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L'impossibile dialogo tra un cattolico e l'uomo qualunque

Impossibile dialogare con l’Uomo Qualunque. Gli parli del Paradiso e pensa che sia una favoletta, gli spieghi che prima della casa comune viene l’uomo che abita in quella casa e ti taccia per retrivo, cerchi di fargli capire che come il corpo anche l’anima ha le sue leggi da rispettare e ti considera uno fuori dal mondo. Infine ti fa una domanda dal sapore assai ingenuo: “Ma lei chi è?”.

Scusi, come dice? No, per noi non finisce tutto qui, quando moriamo. No, no, non dica che il Paradiso è un’invenzione escogitata dai preti per consolarci dell’inferno che tutti noi patiamo qui sulla Terra. È piuttosto l’unica casa adatta dove potrebbe abitare Dio.

A proposito di case lei consiglia che dovremmo prima prenderci cura della casa comune che è il nostro pianeta? Lo facciamo, eccome se lo facciamo ogni volta che ci prendiamo cura di chi abita questa casa. Vede, Lei concorderà, se il padrone di casa è saggio, accorto, di buon gusto, previdente, non manderà in rovina la sua abitazione. Inoltre, se conosce bene chi ha costruito la sua casa ed ha avuto modo di studiare i progetti ne apprezzerà ancor di più il valore. Dice che sbagliamo? Non dovremmo chiamarlo padrone di casa? E, ci perdoni l’ardire, ma per quale motivo? Ah… la casa non è sua, è solo un ospite. Guardi, e ci scusi l’apparente impertinenza, ma Lei ci sembra un po’ confuso. Veda, anche se l’idea Le potrà apparire un po’ datata, il Primo Proprietario, che fu anche progettista e costruttore, regalò l’intera casa, pertinenze incluse, a noi tutti. Lui stesso ci disse, con tanto di atto notarile depositato nella Bibbia, che avevamo pieno possesso, anzi, dominio su tutta la casa e su tutte le cose dentro questa casa. Vero, un dono non meritato, ma se la prenda semmai con la bontà del Primo Proprietario, non certo con noi.

Cose da Vecchio Testamento? Ormai superate dal Nuovo, Lei dice? Ma veda, e facciamo ancora appello a tutta la Sua comprensione, il Nuovo Testamento non è l’aggiornamento del Vecchio Testamento. Non funziona come un pc. Ne trova conferma proprio nel Nuovo Testamento dove il personaggio principale – sì Gesù, La stavamo amorevolmente prendendo in giro, ci scusi – ha detto che “non passerà neppure uno iota” della antica Legge.

Non si scaldi, non volevamo di certo innervosirLa. Come, prego? Facciamo troppo i precisini? Ma a dire la verità, abbiamo solo ricordato cosa dice la Bibbia e fatto due più due. Banale matematica teologica ed esegetica. Ah, Lei conosce i tipi come noi. Tutto regole e divieti. I farisei del nuovo millennio. I pelagiani 2.0. Ma guardi, e ci spiace contraddirLa ancora una volta, forse anche in questo caso, se abbiamo ben intuito la Sua amabile critica, è una semplice equazione di fede e di morale, un conto della serva che chiunque potrebbe fare. Se ti butti da quinto piano uccidi il tuo corpo, se tradisci tua moglie, ricorri all’aborto, salti la messa domenicale uccidi la tua anima. È la stessa cosa. È mera fisica spirituale. Non c’entrano divieti o regole, è solo un dato di fatto. Come un corpo che, lasciato cadere dal quinto piano di un edificio, impatta la superficie di cemento sottostante subisce una decelerazione così repentina da portarlo alla morte, parimenti un’anima che, lasciata cadere dal quinto piano di un peccato mortale, impatta la Croce di Cristo subisce una decelerazione così repentina da portarla alla morte.

Non capiamo, ci scusi, ha la voce arrochita, forse sta gridando troppo. Guardi Le fa male alterarsi così, le vene sul collo si sono ingrossate. Se passa di qui Cappato e la vede in questo stato, la candida subito per l’eutanasia. Suvvia non perda la calma, mica Le stavamo dicendo che vogliamo abolire la messa celebrata con il nuovo messale. Ci perdoni, era solo una celia. Ha ragione, ha ragione, non è cristiano burlarsi del prossimo. Ce ne ricorderemo nella prossima confessione. Ecco, dunque, ora che si è un po’ calmato, cosa voleva dirci? Ah, al posto del cuore abbiamo un’oscura e tenebrosa cavità, nessun palpito di misericordia alberga nella nostra anima, nessun fremito di carità innerva la nostra carne, nessuna brezza di compassione rinfresca il nostro spirito. Guardi, intanto Le facciamo i complimenti per le suggestive immagini poetiche che Lei ha evocato – si vede che è persona istruita e fine, non come noi che siamo un po’ rozzi e sempliciotti, lo avrà capito - e poi, una volta tanto, Le diamo ragione. Di fronte a Dio siamo tutti bronzi che risuonano a vuoto (Lei lo sa, l’abbiamo rubata a San Paolo, volevamo solo risponderLe al par Suo). Proprio per questo ci rimettiamo a Chi di misericordia è pieno. Ciò detto, però – ci rifacciamo all’esempio di prima e ci arrischiamo ad aprir bocca nuovamente non per spirito di polemica ma solo per spirito di verità – vorremmo aggiungere che è proprio di chi tiene al prossimo tentare di strapparlo dal cornicione da cui si vuole buttare e gridargli: non ti separare da tua moglie, non cercare bambini nelle provette e non cercare di non averli con la pillola o di pensare di averli tu uomo con un altro uomo!

Su, su non se la prenda per ogni cosa che Le diciamo, La facevamo aperto al confronto, per il dialogo, la condivisione, l’inclusione, credevamo, forse a torto, che sarebbe morto per le nostre idee anche se non le condivide. Cosa dice? Che è inutile parlare con gente come noi? Fiato sprecato?  Che siamo quattro gatti che miagolano nel deserto e che intanto che noi pontifichiamo il mondo corre a perdifiato verso nuove sfide come la fluidità di genere, il post umano, le donne prete e i preti un po’ donne, la religione universale, la decrescita felice, il great reset, la green economy e la solidarietà verso i ghiacciai che si sciolgono. Nostro caro amico – ci permette di chiamarLa così, vero? – Lei ha perfettamente ragione. Siamo fuori dal mondo, ce lo ha ripetuto pure Gesù: viviamo nel mondo, non siamo del mondo. E mentre il mondo corre dietro a quelle cose che Lei ci ha ricordato, anche noi facciamo del moto. Non siamo certo oziosi. Anche noi corriamo: dietro alla santità, a Nostro Signore e lontano dal peccato che però ci bracca sempre da vicino. No, no, non è vuota retorica come Lei dice, caro amico, ma è pienezza di vita, è questione eminentemente pratica, concreta, concretissima. Non ci vogliamo schiantare a terra, se ci consente di usare ancora una volta quella metafora. Siamo proprio egoisti: vogliamo solo spassarcela per l’eternità. Lo facciamo proprio per uno nostro tornaconto. Come vede, nessuna retorica, nessuna enfasi dotta, solo una roba da partita doppia: dare e avere. Se non dai, non avrai.

Come dice? Chi siamo? Ma gentile signore, che domande! Siamo cattolici!

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