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La sinistra colonizza l'Enciclopedia. Alternativa cercasi

Chi sarà il successo di Giuliano Amato alla guida della Treccani? Il ministro Bray è il favorito. E non esistano ancora alternative a esponenti della sinistra dalemiana. C'era una volta una Treccani pluralista. Cattolici e liberali battano un colpo per la candidature.

Treccani

Ora che la crisi di governo è rientrata e le larghe intese sembrano salve, gli occhi della politica torneranno a rivolgersi ad alcune “partite” delle quali sui media si parla poco o si parla, guarda caso, solo a giochi fatti. Quella del rinnovo della presidenza dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani è tra le più importanti per il futuro della cultura italiana e potrebbe giocarsi fintamente a tempo scaduto, quando qualcuno in realtà avrà già deciso come deve concludersi. Il presidente uscente, Giuliano Amato è stato nominato giudice della Corte Costituzionale. La nomina del suo sostituto spetta al Capo dello Stato, ma su proposta del governo. Alcune voci ben accreditate indicano nell’attuale ministro dei beni culturali, Massimo Bray il dominus del match. Bray, infatti, è anche il direttore editoriale dell’Enciclopedia. Che la sua intenzione fosse quella di sostituire Amato con l’archeologo e storico dell’arte Salvatore Settis non è un mistero. Pare, però, che l’interessato, pur apprezzando l’idea, abbia cortesemente declinato l’invito. E allora i giochi si sono riaperti.

Ma non è una puerile guerra di nomi tra Settis, Mirabelli o Riccardi, tanto per citare alcuni dei papabili. Si tratta, beninteso, di personalità tutte di primissimo piano sulle quali sarebbe azzardato esprimere giudizi. Il problema è di pluralismo ed è un problema che investe la credibilità complessiva del sistema culturale italiano. La Treccani è unanimemente riconosciuta come la più importante istituzione culturale del Paese, l’unica che, in forza della sua missione, della sua storia e del suo legame privilegiato col Quirinale, dovrebbe teoricamente garantire ad ogni iniziativa culturale un carattere alto, autorevole, politicamente super partes.

Tale cifra di imparzialità è tuttavia abbastanza venuta meno negli ultimi anni, poiché la nomina di Giuliano Amato fu voluta proprio dall’amministratore delegato, Franco Tatò e dall’attuale ministro Bray, al fine di orientare in maniera energica le attività dell’Enciclopedia verso le sponde ideologiche di quella sinistra dalemiana e radical-chic che fedelmente li rappresenta. Non appare dunque eccessivo sostenere che negli ultimi anni la Treccani sia in qualche modo diventata una sorta di propaggine istituzionalizzata della fondazione “Italiani Europei” che fa capo a Massimo D’Alema.

Ci fu un tempo in cui l’attività della Treccani si svolgeva sotto l’egida del fondatore, Giovanni Gentile, legato al fascismo ma aperto agli intellettuali di ogni estrazione (la voce “Atomo” fu affidata al grande fisico ebreo Enrico Fermi). Poi venne un’epoca in cui l’Enciclopedia ebbe una guida cattolica: il Direttore generale, e poi Direttore scientifico, Vincenzo Cappelletti, democristiano di tipo “atlantico”, gestì per svariati decenni la Treccani dando voce a tutte le istanze politico-culturali. L’egemonia della sinistra è intervenuta più o meno dagli anni Novanta in poi, attraverso la progressiva emarginazione di ogni altro contributo culturale nella gestione della Treccani e il siluramento di chi, con autorevolezza, spessore e sincero amore per il sapere, se ne faceva portatore. L’esempio del trattamento riservato all’ex Presidente Casavola, immediato precedecessore di Amato, gradualmente isolato all’interno dell’Enciclopedia, è assai indicativo di un disegno di progressiva irreggimentazione della Treccani da parte della sinistra dalemiana.

Di qui l’inderogabile esigenza di ripristinare un pluralismo rispettoso della Costituzione e dei principi democratici. In che modo? Anzitutto nominando, come successore di Amato, un rappresentante della cultura liberaldemocratica e moderata, possibilmente legato all’area cattolica, per troppo tempo trascurata nelle attività e nella gestione della Treccani.

Esistono forti spinte in queste ore da parte del blocco di potere dalemiano (di cui è espressione il ministro Bray) affinché a succedere ad Amato sia un altro rappresentante, sia pur autorevole, della solita sinistra massimalista, così poco tollerante nei confronti delle altre tradizioni culturali. Invece solo un moderato dalla sensibilità illuminata e decisa potrebbe restituire alla Treccani quel carattere super partes che appare ormai solo un ricordo sbiadito.

Il marchio Treccani conserva ancora, in Italia e all’estero, un prestigio senza pari, nonostante la chiusura della grande opera enciclopedica generale ed il grave ridimensionamento del Dizionario biografico degli italiani (le sole due opere che l’Istituto dovrebbe produrre per legge, ora sacrificate da certo aziendalismo di sinistra col pretesto del passaggio al digitale).

Ma non sarà certamente il ministro Bray, come detto, a farsi portavoce di questa svolta pluralista in Treccani. Solo il nuovo blocco Alfano-Letta e in particolare la pattuglia dei ministri Pdl, Quagliariello forse più di altri, hanno l’autorevolezza e la forza (speriamo anche la forza di volontà) per invocare il ripristino del principio pluralista in un’istituzione così decisiva per il futuro della nostra cultura nazionale. I nomi di liberal-democratici o di cattolici moderati all’altezza di un compito così importante non mancano. Basta proporli e sostenerli senza titubanze e con la convinzione profonda dell’importanza di combattere lealmente e a viso aperto una battaglia del genere.