La sinicizzazione della Chiesa in Cina
Anche l’inaugurazione di un museo dedicato a una grande figura di vescovo diventa occasione di propaganda
Il 18 agosto, in Cina, a Wuhan, è stato inaugurato un museo dedicato a monsignor Bernardino Dong Guanggin, arcivescovo di Hankow. Lui e monsignor Marco Yuan Wenhua, vescovo di Wuchang, sono stati i primi due vescovi ordinati in Cina senza il mandato della Santa Sede. Era il 1958, la Cina era sotto regime comunista. Solo negli anni 80 del XX secolo, dopo la morte di Mao Tse-Tung avvenuta nel 1976, monsignor Dong Guanggin potè mettersi in contatto con il Vaticano. Alla cerimonia di inaugurazione – riferisce Chinacatholic.cn – era presente monsignor Giuseppe Cui Qungqi, attuale vescovo di Wuhan, e i vertici della Associazione patriottica e del Consiglio dei vescovi cinesi, organo collegiale non riconosciuto ufficialmente dalla Santa Sede: monsignor Giuseppe Li Shan, vescovo di Pechino, e monsignor Giuseppe Shen Bin, vescovo di Shangai, le due figure più in vista della Chiesa in Cina. Durante la cerimonia – sottolinea l’agenzia di stampa AsiaNews nel dare la notizia – “monsignor Dong Guanqing è stato elogiato come ‘pioniere della strada dell’indipendenza, autonomia e autogestione della Chiesa in Cina’ e indicato come modello per ‘raccontare bene le storie di amore per la patria e per la Chiesa’”. “Non sorprende – commenta AsiaNews – il fatto che la comunità cattolica di Wuhan voglia ricordare una grande figura per la sua storia come il vescovo Dong Guangqing; ma non può non essere sottolineata la lettura che gli organismi ufficiali della Chiesa in Cina (controllati dal Partito) vogliono imporre oggi alla memoria di questa storia travagliata. L’idea di assoluta continuità che viene trasmessa tra il drammatico strappo del 1953 (vissuto con dolore dai protagonisti stessi, come ampiamente ormai noto) e la propaganda attuale sulla sinicizzazione. I musei sulla sinicizzazione rispondono a una precisa strategia ideologica del Partito per promuovere una rilettura della storia della presenza cattolica in Cina. Nel frattempo, invece, tra i cattolici cinesi corrono voci di restrizioni sui pellegrinaggi a storiche chiese che hanno tenuto viva la fede in Cina anche negli anni più difficili. Nel giugno di quest'anno, in particolare, durante una messa in una chiesa cattolica di Pechino, un sacerdote avrebbe comunicato ai fedeli che un pellegrinaggio in un'altra città, previsto per luglio, era stato annullato a causa di nuove normative. I viaggi di gruppo in altre città organizzati dalle parrocchie richiederebbero infatti ora un’apposita autorizzazione, in assenza della quale potrebbero essere segnalati alle autorità. Di conseguenza, i parrocchiani starebbero ora organizzando visite solo in piccoli gruppi”.


