• FEDE E MUSICA

Le Messe per coloro che ci indicano la strada

Fino a qualche decennio fa c’era l’uso di dedicare le composizioni delle Messe a figure importanti del panorama cattolico: santi e beati, ma non solo. Era un modo per riconoscere, attraverso l’armonia della musica, l’esempio di tanti fratelli e sorelle che ci hanno preceduto nel cammino della fede.

C’era l’uso, specialmente fino a qualche decennio fa, di dedicare le composizioni delle Messe a delle figure particolarmente importanti del panorama cattolico, come santi e beati, ma non solo. Si pensi alla Messa dedicata da Josquin a Ercole I d’Este, duca di Ferrara (Missa Hercules Dux Ferrariae), o quella ben più famosa dedicata a papa Marcello II da parte del sommo Giovanni Pierluigi da Palestrina (Missa Papae Marcelli). È un uso che si è mantenuto per molti secoli e c’è da dire che naturalmente le dediche a santi e beati predominano.

Un esempio molto importante è la Missa in honorem Sancti Eduardi Regis per due tenori, basso e organo (esistono anche versioni a voci dispari), del celebre compositore di Patrica, Licinio Refice (1883-1954). La Messa fu pubblicata nel 1933 dall’editore olandese J.R. Van Rossum, a Utrecht, ed è uno degli esempi più importanti dello stile dell’autore e di un certo modo di comporre nella musica sacra della prima metà del ‘900, un chiaro influsso delle suggestioni tardo-tonali del periodo Romantico venate di un modalismo coloristico. Certamente un lavoro di grande effetto, che fu dedicato all’allora Segretario di Stato Eugenio Pacelli (futuro Pio XII) come riporta questa dedica: “Eminentissimo ac Reverendissimo Domino / EUGENIO S. R. Eccl. Cardinali PACELLI / A Secretis Status / MISSA / IN HONOREM / SANCTI EDUARDI REGIS / AD TRES VOCES VIRILES CUM ORGANO / AUCTORE / LICINIO REFICE / MODERATORE CAPPELLAE S. MARIAE MAJORIS, ROMAE / ATQUE IN PONTIF. SCHOLA MUSICAE SACRAE MAGISTRO”.

A quel tempo, Refice era Maestro nella Basilica di Santa Maria Maggiore ma fu costretto ad un certo punto a lasciare, si dice per le numerose assenze dovute alle sue velleità nel campo dell’opera lirica che lo costringevano a lunghi periodi fuori Roma. Velleità che produssero comunque risultati di tutto rilievo, come l’opera Cecilia, ancora oggi rappresentata.

Sant’Edoardo il Confessore, re d’Inghilterra (c. 1003-1066) è ricordato dalla Chiesa il 13 ottobre (giorno della prima traslazione delle sue reliquie) e il 5 gennaio (giorno della sua morte). Fu un sovrano apprezzato per la sua grande bontà e mitezza e per la sua fedeltà alla Chiesa di Roma. Era molto amato dai suoi sudditi e mostrava tutte quelle virtù che risplendono in coloro che sanno che il potere non è sopraffazione ma servizio.

Dedicare Messe ad importanti personaggi del mondo cattolico non era solo un modo per rendergli onore, ma anche una maniera per impetrare la loro intercessione nella preghiera liturgica (almeno nel caso di coloro onorati per le chiare virtù cristiane), era riconoscere attraverso l’armonia della musica che tanti fratelli e sorelle ci hanno preceduto nel cammino della fede e, con il loro esempio, ci indicano la strada.

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