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Dottrina sociale
a cura di Stefano Fontana

Denatalità

Le nascite crollano anche in Cina e Francia

La Cina nel 2025 ha raggiunto il numero più basso di nuovi nati. Anche in Francia ci sono stati più morti che nati. Due esempi che confermano la diagnosi del 17° Rapporto dell’Osservatorio Van Thuân.

Dottrina sociale 29_01_2026

La Francia era considerata come un’oasi protetta della natalità. Le provvidenze governative a suo sostegno erano consistenti e le numerose cittadine immigrate avevano una figliazione superiore alla media. I dati recenti, invece, mostrano che anche la Francia è fortemente avviata verso una “glaciazione demografica” e non fa più eccezione. L’Istituto Nazionale di Statistica e Studi Economici lo scorso 13 gennaio ha pubblicato i dati aggiornati. Nel 2025, in Francia si sono avuti più morti (651.000) che nati (645.000). Si tratta della prima volta dalla Seconda guerra mondiale, quindi una svolta epocale e molto significativa. Rispetto al 2010, quindi nel giro di non molti anni, le nascite sono diminuite del 24 per cento.

Come si sa l’Italia è messa peggio: nel 2025 abbiamo avuto 342.000 nati e 651.000 decessi. Però il calo francese fa più notizia, perché maggiormente in contrasto con l’immagine che si aveva della natalità in quel Paese.

Un altro fatto nuovo è che la Cina nel 2025 ha raggiunto il numero più basso di sempre di nuovi nati da quando ci sono rilevazioni. La popolazione è scesa a 1,404 miliardi, circa tre milioni in meno rispetto al 2024. Sempre nel 2025 le nascite sono scese a 7,92 milioni rispetto ai 9,54 milioni dell'anno precedente, dato più basso dalla fondazione della Repubblica Popolare nel 1949. Secondo i dati della Banca Mondiale, nel 2023 il tasso di fertilità della Cina era di appena 1, molto al di sotto del 2,1 considerato il "tasso di sostituzione" necessario per mantenere una popolazione stabile. Il governo cinese teme il fenomeno denatalità e ha perfino tassato gli anticoncezionali, il che dimostra però anche la scarsa prospettiva nella valutazione del problema.

Questi due recentissimi esempi confermano la diagnosi contenuta nel 17° Rapporto dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân dal titolo La guerra demografica. Ci vogliono estinti?. Quello delle culle vuote è il principale problema per lo sviluppo, non ha carattere settoriale ma coinvolge ogni aspetto politico, compresa la geopolitica, e non si risolve con interventi amministrativi (sia la Francia che la Cina lo dimostrano) ma con una vera e propria cultura della vita.

Stefano Fontana