Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
Santi martiri coreani a cura di Ermes Dovico
SCHEGGE DI VANGELO

La gratuità di Dio

Oppure tu sei invidioso perché io sono buono? (Mt 20,15)

Schegge di vangelo 20_09_2026 English Español

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi». (Mt 20,1-16)

La logica di Dio supera quella dei nostri meriti. Il padrone della vigna non misura l’amore in base alle ore lavorate, ma dona con generosità. Gesù ci invita a liberarci dall’invidia e dal bisogno di sentirci migliori degli altri. La grazia non è un premio da conquistare, ma un dono da accogliere con gratitudine e gioia. Ti capita di confrontare ciò che ricevi con ciò che ricevono gli altri? Riesci a gioire del bene che Dio dona a chi ti sta accanto? Sai accogliere la gratuità di Dio senza pensare di doverla meritare e soprattutto senza pensare di averla già meritata?