• IN PURGATORIO CON DANTE/15

L’arroganza di Provenzano Salvani e un gesto di elemosina

La fama non è solo come il vento, ma può essere paragonata anche al colore dell’erba, che dura lo spazio di pochi giorni e che ha vita proprio grazie a quel sole che poi la trascolora. La fama non è merito nostro, ma deriva da Dio. Recita il salmo 114: «Non a noi, Signore, non a noi,/ ma al tuo nome da' gloria,/ per la tua fedeltà, per la tua grazia».

Per esemplificare come la fama duri spesso lo spazio di pochi anni il miniaturista mostra a Dante un’anima che cammina poco davanti a lui e che era notissima all’epoca della battaglia di Montaperti (1260), mentre ora (1300) è pressoché sconosciuta tanto che a Siena (città di cui si sentiva padrone) appena se ne bisbiglia. Dante mostra di non sapere di chi si stia parlando.

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