• SCHEGGE DI VANGELO

La tentazione della vanagloria e dell'ipocrisia

Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra (Mt 6, 3)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».  (Mt 6,1-6.16-18)

Con l’impostura ci appropriamo di meriti non nostri per apparire migliori di quello che siamo. Quando obbediamo alla volontà divina occorre farlo con gioia perché rendiamo felice Dio amandoLo direttamente o nel prossimo momentaneamente in difficoltà. Se, invece, agiamo così per vanagloria (ingannando noi stessi) e ipocrisia (ingannando gli altri) in realtà inganniamo anzitutto il Signore perché lui sa bene cosa ci spinge a una buona azione. Scacciamo la tentazione dell’ipocrisia per non rendere vane le occasioni che la Grazia divina ci dona per fare davvero del bene.