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Fuori schema
a cura di Andrea Zambrano
ROMA E I GIOVANI

La notte (fonda) delle chiese

Chiese aperte a Roma, ma solo per eventi, mostre e spettacoli. E a fare notizia è l'ex br che sale non in cattedra, ma sull'altare. La notte bianca delle chiese ha segnato così la notte fonda delle messe, che sono il vero must di una chiesa. 

Fuori schema 13_08_2018

L'ex Br Bonisoli e il figlio dell'autista di Aldo Moro ucciso in via Fani dialogano. Non è la prima volta che accade e non è la prima volta che terroristi pentiti e famigliari di vittime del terrorismo si riconciliano pubblicamente. Ma a destare stupore è la location: la chiesa del Gesù di Roma, la stessa dove i leader Dc si ritrovavano a pregare anche nei terribili 55 giorni di prigionia dello statista democristiano. 

La cronaca ha offerto abbondantemente dettagli su questa reunion e non è il caso di tornarci. Una cosa è sfuggita e andrebbe però rimarcata. L'inizaitiva è stata inserita all'interno della Notte bianca dei giovani che ha animato alcune chiese di Roma durante la lunga veglia tra l'incontro del Papa al Circo Massimo e la messa della domenica successiva. L'incontro tra l'ex Br e il figlio di Ricci è avvenuto al Gesù. Ma tanti sono stati gli appuntamenti, o meglio, gli happening, in cui le chiese sono state teatro di eventi di quella che è stata ribattezzata la "Notte bianca delle chiese": percorsi storico culturali, spettacoli teatrali, testimonianze, mostre e appunto testimonianze di giustizia riparativa.

Giuste, belle, toccanti finché volete, ma fuori luogo. 

Non sono mancati, a onor del vero, anche momenti di adorazione eucaristica e di confessioni e il ragionamento che sto facendo per loro non vale. Ma per molte altre iniziative sì. Colpisce infatti che a fare notizia non siano stati questi "eventi" di culto e prettamente sacramentali in calendario. Bensì, appunto, gli happening. E quello dell'ex Br è stato il più citato dai giornali. In cattedra, o meglio, sull'altare. 

Ripeto, non discuto l'inizaitva, quanto semmai la location. Mi chiedo in sostanza: se l'idea della notte bianca fosse stata partorita non nelle chiese, ma nei palasport, o negli auditorium religiosi o nelle sale convegni di questo o quel centro di spiritualià o se testimonianze e spettacoli si fossero svolti in teatri di cui Roma è decisamente sovrabbondante, avrebbero avuto così tanta eco? Ci sarebbero stati così tanti giovani incuriositi non dal fatto in sè, quanto dalla location originale, qualle appunto è una chiesa? 

Credo di no. Uno spettacolo in un teatro attira meno, se è in chiesa è più figo secondo il clerically correct odierno che ha la presunzione di pensare che la crisi di fede dei giovani si ridesti aprendo di notte le chiese. Come fossero biblioteche o negozi del centro da ravvivare. E' una metodologia da pro loco, quella della notte bianca, fatta propria dalle amministrazioni comunali con intenti di marketing e commerciali e dare un po' di fiato ai negozi del centro che crollano sotto il peso degli outlet e centri commerciali. Si vede che questo ragionamento ora vale anche per le chiese: «Non vengono più i giovani, diamogli dell'altro nelle chiese». Ragionamento anni '70, applicato oggi. 

Ma ce ne fosse stato uno di eventi e di chiese aperte destinati al must specifico: una messa, ad esempio. Nel cuore della notte. La notte bianca delle chiese ha segnato così la notte fonda delle messe, che sono il vero must di una chiesa. Il core business, la sua mission. Per l'occasione accantonato per far spazio ad altri linguaggi. E' un peccato e la conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che le chiese stanno perdendo sempre più la loro caratteristica di luogo metafisico per prendere quella più accessibile e comoda di spazio liturgico. Modificabile a seconda delle esigenze e adattabile a seconda dei gusti. 

Torneranno i giovani in chiesa, così? Forse per il prossimo spettacolo.