• 8 MARZO

La donna di san Bernardino

Chiesa oscurantista e responsbaile del maltrattamento delle donne. Tutto il contrario, e lo dimostra l'esempio di san Bernardino da Siena, grande valorizzatore del genio femminile.

San Bernardino da Siena

La ricorrenza dell’8 marzo diventa spesso un pretesto per sciorinare una serie di luoghi comuni che associano violenze e sottomissione della donna alla arretratezza culturale tipica di un paese “cattolico” come il nostro.

In realtà se diamo una rapida scorsa alla storia scopriremo che le cose stanno molto diversamente e non certo da tempi recenti. Pensiamo ad esempio a san Bernardino da Siena, il grande e celeberrimo predicatore francescano di fine Medioevo, che se per molte cose è uomo del suo tempo, per altro verso è uomo ben oltre il suo tempo. Molto oltre. Perché la Chiesa non ha certo dovuto aspettare il femminismo per avanzare certe richieste sulla “dignità” della persona prima di tutto, della donna nello specifico.

Quando Bernardino dice (e siamo nei primi del XV secolo), per esempio, che il marito non ha diritto a pretendere dalla moglie virtù che egli stesso non ha, afferma un concetto assai curioso per l’epoca. Lo stesso quando afferma che il marito ha il dovere di aiutare nelle faccende domestiche la moglie qualora questa è già in una fase avanzata da “nutria”, di gravidanza, o ha troppi bambini a cui provvedere. “Tutta questa fadiga vedi che ella è sola della donna, e l’uomo se ne va cantando… E però… tu, marito… fa’ che tu l’aiti a portare la fadiga sua”.

Questo figlio del Medioevo osserva con attenzione e tenerezza il quotidiano delle donne, di una madre che si occupa del suo bambino: “Ella el fascia e fascia; ella el netta, ella el lava quando n’ha bisogno; ella l’adormenta quando el piagnie; ella il lusinga con cotali giocolini; ella il vuol fare venire a sé, e mostrali talvolta la saragia”. È quasi poesia, sono le parole di Bernardino, certo. Ma questo è soprattutto lo sguardo materno che la “oscurantista” Chiesa medievale rivolge alle donne del popolo di Dio. 

E' lo stesso Bernardino che non si dichiara contrario all’istruzione delle donne, le giovanissime soprattutto. In ogni predica tirava fuori la solita storia: “l’ignoranzia”. Scandalizzandosene e brontolando della “insipienza” di laici e religiosi. Tutte categorie che per lui dovevano essere necessariamente “istruite, foss’anche per lieggere solo la Bibia”. Perciò riteneva se non indispensabile almeno utile che anche le donne imparassero a leggere: per edificarsi coi testi sacri e devoti. Una richiesta parecchio stramba per l’epoca, ma non troppo per la Chiesa, se pensiamo che essa istruiva quasi tutte le sue religiose, ed erano tantissime. Bernardino arriva persino ad ammettere che alcune donne “ne siano [ce ne sono] che so’ più dotte che alcuno uomo”, anche se precisava che erano poche. Ma basta questo per farci dedurre che non considerasse affatto l’intelletto delle donne inferiore a quello dei maschi. Diceva anche che le letture avrebbero aiutato le ragazze a purgarsi da tante vanità… aveva in sommo dispetto le oche giulive, le “finestraiuole”. Esigeva ragazze serie, non frivole, e se per renderle tali occorreva farle studiare, ebbene, lo si facesse.. “Volite voi le vostre donne oneste? Fatele imparare lettera, che, t’avviso, che non possono stare senza diletto, e se farai si dilettino nelle Scritture, bon per te”, però qui avverte che ci sono libri che possono al contrario sollecitarne prurigini poco onorevoli. E invita a vigilare sulle giovani lettrici. Siamo nel Medioevo, ma il più celebre dei frati osservanti, dedica intere prediche a parlare di donne e libri.

È quello stesso illustrissimo francescano – ed è un pioniere, specialmente se paragonato all’ambito laico – che rivendica per la donna il diritto d’essere trattata con gentilezza e cortesia dagli uomini. E, dopo essersi scagliato contro le pene corporali sulle mogli, invita a circoscrivere a casi estremi il “diritto” del marito a “bastonarle”, pratica d’altronde non solo pacificamente accettata da tutti, non solo legale ma persino consigliata dalle leggi suntuarie comunali dell’epoca, che né la Chiesa né Bernardino si sentono di assecondare.

