• SCHEGGE DI VANGELO

La solitudine dell'avaro

La sua vita non dipende da ciò che egli possiede (Lc 12, 15)

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio». (Lc 12, 13-21)

Ogni essere umano nasce senza beni materiali e nessuno di essi potrà essere portato nella vita eterna. L’avaro si chiude in una gabbia dorata nell’illusione di tenere lontano il prossimo dai suoi beni, non accorgendosi invece di imprigionare se stesso, separandosi dai fratelli e da Dio. Infatti, sia i beni materiali sia quelli naturali e spirituali, non devono ridurci al loro servizio perchè questo ci toglie la libertà di Figli di Dio. Pertanto, preghiamo affinché il Signore ci conceda costantemente la coscienza che un giorno dovremo rendere a Lui conto dell’uso dei beni e del tempo che ci ha donato.