• CRISI UCRAINA

La guerra lacera gli ortodossi. Bartolomeo andrà in Polonia

L’invasione russa dell’Ucraina sta causando scosse in tutto il mondo ortodosso. Bartolomeo ha dato la sua disponibilità immediata a visitare la Polonia. Arrivano critiche da più parti verso Kirill, mentre Saba (metropolita di Varsavia) delude tanti ortodossi polacchi. Tra i quali c’è chi chiede la rimozione del patriarca di Mosca e l’elevazione della Chiesa ortodossa autocefala a patriarcato.

Il 22 marzo gli uffici del presidente della Polonia hanno annunciato la prossima visita a Varsavia di Bartolomeo. “Aspettiamo che il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo visiti la Polonia alla fine di marzo. Grazie per aver accettato l’invito del presidente Andrzej Duda”, ha affermato Jakub Kumoch, capo dell’Ufficio per la politica internazionale, che ha scritto anche sul suo profilo Twitter: “Ringraziamo Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo per aver accettato l’invito di Andrzej Duda, la disponibilità immediata a visitare la Polonia e il sostegno ai nostri fratelli ucraini”. Si presume che il patriarca arriverà già domenica prossima (27 marzo) e si fermerà qualche giorno. 

La visita del più alto esponente della Chiesa ortodossa in Polonia, Paese che confina con l’Ucraina e che ha già accolto più di due milioni di rifugiati ucraini di cui una parte consistente ortodossi, mostra come la guerra scatenata dalla Russia di Putin stia provocando anche scosse sul piano religioso.

In Ucraina Onufrij, metropolita di Kiev fedele al Patriarcato di Mosca, ha criticato apertamente sia il Cremlino per la sporca guerra, sia il patriarca Kirill. Per di più, in segno di protesta, in molte eparchie ucraine della Chiesa ortodossa fedele a Mosca i vescovi non menzionano il nome di Kirill nella liturgia: un segno di grave rottura. Per di più da anni le eparchie della Chiesa ortodossa dell’Ucraina passano alla Chiesa ucraina autocefala.

Ma la guerra provoca anche degli scossoni in Polonia dove esiste la Chiesa ortodossa autocefala che ha sei diocesi, un’eparchia in Brasile e un ordinariato militare, con gran parte dei fedeli ancora concentrati nelle regioni orientali di confine dove vivono le minoranze bielorusse e ucraine. La Chiesa è guidata dal metropolita di Varsavia, Saba. Il capo della Chiesa ortodossa in Polonia per due settimane non ha preso posizione circa il conflitto in corso. Soltanto nella terza settimana di guerra il metropolita di Varsavia e di tutta la Polonia ha scritto una lettera al patriarca di Mosca Kirill, chiedendogli di “prendere la parola affinché finisca la guerra in Ucraina condotta dall’esercito russo”. La lettera non conteneva alcuna condanna dell’aggressione russa o espressioni di solidarietà con l’Ucraina e nemmeno con la Chiesa ortodossa ucraina.

L’atteggiamento di Kirill e di Saba delude tanti ortodossi polacchi. Uno di loro, Patryk Panasiuk, attivista della comunità ortodossa polacca specializzato in politica religiosa e protocollo diplomatico della Chiesa ortodossa, in un’intervista all’Agenzia cattolica polacca (KAI), proclama apertamente che, secondo lui, “il patriarca Kirill è caduto in uno scisma e dovrebbe essere detronizzato dalla Sinassi, cioè l’assemblea dei capi delle Chiese autocefale”. “Recentemente - aggiunge Panasiuk - tale caso si è verificato nel 2005, quando la Sinassi ha rimosso Ireneo, patriarca di Gerusalemme. (…) Davanti ai nostri occhi lo scisma nell’Ortodossia sta diventando un fatto. Resta aperta la questione di come si comporterà la Santa Sede di fronte a questi cambiamenti”.

In conclusione, Panasiuk chiede anche un dibattito sull’elevazione della Chiesa ortodossa polacca autocefala al rango di patriarcato. Chissà se anche di questo si parlerà durante la visita del patriarca Bartolomeo in Polonia?

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