a cura di Benedetta Frigerio
  • Siria

Le milizie di autogestione curda hanno chiuso quattro scuole cristiane nel nord est della Siria

Il 28 agosto a Qamishli, Darbasiya e Derik, tre città del nord est della Siria, sono stati chiusi quattro istituti scolatici, siriaco-ortodossi e armeno-ortodossi, per ordine delle milizie di autogestione curda. La chiusura era stata annunciata a luglio. La motivazione addotta è che le scuole non hanno adottato i programmi richiesti dal governo autonomo della regione di Jazira che prevedono l’insegnamento obbligatorio della lingua curda. L’agenzia di stampa Fides riporta che le milizie curde hanno disperso sparando in aria i genitori degli alunni che si erano radunati davanti alla chiesa siro-ortodossa di Qamishli e che quindi, guidati da sacerdoti, hanno organizzato una protesta davanti a una delle scuole chiuse, occupata dai miliziani curdi della Ypg, Unità di protezione popolare, e del Sutoro Mfs, Consiglio militare siriaco. Sara Bakir, direttore all’Onu del Consiglio mondiale degli Aramei,  ha deplorato la chiusura delle scuole sostenendo che il governo autoproclamato e non riconosciuto dell’Ypg ha agito in maniera illegale. Melki Toprak, presidente della Federazione degli Aramei in Svizzera, ha accusato le autorità curde di condurre una campagna discriminatoria contro le minoranze cristiane: “l’immagine di alcuni giovani che calpestano il cartello d’entrata della scuola aramea – ha commentato – è un segno di ripudio della nostra cultura e di volontà di pulizia etnica”. Qamishli è stata fondata dagli aramei nel 1926. Allora i siriaci erano circa 40.000. adesso ne restano circa la metà.