• L'UDIENZA

Lo Spirito Santo ci protegge dal relativismo

Il Papa ricorda che è lo Spirito a guidarci alla "Verità tutta intera", come aveva detto Gesù. Per questo raccomanda una preghiera da recitare tutti i giorni, per chiedere allo Spirito Santo di guidarci a essere discepoli di Cristo.

Papa Francesco

Nell’udienza generale del 15 maggio, continuando le catechesi sul Credo per l’Anno della fede, Papa Francesco ha proseguito – dal precedente mercoledì – la sua meditazione sullo Spirito Santo, insistendo sul suo rapporto con la verità in opposizione al relativismo dei nostri giorni. Su questo rapporto tra Spirito Santo e verità attira l’attenzione Gesù stesso: lo Spirito, dice, «vi guiderà a tutta la verità» (Gv 16,13), è  «lo Spirito di Verità» (Gv 14,17).

Ovviamente, la questione è di attualità «in un’epoca in cui si è piuttosto scettici nei confronti della verità. Benedetto XVI ha parlato molte volte di relativismo, della tendenza cioè a ritenere che non ci sia nulla di definitivo e a pensare che la verità venga data dal consenso o da quello che noi vogliamo». Si tratta di un tema che sta a cuore a Papa Francesco, il quale già il 22 marzo nel suo primo incontro con il Corpo Diplomatico aveva ripreso la formula di Benedetto XVI «dittatura del relativismo».

Il mondo moderno, ha detto il Pontefice, continua a porsi la domanda di Pilato: «esiste veramente “la” verità? Che cos’è “la” verità? Possiamo conoscerla? Possiamo trovarla?». L’errore di Pilato consiste nel non riuscire a capire che «“la” Verità è davanti a lui: non riesce a vedere in Gesù il volto della verità, che è il volto di Dio». «La verità non si afferra come una cosa, la verità si incontra. Non è un possesso, è un incontro con una Persona».

Come facciamo, però, in un’epoca di relativismo a essere certi che Gesù è la verità? Troviamo la risposta in san Paolo: «nessuno può dire: “Gesù è Signore!” se non sotto l’azione dello Spirito Santo» (1Cor 12,3). Dunque «è proprio lo Spirito Santo, il dono di Cristo Risorto, che ci fa riconoscere la Verità. Gesù lo definisce il “Paraclito”, cioè “colui che ci viene in aiuto”, che è al nostro fianco per sostenerci in questo cammino di conoscenza; e, durante l’Ultima Cena, Gesù assicura ai discepoli che lo Spirito Santo insegnerà ogni cosa».

Ma, in concreto, come agisce lo Spirito Santo per guidarci alla verità? «Anzitutto, ricorda e imprime nei cuori dei credenti le parole che Gesù ha detto, e, proprio attraverso tali parole, la legge di Dio – come avevano annunciato i profeti dell’Antico Testamento – viene inscritta nel nostro cuore e diventa in noi principio di valutazione nelle scelte e di guida nelle azioni quotidiane, diventa principio di vita». Lo aveva predetto il profeta Ezechiele: «vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli, vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo… Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi e vi farò osservare e mettere in pratica le mie norme» (36,25-27). Lo Spirito di Verità ci aiuta a riconoscere la legge di Dio come guida oggettiva di tutte le nostre azioni.

Lo Spirito Santo ci guida «a tutta la verità» (Gv 16,13). Il Papa commenta che questo significa che ci guida «“dentro” la Verità, ci fa entrare cioè in una comunione sempre più profonda con Gesù, donandoci l’intelligenza delle cose di Dio. E questa non la possiamo raggiungere con le nostre forze. Se Dio non ci illumina interiormente, il nostro essere cristiani sarà superficiale».

Papa Francesco è tornato anche su un tema che Benedetto XVI aveva affrontato nell’udienza concessa il 7 dicembre 2012 ai membri della Commissione Teologica Internazionale: il «senso della fede». Si tratta di un’importante nozione teologica, che però va correttamente intesa. «La Tradizione della Chiesa afferma che lo Spirito di verità agisce nel nostro cuore suscitando quel “senso della fede” (sensus fidei) attraverso il quale, come afferma il Concilio Vaticano II, il Popolo di Dio, sotto la guida del Magistero, aderisce indefettibilmente alla fede trasmessa, la approfondisce con retto giudizio e la applica più pienamente nella vita». Il «sensus fidei», spiegava allora Benedetto XVI e ribadisce Papa Francesco, «funziona» solo «sotto la guida del Magistero», è il senso comune «dei fedeli», cioè di coloro che seguono il Magistero, così che non avrebbe senso contrapporre il senso della fede al Magistero o erigere il senso della fede a giudice del Magistero. Si tratterebbe, appunto, di relativismo.

Sono verità teologiche importanti, che in questa catechesi di Papa Francesco diventano anche indicazioni di vita, esortazione a un incontro personale e quotidiano con lo Spirito Santo. Il Papa ci raccomanda una «preghiera che dobbiamo fare tutti i giorni»: «Spirito Santo fa’ che il mio cuore sia aperto alla Parola di Dio, che il mio cuore sia aperto al bene, che il mio cuore sia aperto alla bellezza di Dio tutti i giorni». E aggiunge: «Vorrei fare una domanda a tutti: quanti di voi pregano ogni giorno lo Spirito Santo? Saranno pochi, ma noi dobbiamo soddisfare questo desiderio di Gesù e pregare tutti i giorni lo Spirito Santo, perché ci apra il cuore verso Gesù».

Non si tratta solo di un elemento devozionale. «L’accoglienza delle parole e delle verità della fede perché diventino vita, si realizza e cresce sotto l’azione dello Spirito Santo», come dimostra tutta la vita di «disponibilità totale» della Madonna. «Attraverso lo Spirito Santo, il Padre e il Figlio prendono dimora presso di noi: noi viviamo in Dio e di Dio. Ma la nostra vita è veramente animata da Dio? Quante cose metto prima di Dio?».

Tutti dunque «abbiamo bisogno di lasciarci inondare dalla luce dello Spirito Santo, perché Egli ci introduca nella Verità di Dio, che è l’unico Signore della nostra vita». Nell’Anno della fede dobbiamo chiederci quali passi abbiamo fatto per radicarci meglio nella verità, in particolare «studiando il Catechismo» della Chiesa Cattolica, come aveva raccomandato Benedetto XVI. «Ma chiediamoci contemporaneamente quali passi stiamo facendo perché la fede orienti tutta la nostra esistenza. Non si è cristiani “a tempo”, soltanto in alcuni momenti, in alcune circostanze, in alcune scelte. Non si può essere cristiani così, si è cristiani in ogni momento! Totalmente! La verità di Cristo, che lo Spirito Santo ci insegna e ci dona, interessa per sempre e totalmente la nostra vita quotidiana. Invochiamolo più spesso, perché ci guidi sulla strada dei discepoli di Cristo. Invochiamolo tutti i giorni. Vi faccio questa proposta: invochiamo tutti i giorni lo Spirito Santo, così lo Spirito Santo ci avvicinerà a Gesù Cristo».

 

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