a cura di Benedetta Frigerio
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Liberi anche gli altri religiosi sequestrati ad Haiti l’11 aprile

 

Sono stati liberati ad Haiti nella notte tra il 29 e il 30 aprile anche i cinque religiosi e il laico ancora prigionieri della banda armata “400 Mawozo” che li aveva rapiti insieme ad altre quattro persone l’11 aprile. La società dei sacerdoti di Saint-Jacques alla quale appartengono alcuni sequestrati ne ha dato la notizia assicurando che stanno tutti bene, per quanto provati dalle dure condizioni della detenzione. Ha inoltre ringraziato tutte le persone e le istituzioni che si sono prodigate per un felice esito della vicenda, in particolare gli ambasciatori di Francia e Stati Uniti. “Il rapimento – sottolinea Vatican News – ha molto colpito l’opinione pubblica ed ha riportato alla luce la grave insicurezza nella quale vive Haiti, un Paese che dopo il devastante terremoto di 11 anni fa, non ha conosciuto tregua perché colpito da catastrofi naturali e da una conseguente crisi sociale, economica e politica che ha favorito la violenza delle bande armate”. Sono almeno 76 i gruppi armati – bande, gang – che imperversano nel paese, fuori controllo, e che sempre più spesso organizzano sequestri a scopo di estorsione. Il rapimento dei religiosi sembra indicare una preoccupante evoluzione delle attività criminali sia per la scelta  delle vittime, dei religiosi che dedicano la vita ad alleviare le sofferenza della popolazione, sia per l’ammontare del riscatto chiesto, un milione di dollari. In un comunicato, monsignor Max Leroy Mésidor, arcivescovo di Port-au-Prince, ha descritto la situazione nell’isola come una “discesa agli inferi della società haitiana”. Grandi sono le responsabilità del governo del presidente Jovenel Moise, compromesso da numerosi scandali di corruzione e sempre più autoritario.