• l'attacco

Le Ong giocano alla “battaglia navale” contro il governo

Sos Humanity, finanziata dalle Chiese Evangeliche e dalla Caritas tedesca, ha annunciato sui media una nuova “missione navale” contro l’Italia: «Ora che l'Italia sta subendo questa svolta a destra dobbiamo dare l'esempio», ha detto l'Ong. Ma dietro c’è la precisa volontà politica di alcuni governi europei, quello francese e quello tedesco, di respingere il tentativo italiano di bloccare i flussi migratori illegali verso la Penisola.
- A WEAPON TO DESTROY NATIONAL IDENTITIES di Alessandra Nucci

La flotta di navi delle Ong ricomincia a schierarsi in mare al largo della Libia per preparare una nuova “battaglia navale” tesa a mettere alla prova, con un continuo braccio di ferro, il governo italiano di centro-destra. Navi che faranno presto nuovamente “il pieno” di immigrati clandestini da sbarcare in Italia (e solo in Italia), in un modo o nell’altro, per mantenere costante la pressione con l’esecutivo italiano: un’operazione navale che non ha nulla di umanitario ma molto di politico.

Si tratta, come ha evidenziato ieri Fausto Biloslavo in un articolo su “Il Giornale”, della “ennesima sfida in vista del Natale, che servirà a far apparire ancora più brutto e cattivo il governo italiano che si oppone ai talebani dell'accoglienza”. 

La nave Humanity 1 della ong SOS Humanity e battente bandiera tedesca, si trovava ieri a una settantina di miglia dalla Tripolitania e puntava verso le sue coste dopo aver lasciato il 24 novembre il porto spagnolo di Burriana, base di parte delle 17 navi appartenenti a 14 Ong presenti nel Mediterraneo.

Sos Humanity, che all’interno del gruppo legato alla chiesa evangelica “United4Rescue” (che include anche le navi Sea Eye 4 e Sea Watch 5delle omonime ong) riceve finanziamenti dal governo, da amministrazioni regionali tedesche, da privati e da diverse organizzazioni religiose inclusa la Caritas (come rivela lo stesso sito dell’organizzazione), ha annunciato sui media tedeschi la nuova “missione navale” contro l’Italia.

«Ora che l'Italia sta subendo questa svolta a destra dobbiamo dare l'esempio» ha fatto sapere l’ong, come riporta Biloslavo che interpreta la dichiarazione in modo inequivocabile con l’obiettivo di “sbarcare migranti in Italia fregandosene delle ordinanze governative”. Nei giorni scorsi si erano schierate nel Mediterraneo Centrale anche le navi delle ong Geo Barents di Medici senza frontiere (battente bandiera norvegese) e la piccola nave britannica Aurora Sar che opera sotto il diretto controllo della ong tedesca Sea Watch

Del resto sarebbe riduttivo voler vedere nella “battaglia navale” in atto contro il governo italiano solo l’iniziativa di organizzazioni da tempo ben inserite nel business dei soccorsi con i loro sponsor privati, religiosi e istituzionali che includono anche organizzazioni che si occupano di accoglienza dei migranti. Alle spalle delle ong c’è quindi la precisa volontà politica di alcuni governi europei, quello francese ma anche e soprattutto quello tedesco, di respingere il tentativo italiano di bloccare i flussi migratori illegali verso la Penisola.

Berlino e Parigi intendono scongiurare il rischio che si registrino nuovamente i successi conseguiti dal ministro dell’Interno Matteo Salvini nel 2018/19 quando l’Italia portò al minimo storico gli sbarchi illegali e mise un freno ai traghettamenti di clandestini attuati dalle navi delle ong.

Meglio non dimenticare infatti che per il governo di centro-sinistra tedesco e per i suoi militanti degli ambienti religiosi, culturali e delle Ong che lo appoggiano, quella contro la destra italiana è anche e forse soprattutto una “crociata”, una battaglia ideologica che trova il suo fondamento nel programma politico delle forze che compongono l’esecutivo tedesco.

Gran parte della maggioranza parlamentare che sostiene il governo di Olaf Scholz è infatti contraria a ogni forma di rallentamento dell’accoglienza e dei soccorsi in mare che, al contrario, vorrebbe vedere potenziati, mentre chiede la cessazione dei respingimenti definiti “illegali" attuati da alcuni paesi europei del Mediterraneo e legittimati da Frontex.

Giusto per comprendere che la battaglia politica vede contrapposti direttamente il governo tedesco e quello italiano, di recente la Legge di bilancio federale è stata “arricchita” da un emendamento promosso dai Verdi che ha stanziato 8 milioni di euro in 4 anni in favore di United4Rescue

Denaro dei contribuenti tedeschi stanziato da Berlino per aiutare navi e Ong tedesche a portare migranti illegali afro-asiatici a casa nostra. Quasi una “dichiarazione di guerra” all’Italia.

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