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Macron, gaffe sui migranti. E la Le Pen lo raggiunge

Favorire l'immigrazione dall'Africa piuttosto che quella dall'Est Europa. La gaffe di Macron agita i governi bulgaro ed ucraino. Mai così in crisi l'Eliseo nel rapporto con la popolazione: pesa l'affaire immigrazione. Il 61% dei francesi teme l'Islam. E la destra di Marine Le Pen lo insidia: secondo i sondaggi sono ormai alla pari. 

Il Presidente francese Macron sembra aver perso lucidità nelle ultime settimane e dopo aver bloccato con la propria iniziativa politica le procedure di allargamento dell’Unione Europea, da qualche giorno ha aperto un altro fronte internazionale con Bulgaria e Ucraina. Nella recente intervista rilasciata dal Presidente francese al settimanale ValeursActuelles, oltre ribadire la propria fedeltà repubblicana al principio di laicità, Macron è scivolato sul tema dell’immigrazione, in particolare mostrando tutta la sua apertura alle società africane fortemente multireligiose ed, invece, la sua contrarietà verso immigrati dei paesi dell’est Europa, in particolare bulgari ed ucraini, notoriamente cristiani ortodossi. Certo, Macron nell'intervista non tocca esplicitamente le differenze religiose tra i migranti prediletti (della Guinea e Costa d’Avorio) e coloro che dai Paesi dell’Est migrano per ragioni economiche in Francia, ribadisce solo i propri desideri e volontà politiche. Tuttavia via prediligere immigrazione da paesi come Guinea e Costa d’Avorio dove la popolazione mususlmana è al 40% ma nei prossimi decenni diverrà maggioritaria, traccia una prospettiva chiara sul modello di società a cui guarda l’Eliseo.

Reazioni? Il Primo Ministro bulgaro Borisov ha dichiarato la propria ferma protesta per l’atteggiamento “scandaloso ed inaccettabile” e si è impegnato ad aprire una discussione al prossimo vertice europeo, con tanto di convocazione dell’Ambasciatore francese a Sofia. Passi fermi e determinati che hanno seguito anche il Presidente Zelensky e il Governo di Kiev.

Le polemiche ed i problemi non finiscono qui. Il Governo francese proprio in questi giorni sta decidendo la propria politica sui migranti, che prevede delle quote per i migranti economici. Per molti critici, le decisioni di Macron di introdurre le “quote di migranti economici” sono solo propaganda politica e non porteranno ad alcuna soluzione dei problemi migratori che affliggono la Francia, dove l'immigrazione legale è rappresentata dai 255.956 permessi di soggiorno rilasciati nel 2018 (un record storico!). Guardando al dettaglio, l'immigrazione familiare (90.074) e gli studenti stranieri (83.082) costituiscono oltre i due terzi di tutti i permessi di soggiorno rilasciati nel 2018. L'immigrazione economica che il governo vuole affrontare con questa nuova misura interessa solo 33.502 immigrati. Chiaramente, il governo non vuole affrontare il vero problema dell'immigrazione legale in Francia: né quello dei ricongiungimenti familiari e né quello degli studenti stranieri. La giustificazione di Macron è chiara: «Faremo fare agli stranieri immigrati economici quello che i giovani francesi non vogliono fare».

Questo approccio potrebbe consentire al Governo addirittura di aumentare il numero di migranti economici. Nel tentativo di frenare le polemiche da destra, lo stesso Macron ha cercato di minimizzare il numero di cittadini di origine straniera in Francia, dicendo che sono circa il 10%-14%. Purtroppo per lui la pezza è stata peggio del buco. Infatti uno dei più noti demografi francesi, la professoressa Michele Tribalat ha dovuto correggerlo e richiamarlo all'onestà dei numeri, ricordandogli che i dati statistici nazionali dimostrano che i cittadini di origine straniera residenti in Francia saranno nel giro di pochi anni il 21% della popolazione. Una svista imperdonabile del…50%.

I sondaggi parlano chiaro e l’opinione pubblica sta dimostrandosi sempre più stanca di Macron e delle politiche del Governo: il 61% degli intervistati in un recente sondaggio ritiene che le politiche di migrazione e asilo del governo siano "troppo lassiste". Lo stesso numero di persone (61%) ha recentemente dichiarato che l’islam sia incompatibile con i valori della società francese. E’ il popolo fuori linea o Macron ha perso il tocco magico anche nei confronti dei francesi?

La Sinistra francese si preparara, tra le molte divisioni interne, a marciare per combattere l’islamofobia, senza accorgersi che proprio contro la supposta islamofobia vengono promosse le iniziative di Qatar, Turchia ed Emirati Arabi in tutta Europa. La destra? Forse qui troviamo la vera ragione della confusione recente di Macron. Infatti, secondo l'ultimo sondaggio, pubblicato domenica 3 novembre dal settimanale Le Journal du Dimanche, Macron e Le Pen sono tecnicamente "pari", con il 27 o il 28 % delle intenzioni di voto nel primo turno delle prossime elezioni presidenziali, così da replicare lo stesso duello del secondo turno delle elezioni presidenziali del 2017, quando Macron aveva sconfitto la Le Pen con il 66,10 contro 33,90. Fin qui tutto bene per il “galletto francese” ma Le Journal du Dimanche, pur confermando che Macron potrebbe ancora vincere (55 contro 45), tuttavia dimostra il declino costante dei consensi verso l’attuale Presidente e un aumento lento ma progressivo verso la Le Pen. Forse sarà improbabile che la Francia per la prima volta veda l’elezione alla Presidenza di una donna e per di più di destra, ma è possibile che accada e ciò sta accrescendo il corto circuito generale.

In tutto ciò, Macron e la sua maggioranza invece di darsi una calmata e riflettere pacatamente sul da farsi, non hanno trovato di meglio che lanciarsi nella liberalizzazione delle pillole abortive gratuite per le giovanissime (a partire dai 15 anni di età), previsione inclusa nel Piano Nazionale di Sicurezza Sociale presentato dal Governo le scorse settimane in Parlamento. Il timore è che proseguendo di questo passo a Macron riuscirà un’ impresa mai avvenuta da secoli: unire tutti i francesi intorno all'Eliseo non per applaudirlo ma per chiederne l’abdicazione.