a cura di Benedetta Frigerio
  • Chiese profanate

Nigeria. Una parrocchia sospende le attività pastorali

Monsignor Wilfred Anagbe, vescovo di Makurdi, città della Nigeria centrale, ha deciso di sospendere tutte le attività pastorali della parrocchia di Saint-Pierre dopo che per due volte in poche settimane la chiesa è stata profanata. Il 12 agosto e il 13 settembre ignoti sono penetrati nel complesso della parrocchia, hanno saccheggiato la cappella dell’adorazione eucaristica permanente e la chiesa, hanno profanato il tabernacolo, rubato le pissidi. La sospensione fino a nuovo ordine è entrata in vigore il 15 settembre. Le attività pastorali riprenderanno a condizione che sia compiuto un atto di riparazione proporzionato alla gravità del sacrilegio e che si diano garanzie di sicurezza conformi alle esigenze canoniche. Quindi la comunità parrocchiale dovrà svolgere una novena di riparazione che terminerà con un rito di espiazione secondo quanto prevedono le norme liturgiche diocesane. Nel 2018 la diocesi di Markudi era stata bersaglio di un attacco costato la vita a due sacerdoti e a 16 fedeli, uccisi mentre partecipavano a un funerale. Lo stato del Benue dove si trova la diocesi fa parte della cosiddetta “fascia centrale”, abitata sia dai pastori di fede islamica del nord del paese sia dagli agricoltori cristiani del sud, protagonisti di frequenti scontri a carattere religioso ed etnico. All’epoca il presidente Muhammadu Buhari aveva condannato l’attentato: “violare un luogo di culto, uccidere dei sacerdoti e dei fedeli è un atto ignobile, diabolico e satanico che mira ad alimentare il conflitto religioso e ad affondare le nostre comunità in un bagno di sangue senza fine”. Da allora gli scontri tra musulmani e cristiani, che sempre più spesso hanno visto questi ultimi come vittime, sono continuati senza che il governo riuscisse – c’è chi sostiene, volesse – prende provvedimenti per mettervi fine.