• CAMPANIA

Lo "sceriffo" De Luca spieghi le spese per il Covid

Invece di fare il teatrino sulle misure restrittive che sta prendendo, il governatore della Campania dovrebbe invece spiegare come mai spende 15 volte più della Lombardia per ogni contagiato da coronavirus.

Il governatore della Campania De Luca

«Le mezze misure non servono a niente, prima prendiamo decisioni forti meglio è». Ancora ieri il governatore della Campania Vincenzo De Luca spingeva l’acceleratore sulle misure di lockdown trascinandosi dietro un bel pezzo del Pd. E tanto per passare subito dalle parole ai fatti ha annunciato che per il fine settimana di fine ottobre, per evitare i festeggiamenti di Halloween, in tutta la Campania ci sarà il coprifuoco alle 22: tutti i locali chiusi e blocco anche della mobilità. In aggiunta il blocco della mobilità dopo mezzanotte potrebbe diventare operativo – ha detto ancora De Luca – anche da subito e fino a nuovo ordine.

La sera prima, pur contestato dal ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, aveva decretato la chiusura delle scuole fino al 30 ottobre. Perché lui, De Luca, è più intelligente di tutti, è il più bravo; e davanti a una minaccia grave non perde tempo. E va già bene così, visto che prima dell’estate – in una delle sue insopportabili sceneggiate video – aveva minacciato l’uso del lanciafiamme.

Recitando sentendosi la reincarnazione di Eduardo De Filippo – in realtà sembra l’imitazione di Maurizio Crozza che lo imita – il governatore della Campania si è voluto costruire l’immagine dell’uomo tutto d’un pezzo, che sa cosa fare e non perde tempo in chiacchiere inutili. C’è da fermare il virus? Ci pensa lui, chiudendo tutto e senza aspettare il governo o facendosi frenare dai legacci burocratici. Cosa che se lo facesse un qualsiasi  governatore del Nord, scoppierebbe il pandemonio istituzionale e le procure procederebbero all’arresto immediato.

Ma miracolosamente a Napoli tutto diventa folklore, si sorride, e nessuno chiede conto di nulla. E chi è più bravo a recitare viene eletto governatore a furor di popolo. Anche se dai bilanci pubblici spariscono miliardi di euro senza un motivo valido. Non parliamo di furti – quelli è compito della magistratura verificarli - ma di spese a bilancio che fanno della Campania un buco nero. Eh già, perché mentre De Luca si esibiva nell’ennesima performance teatrale anti-Covid, qualcuno si prendeva la briga di andare a controllare cosa la Regione Campania ha speso per tracciare e contrastare la diffusione del virus.

Ricordiamo che la Campania era passata praticamente indenne in primavera, mentre Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna annaspavano; e solo nelle ultime settimane i contagi in Campania hanno raggiunto numeri che inducono qualche preoccupazione. Si fa per dire: a ieri sera i positivi attuali in Campania risultano 14.354, cioè lo 0,25% della popolazione. E stiamo parlando dei positivi: ma di questi ne sono ricoverati 786 e altri 67 sono in terapia intensiva. Cioè lo 0,01% della popolazione campana ha attualmente sintomi di rilievo causati dal Covid. Ma dall’inizio della pandemia i casi totali registrati in Campania sono 23.033, lo 0,4% della popolazione. E questo brav’uomo, evidentemente per mascherare tutta la propria incapacità politica e amministrativa, chiude tutta la regione (poi, in realtà sarà interessante vedere quanto queste chiusure saranno rispettate).

Ebbene un report dell’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) ci informa che fino a fine aprile (quando quindi l’incidenza del coronavirus sulla popolazione campana era insignificante) la Regione guidata da De Luca aveva speso 337 milioni di euro contro i 391 della Lombardia, che però ha quasi il doppio della popolazione ed era la regione più colpita dal virus. Si tratta di spese aggiuntive proprio per la pandemia, rispetto al bilancio ordinario. Tradotto in spesa per contagiato, mentre la Lombardia ha speso 5.178 euro, la Campania si è permessa la bella cifra di 76.308 euro per ciascuno dei 4.423 risultati positivi, la peggiore in assoluto.  Le altre regioni peggiori sono la Toscana (40.280 euro a contagiato) e la Sardegna (36.828 euro).

Il signor De Luca, dunque, ha speso 15 volte di più del governatore lombardo Fontana: il divario è così enorme che non può non essere chiesta spiegazione dalle autorità competenti. Non sono questi debiti che si pagano con qualche altro sketch video, è necessaria una immediata inchiesta. E qui dobbiamo dare ragione a De Luca:  «Le mezze misure non servono a niente, prima prendiamo decisioni forti meglio è».