimento di Stato che francamente affermavano: "L'abuso sui bambini era endemico in tutto il paese, abuso fisico, abuso sessuale, abbandono e lavoro forzato confinato per pagare i debiti familiari; la maggior parte degli abusatori sessuali di bambini non sono stati arrestati".

La CNN, analizzati i dispacci di militari e diplomatici americani, non aveva riscontrato alcuna azione per sanzionare tali pratiche pedofile, né inviti a proteggere i bambini. Dunque, da almeno un decennio sappiamo c’è stata una chiara complicità occidentale verso la piaga della pedofilia infantile maschile che si è sviluppata senza ritegno.

Nel 2013 il ‘Foreign Policy’ descriveva “la tragedia più deplorevole, che in realtà è diventata dilagante dal 2001, è la pratica del bacha bazi, ovvero la pedofilia praticata da uomini potenti e i ‘loro’ ragazzi adolescenti…una delle più gravi viozioni dei diritti umani nel mondo. I ragazzi adolescenti che vengono addestrati per relazioni sessuali con uomini, sono comprati o, in alcuni casi, rapiti dalle loro famiglie e spinti in un mondo che li spoglia della loro identità maschile. Questi ragazzi sono spesso costretti a vestirsi da donna, a truccarsi e a ballare per feste di uomini. Ci si aspetta che si impegnino in atti sessuali con pretendenti molto più grandi, spesso rimanendo il subordinato sessuale di un uomo o di un gruppo” per molto tempo.

Solo a seguito di articolo del 2015 del New York Times sulla pedofilia, il Congresso ed il Governo Usa decidono di fare un rapporto sul fenomeno e solo nel gennaio 2018 il ‘New York Times’ è stato in grado di descrivere i contenuti del documento in cui si dice che “in 5.753 occasioni dal 2010 al 2016, l'esercito degli Stati Uniti ha chiesto di esaminare le unità militari afgane per vedere se c'erano casi di ‘gravi abusi dei diritti umani’. Se c'erano, la legge americana richiedeva che gli aiuti militari fossero tagliati alle unità resesi colpevoli. Non è successo nemmeno una volta. Questo è stato tra i risultati di un'indagine sugli abusi sessuali sui bambini da parte delle forze di sicurezza afgane e la presunta indifferenza dei militari americani, secondo un rapporto così esplosivo che originariamente era contrassegnato Segreto/Non Pubblico, con la raccomandazione che rimanesse classificato fino al 9 giugno 2042”.

Nell’articolo del NYT ci sono diverse storie di militari ed ufficiali Usa congedati dai loro battaglioni per aver denunciato gli abusi e chiesto ai propri superiori di poter intervenire. Il ‘The Guardian’ riprese nell’autunno 2019 l’argomento con un reportage dalla piccola provincia di Logar, nel sud est del paese, raccontando di come un circolo di potenti uomini d’affari, alti ranghi della polizia, funzionari scolastici stava abusando di circa 600 bimbi e ragazzi dai 13 ai 18-20 anni comprati per esse abusati sessualmente e ricattati dai loro ‘padroni’ con video postati sui social media. Nessun indagato tra i colpevoli, mentre i giornalisti erano stati protetti nelle patrie galere per la loro sicurezza.

Due anni dopo, nel gennaio 2020 il settimanale inglese The Week riferiva che il Ministero dell’educazione e la Procura generale del paese stavano indagando solo sugli abusi sessuali e pedofili nelle scuole e le eventuali complicità di insegnanti e funzionari, ma il Presidente della Commissione indipendente per i diritti umani, Shaharzad Akbar, confermava che in Afghanistan c’è l’abitudine di "spostare le persone accusate di tali reati in diversi uffici o province come forma di punizione".

Diverse decine di migliaia sono i bambini maschi abusati sotto gli occhi complici degli eserciti occidentali negli ultimi 20 anni. Tutto ciò, in netto contrasto con la promozione dei diritti umani, dei valori europei, delle Dichiarazioni ONU, del diritto delle bimbe e donne a frequentare la scuola. Spiace ammettere che non si è fatto nulla per frenare la produzione di oppio in Afghanistan, tuttavia ogni nazione decente deve osservare una linea rossa, quella che separa il mondo dei compromessi dai valori non negoziabili, indipendentemente dalle conseguenze. Questa linea è stata superata per venti anni dalle democrazie oc­­cidentali, complici della pedofilia e degli abusi infantili in Afghanistan. Ora dall’ONU, Europa, Nato, USA non ci si venga a parlare di diritti umani delle bambine per il velo che forse indosseranno. La complicità sulle decine di migliaia bimbi stuprati e venduti, non può esser sottaciuta. Il solo pensarlo è una conferma di quanto la pedofilia sia radicata nelle nostre classi dirigenti.