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Presentazione del Signore a cura di Ermes Dovico
APOLOGETICA

La Bussola Mensile: l'eresia nuoce all'anima e alla società

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Separarsi dalla Verità con l'illusione di trovare una fede più "pura" o un cristianesimo più vicino al mondo: così gli eretici di ogni tempo, compreso il nostro, pretendono di trovare Cristo senza la Chiesa. Le conseguenze, oltre che nell'eternità, si vedono già in terra. L'approfondimento nel numero in uscita della nostra rivista.

Attualità 02_02_2026

La Bussola Mensile di febbraio affronta un tema quanto mai attuale e serio. Nell’editoriale, il direttore Riccardo Cascioli sottolinea quanto negli ultimi decenni si sia diffusa nell’immaginario collettivo l’idea che la dottrina costituisca un ostacolo alla fede cristiana. Riflesso questo, della cultura dominante, per cui si può affermare che sia stata creata «una separazione artificiale tra Gesù Cristo e le verità rivelate, tra il Signore e la sua Chiesa».

Parlare di eresia significa anche parlare – continua il direttore – di quanto la Verità di Dio sia decisiva per la nostra esistenza e per la storia dell’umanità. Non solo, comprendere cosa sia l’eresia, quali conseguenze porta nella nostra vita e nel rapporto con gli altri, nella società e nelle relazioni internazionali, rinsalda la fede in Cristo e ci spinge a essere più uniti a Dio.

In cosa consiste dunque, l’eresia? Ne scrive Luisella Scrosati distinguendo tra eresia, apostasia e scisma. Perché si cada nell’eresia è sufficiente la negazione volontaria di una sola verità contenuta nell’unico deposito della Fede affidato alla Chiesa. Essa, poi, si caratterizza per determinate caratteristiche qui approfondite.

L’eresia non rappresenta solamente un problema di dottrina, bensì anche di ordine sociale. Stefano Fontana porta al riguardo l’esempio dei catari e della riforma luterana, senza dimenticare la “super-eresia” della gnosi. L’ordine naturale infatti, necessita dell’ordine soprannaturale, per cui l’eresia sconvolgendo quello soprannaturale non può evitare di produrre ripercussioni in quello naturale. Le eresie disarticolano la visione della persona, corrompono le relazioni familiari, distruggono i legami sociali, sovvertono l’ordine gerarchico della società, assegnano valore assoluto a elementi secondari della vita umana, producono dissidi e guerre, hanno carattere rivoluzionario.

Allontanandosi dalla retta professione di fede anche il vissuto prende una strada ingannevole. Dom Giulio Meiattini evidenzia la stretta relazione tra fede professata e fede vissuta, che sono inseparabili. Rifiutare la verità rivelata o misconoscerla significa privarsi in radice della via per pervenire alla salvezza.

A scagliarsi contro il “pensiero debole” e il relativismo di cui oggi sono imbevute le ideologie gender – ricorda Fabio Trevisan – è stato lo scrittore inglese G.K. Chesterton, il quale rivendicava la necessità della sana dottrina naturale e cristiana, additando i pericoli della grande marcia della distruzione intellettuale ed evidenziando il “dogmatismo degli antidogmatici”.

Dopo il primo piano sul tema eresia, segue l'articolo sui santuari mariani – novità di questo mese – oltre ai temi biblici, di bioetica, società, storia, liturgia e spiritualità. Il primo santuario, descritto da Stefano Chiappalone, è quello di Rosa Mistica – Madre della Chiesa situato a Fontanelle di Montichiari, in terra bresciana. Confermato nel 2024 il nihil obstat sulla devozione a Rosa Mistica da parte del vescovo di Brescia, il santuario è dagli anni Sessanta meta di pellegrini che vi recano con devozione per onorare la Vergine Maria, qui rappresentata vestita di bianco con tre rose tra le mani che significano preghiera, sacrificio e penitenza.

Può san Pietro essere considerato sommo sacerdote della Nuova Alleanza? E quali sono i collegamenti tra Cefa e Caifa? Ne scrive padre Alban Cras delineando il profilo del primo degli Apostoli, tra Antico e Nuovo Testamento.

L’aborto è la condotta più grave sotto la prospettiva della morale naturale. A confermarlo sono almeno sette motivi elencati da Tommaso Scandroglio per dimostrare la malvagità intrinseca della prima causa di morte al mondo.

La morte non ha l'ultima parola, se in famiglia si apprende la cultura della vita. Scrive don Francesco Giordano che essa rivela tutta la sua importanza antropologica e sociale in quanto realtà radicata nella creazione, dove prima di essere utili e autonomi si è amati. Dio entra nella solitudine dell’uomo abitandola attraverso la famiglia stessa.

Un fenomeno ancora poco conosciuto – descritto da Giorgio E. Cavallo – è quello verificatosi durante la campagna d’Italia del 1796-1797, quando decine di icone mariane mossero gli occhi. In particolare, si ricorda il miracolo avvenuto ad Ancona presso la cattedrale di san Ciriaco. Una serie impressionante di fenomeni che coinvolse Napoleone stesso.

Stiamo per entrare nel tempo di Quaresima: la liturgia – ricorda don Marco Begato – aiuta a predisporre l’animo dell’uomo nel mistero della spoliazione di Cristo fino alla morte in croce. Tale ascesi si compie quando il fedele – richiamato ai doveri di preghiera, elemosina e sacrificio - si immerge nel dolore di Cristo dimenticando se stesso.

Don Stefano Bimbi, infine, descrive il “difetto dominante”: in cosa consiste, come riconoscerlo e come combatterlo per camminare sulla via della perfezione cristiana.

Sul prossimo numero di marzo nuovi approfondimenti e un nuovo Santuario da scoprire. Chi volesse già prenotarne una o più copie può contattarci agli indirizzi sottoindicati.


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