Il frate denuncia che ci sono mariti che trattano meglio le galline che non le mogli; e avverte che dalla donna maltrattata si otterrà solo il contrario di quel che si pretenderebbe: “O pazzi da catena di molti,… che tali so’ che sapranno meglio comportare una gallina, che fa ogni dì un uovo fresco, che non comporteranno la propria donna… che come ella parla una parola più che a lui non pare, subito piglia il bastone e comincia a bastonare; e la gallina, la quale gracida tutto dì e tu hai pazienza di lei per avere l’ovicciuolo!”. Solo un uomo sciocco, dice Bernardino, picchierà la moglie: “Così dico a te, marito, non dare busse a la donna, però che mai busse fecero buona la donna; farà meglio co’ le buone parole… mostrandole il suo errore”. E la donna che si sente “dispregiata, farà del male più che del bene”.

Poi si raccomanda ai mariti di essere amorevoli e tolleranti con le spose novelle giovanissime, perché superassero il trauma dell’aver abbandonato la famiglia d’origine. E aggiungeva anche che “fra la donna e ‘l marito bisogna che sia delle più singolari amicizie del mondo… se uno è lordoso e l’altro è virtuoso non si accorderanno mai insieme, ma se tutti e due sono virtuosi et amansi di vero e buono amore generasi tanta amicizia che pare già fatto un paradiso”. A proposito di “parità” che oggi viene pronunciata come una dichiarazione di guerra e non d’amicizia tra i due coniugi. Era questo quel che Bernardino e la Chiesa dicevano: nella verità e nella pulizia di un rapporto c’era la parità, onde, in questo caso, non c’era bisogno più di sottomissione alcuna dell’una all’altro. Poi aggiunge: “Iddio non fece la donna dell’osso del piè dell’uomo, acciò che non se la mettessi per soggiogazione sotto de’ piedi. E no la fece dell’osso del capo dell’uomo, perch’ella non soggiogasse l’uomo. Fecela dell’osso del petto ch’è presso al cuore… per darti ad intendere che con amore l’ami come tua compagna”.

Poi arriva a dire (e qui era stato anticipato da molti, e da secoli, nella stessa Chiesa) che la donna deve avere voce in capitolo, e grande, magari il proprio veto, allorché si tratterà di scegliere un marito per lei. Contravvenendo palesemente agli usi e costumi di tutti i paesi occidentali, dove il matrimonio era faccenda che sbrigavano i padri di famiglia, in base a calcoli economici e di prestigio, come un qualsiasi contratto venale, perché contavano la forza e la ricchezza della famiglia, non la felicità dell’individuo. La Chiesa la vedeva al contrario.

Ma Bernardino entra in tutti i dettagli, compresa l’espressione della femminilità. Si preoccupa del decoro personale delle donne, e le invita curarsi anche stando in casa, e anzi rimprovera le donne che vanno bardate a messa ma poi sono sciatte fra le mura domestiche: “Quando va alla chiesa, ella vi va ornata, lillata, inghiandata, che pare che la sia madonna Smiraldina, e in casa sta come una zambraca [pezzente]… ve ne dovreste vergognare…  che doveste stare meglio e più in ponto in casa col tuo marito, che in Vescovado fra la gente”.  Poi in una predica ritorna sull’argomento, mentre elogia nelle donne anche “doni” come il saper suonare, cantare, magari danzare, leggere e scrivere in bei versi, e aggiunge: “La bellezza d’una donna è una bella grazia datale da Dio, quando ella è savia, e stalle molto bene…  io voglio che tu stia ornata e dilicata, ma con discrezione ogni cosa, e con modo onesto”. Ci sta dicendo una cosa che l’affrancato mondo radical-chic ha dimenticato: la donna non solo deve essere bella, deve anche essere intelligente, e a queste doti deve aggiungere il rispetto per se stessa. Oggi pare basti essere bella, il resto è d’intralcio (basta guardare la tv). Ma naturalmente… “oscurantisti” erano e restano i cattolici e i loro santi, a sentire il gotha mediatico che produce a catena di montaggio le Minetti.  Le donne che si sentono brutte e ricorrono a imbellettature pesanti e volgari per coprire i difetti, Bernardino le rimprovera, sino a considerare una truffa quel voler “contraffare” parti di se stesse:  “Non ti odiare, ché odieresti il maestro Iddio… Egli è creatore, e sa fare l’arte (…) tu vai correggendo Iddio, buono dipintore”.

Dirà Bernardino, vedendo nella donna Maria, più che Eva: “Maria v’ha rilevate da vergogna, da sterilità e da fragilità… Se tu dirai: – La donna fu quella che ci fece cadere ne la morte –, dico che tu dici vero; ma pure la donna fu quella che ci rilevò e risuscitò. Quell’altro dice:  – Oh, se tu procurerai [se ci rifletti], la donna è stata il principio di ogni male. – E io ti rispondo: La donna è stata principio di ogni bene”.