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La moneta dell’Inganno, un giallo che racconta l’oggi

Gli intrighi, la lotta per il controllo del mondo e le simpatie per la Massoneria di alcuni uomini di Chiesa, con l’obiettivo comune di istituzionalizzare l’indifferentismo religioso. Fresco di stampa il romanzo d’esordio di Attilio Negrini, La moneta dell’Inganno, con spunti di riflessione sul contesto socio-culturale attuale.

«L’intrigo, e in filigrana, la lotta per il controllo del mondo e la massoneria da una parte, degli uomini e delle donne di Dio dall’altra, intrecciano una storia appassionante insieme alla quale si tratteggia anche una acuta lettura della vita culturale contemporanea e insieme del momento che sta attraversando la nostra amata Chiesa». Così Costanza Miriano presenta il romanzo giallo d’esordio di Attilio Negrini, La moneta dell’Inganno (Tabula fati 2021, pp. 232).

«La bocca dello stolto è la sua rovina» (Proverbi 18, 7) è il contenuto della minaccia di morte anonima che don Giuseppe si vede recapitare nella sua casa canonica. Qualche giorno prima aveva tuonato dall’altare della sua parrocchia, in relazione alla missione dei pastori della Chiesa, che la «maggiore responsabilità che abbiamo è quella di dire la verità, magari con un po’ di bastone e molta carota, questo sì. Stasera avevo finito le carote». Di lì a poco giunge notizia della morte di un medico e della scomparsa di un paziente in circostanze misteriose, tutto questo dopo che un vescovo ha ritrovato sul tabernacolo di una chiesa una strana moneta. Presto don Giuseppe, la perpetua Teresa ed alcuni amici fidati si accorgono che in canonica ci sono anche delle cimici: il bersaglio è proprio il sacerdote, reo di aver pronunciato in una conferenza pubblica sul diritto di famiglia alcune tesi fedeli al magistero della Chiesa, non “politicamente corrette”, sul tema del matrimonio per le persone omosessuali. Egli si è anche espresso pubblicamente denunciando a più riprese i poteri occulti e le strategie dei partiti progressisti e dell’alta finanza per imporre certe leggi all’Europa.

C’è poi l’impegno pastorale di un vescovo contro l’ombra nera della Massoneria, una struttura talmente ramificata per cui «possono cambiare sindaci e partiti ma lui ha le chiavi della città, possono cambiare sacerdoti e vescovi ma lui ha le chiavi della Curia»: questo massone, insieme ai suoi affiliati nel mondo delle istituzioni politiche e sanitarie, ha infatti il potere di mettere in moto una macchina del fango mediatica contro un medico, che viene accusato addirittura di pedofilia, «per rovinargli la carriera, con l’intendimento di trattenerlo fino al compimento della missione per poi restituirlo alla famiglia con una reputazione distrutta e come testimone inattendibile».

L’obiettivo di tale struttura di potere è da un lato il dominio e il controllo delle masse, sfruttando anche la sperimentazione di un farmaco su cavie umane per un enorme giro d’affari; dall’altro la consacrazione al demonio di una città nella quale, in nome dell’apertura e del dialogo tra le diverse fedi, si sta per inaugurare una statua della “Madonna senza volto”, all’insegna del relativismo culturale e religioso. Tale inaugurazione viene celebrata quale «evento straordinario per la città e la statua sarebbe diventata il simbolo della tolleranza e dell’ecumenismo, dal momento che da cattolici non bisognerebbe sentirsi superiori perché in fondo tutte le religioni portano all’idea di un Essere Supremo che dà origine al tutto, ciò che conta non è arrivarci solo attraverso Gesù ma che ognuno deve percorrere la strada che ritiene più giusta». Acclamando «un dio che porta pace, progresso e benessere al mondo intero partendo dalla nostra città», sarebbe stato così istituzionalizzato l’indifferentismo religioso massonico.

La vicenda si snoda tra numerosi colpi di scena, mentre sullo sfondo imperversa una perenne lotta tra il bene - nel quale persevera una sparuta minoranza creativa, «un piccolo gregge considerato bigotto e superato» che però, sotto l’egida di Maria, coltiva con umiltà la propria fede e non teme di rischiare la propria vita e reputazione nella ricerca della verità per svelare la trama del nemico - e il male, rappresentato dalla «“Nuova Chiesa” scientista e progressista e da questo mondo che aveva deciso di eliminare Dio dalla storia e relegarlo a un mero concetto che ognuno, nel privato, poteva coniugare come meglio credeva, fermo restando che in nome della laicità dello Stato non bisognava “imporlo” al popolo».

Lungo il corso delle indagini non mancano interessanti spunti di riflessione critica sul contesto socio-culturale e la situazione ecclesiale del nostro tempo, da Halloween al lassismo di certa «teologia borderline» riguardo alla sessualità umana; dalle pressioni delle lobby per i cosiddetti diritti civili a considerazioni tutt’altro che inattuali sullo sciopero generale, per cui «non si sapeva bene chi fosse l’obiettivo, c’è sempre qualcuno che vuole scioperare contro qualcun altro, spesso senza un vero motivo, basta voler rivendicare qualcosa, basta unirsi ai colleghi di categoria per alzare un po’ la voce e far vedere che si è ancora vivi».

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