• GRAN BRETAGNA

Londra, il lockdown presenta il conto: mille morti in più a settimana

Oltre Manica negli ultimi due mesi si sono registrati 10.000 decessi in più rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Si indaga sugli effetti dei lockdown e la conseguente difficoltà per i cittadini ad accedere ai servizi di diagnosi e cura offerti dal sistema sanitario nazionale.
- «EFFETTI AVVERSI, UNA COMMISSIONE INDIPENDENTE» di Andrea Zambrano

C’è una crisi sanitaria silenziosa in atto, e non è direttamente collegata al virus del Covid, ma esiste ed è in aumento in relazione alla modalità con cui è stata affrontata l’epidemia. Ciò che consente di dare questo tipo di giudizio e di lanciare un importante allarme, sono dei dati provenienti dalla Gran Bretagna relativi alla moralità non collegata al Covid.

Oltre Manica negli ultimi due mesi, si sono registrati circa 10.000 decessi in più rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Decessi che in modo accertato non hanno a che fare col Covid: si tratta di morti per tumori, per malattie cardiovascolari, per altre patologie degenerative. Il dato è stato segnalato nei giorni scorsi dall'Office for National Statistics, che è un'agenzia governativa britannica che raccoglie, analizza e pubblica le informazioni statistiche sull'economia, la popolazione e la società nel paese. L’allarme è stato dato per questi 1.089 morti in più alla settimana (di media).

Da giugno il tasso di decessi in eccesso risulta essere del 14,4% superiore alla media quinquennale, rispetto quindi al numero di decessi normalmente atteso nello stesso periodo di tempo.
Dunque in Gran Bretagna si muore di più, per ragioni da appurare. Tali indagini, peraltro, sarebbe giusto che venissero immediatamente promosse in altri Paesi: è molto probabile – a partire dall’Italia - che scenari simili di epidemie nascoste potrebbero emergere. D’altra parte, in un Paese come Israele si è già registrato nell’ultimo biennio un aumento del 25% di ricorsi al Pronto Soccorso per attacchi cardiaci.

Ma torniamo alla Gran Bretagna: i dati dell’ONS dicono che la quota di morti in più è circa il triplo dei morti per Covid. Dunque c’è qualcosa che rappresenta un pericolo per la salute pubblica decisamente superiore a quello rappresentato dal coronavirus. Questo qualcosa risulta ancora oggi un fattore “inspiegabile”.   

Intanto, si sta indagando in una direzione possibile: quella delle difficoltà determinate dagli effetti dei lockdown, e dalle difficoltà per i cittadini ad accedere ai servizi di diagnosi e cura offerti dal NHS, il sistema sanitario nazionale. Il Dipartimento della Salute è sul punto di avviare un'indagine sui numeri in questione, per verificare quanto vi sia di correlazione coi  ritardi nelle cure mediche a causa delle difficoltà in cui versa il NHS. La gestione dell’epidemia ha sottratto risorse umane economiche ed organizzative alle cure primarie, alla prevenzione, alle attività di diagnosi precoce, e questo era noto da tempo, ma ora si vedono i risultati.

Questi ritardi hanno posticipato il trattamento per condizioni come cancro, diabete e malattie cardiache, con la British Heart Foundation che ha dichiarato di essere "profondamente preoccupata" di fronte a questi dati statistici. La Stroke Association, che si occupa di patologie quali ictus ed emorragie cerebrali, ha detto di aver già avuto modo di constatare nei fatti l'aumento dei decessi per queste cause, e che i dati statistici ne sono la conferma. Notando un numero "inquietante" di aumento di patologie neurologiche, vascolari,  tumori non rilevati e problemi cardiaci, l'amministratore delegato del servizio medico privato Doctorcall Charles Levinson ha dichiarato: "Centinaia e centinaia di persone muoiono ogni settimana, cosa sta succedendo? "I ritardi nella ricerca e nella ricezione dell'assistenza sanitaria sono senza dubbio una causa importante. Le statistiche quotidiane sul Covid hanno richiesto l'attenzione della nazione, ma queste cifre terrificanti riescono a malapena ad attirare l’attenzione. Un'indagine governativa completa e urgente è necessaria immediatamente", ha dichiarato  al Telegraph.

Il sistema sanitario britannico sta mettendo in mostra una serie di gravi difficoltà: solo la scorsa settimana le statistiche in tutta l'Inghilterra hanno mostrato che gli standard di assistenza di emergenza negli ospedali hanno raggiunto il minimo storico, con oltre 20.000 pazienti che devono affrontare un'attesa di oltre 12 ore per le cure mediche, un dato che purtroppo in Paesi come l’Italia è da tempo la norma, ma che per gli standard britannici è assolutamente inammissibile.  
La stampa britannica ha puntato il dito anche sui lockdown dei primi due anni di pandemia, una scelta che inizialmente il premier Johnson non era intenzionato a prendere ma che successivamente, con una sorta di clamorosa inversione di rotta, era stata fatta sotto la pressione di una virostar britannica, il discusso professor Ferguson. Gli inglesi però non hanno mai gradito le chiusure, e ora i giornali ritengono che sia stata una decisione sbagliata, e che a distanza di tempo se ne stiano pagando le conseguenze.  Ma le responsabilità di questo inspiegabile e significativo aumento dei morti “non Covid” potrebbero anche rivelare altre cause e responsabilità.  Solo una commissione d’inchiesta, che analizzi accuratamente i dati statistici e epidemiologici, potrà forse arrivare alla verità.

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