Macron fa i capricci mentre i francesi attendono Leone XIV
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Nel fermento della vigilia della visita papale il capo dell'Eliseo annuncia che non presenzierà a nessuna Messa, forse una ripicca per i vari niet vaticani. E anche l'arcidiocesi di Parigi si è resa protagonista di una polemica con una testa conservatrice esclusa dall'accredito.
Mancano ancora 24 ore all'inizio del viaggio in Francia di Leone XIV ma la vigilia è stata già parecchio movimentata. Gli uomini della sicurezza papale hanno varcato da qualche giorno le Alpi per i sopralluoghi di rito. Da quelle parti, però, non si fa altro che parlare dell'atteggiamento di Emmanuel Macron.
La prima bomba l'aveva lanciata il quotidiano La Croix la scorsa settimana, riportando il rifiuto della Santa Sede alla richiesta del presidente di accompagnare il Papa all'ingresso nella cattedrale di Notre-Dame durante il primo giorno a Parigi. Secondo la testata francese non è stato l'unico "no" incassato dall'Eliseo perché Prevost avrebbe declinato l'offerta di ricevere la Grande Croce della Legion d'onore, avrebbe chiesto di escludere l'accoglienza militare dalla Guardia repubblicana e non avrebbe accettato l'invito a Versailles per una cena d'onore.
Pochi giorni fa, invece, è arrivata la notizia che Macron non avrebbe partecipato ad alcuna delle Messe papali previste nel viaggio di quattro giorni.
Alla luce dei retroscena sui «niet» vaticani è venuto naturale pensare ad una ripicca del presidente, non poco umorale. Macron, peraltro, è in uscita dall'Eliseo e non potrà ricandidarsi quindi può permettersi il lusso di scontentare l'elettorato cattolico che in passato aveva provato a blandire. Il presidente agnostico non aveva disdegnato di ricevere il titolo di protocanonico d’onore del Capitolo lateranense. L'Eliseo, in ogni caso, ha ufficialmente negato dissidi ricordando che Macron accoglierà il Papa all'aeroporto di Orly. Ma la smentita non è netta e dunque poco convincente.
Nelle tensioni tra Parigi e Vaticano è evidente che pesa la recente promulgazione della legge sul fine vita da parte di Macron. Anzi: nel testo si parla addirittura di «aiuto a morire». In una situazione simile durante il viaggio in Spagna Leone non si era tirato indietro ed aveva criticato sia l'aborto che l'eutanasia nel suo discorso alle Cortes. Non è da escludere che farà lo stesso anche in Francia.
Il viaggio, che comincerà domani, vedrà anche un passaggio all'Eliseo prima della visita alla sede dell'Unesco. Prevost ha scelto di parlare in francese. Dopo Parigi, l'attesissimo trasferimento a Lourdes dove vedrà anche i vescovi della conferenza episcopale transalpina. Chissà se anche di persona ribadirà loro quanto raccomandato nella lettera trasmessa dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin lo scorso marzo, con la richiesta di consentire la «generosa inclusione di coloro che sono sinceramente legati al Vetus Ordo». La visita apostolica si concluderà lunedì a Metz.
Oltre all'interesse per le bizze di Macron, in Francia c'è già grande fermento per l'arrivo del Papa americano. Lo testimonia il fatto che gli 80mila posti allo Stade de France messi a disposizione dall'arcidiocesi di Parigi per la veglia di preghiera coi giovani (ultimo evento della prima giornata) sono finiti in appena un'ora.
Ma l'arcidiocesi guidata da monsignor Laurent Ulrich è stata protagonista in questi giorni anche di una notizia che ha rovinato un po' il clima festoso della vigilia. In un comunicato la redazione di Tribune Chrétienne, quotidiano cattolico molto seguito di tendenza conservatrice, ha denunciato la decisione di non accreditare la testata per la copertura degli eventi di Parigi. «Escludere Tribune Chrétienne dalla copertura parigina di un evento così importante per la Chiesa cattolica in Francia, senza che sia stata fornita alcuna motivazione specifica e verificabile, appare alla nostra redazione come una discriminazione nella copertura mediatica e un attacco al pluralismo dei media», hanno scritto i giornalisti. Il comunicato, inoltre, fa notare che l'accredito è stato invece concesso per la copertura degli eventi di Lourdes. Tribune Chrétienne ha sostenuto che «la libertà di stampa e il pluralismo dell'informazione richiedono proprio che l'accesso giornalistico a un evento di tale importanza non dipenda dall'orientamento editoriale di un organo di stampa o da considerazioni estranee ai normali standard professionali», chiedendo inoltre spiegazioni pubbliche all'arcivescovo.
Se monsignor Ulrich non era informato di quanto avvenuto ha ancora 24 ore di tempo per intervenire ed evitare una palese ingiustizia ai danni di un organo di stampa indipendente.
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