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Islamo-gauchisme, alleanza fra sinistra ed... Erdogan

In Francia si è aperta la sfida contro la radicalizzazione islamica nelle scuole e nelle università. È alimentata soprattutto dall'alleanza fra i sindacati studenteschi di estrema sinistra e organizzazioni vicine ai Fratelli Musulmani. Nel campo islamico, a far la parte del leone, è la Turchia di Erdogan che investe molto sull'istruzione di nuove leve in Occidente.

Manifestazioni nelle aule francesi dopo l'uccisione di Paty

Il ministro dell'Istruzione superiore, Frédérique Vidal, ha annunciato martedì 16 febbraio all'Assemblea nazionale che chiederà al Cnrs un'indagine sullo stato delle università perché emerga chiaramente ciò che rientra nella mera ricerca accademica e ciò che è ormai militanza. Il riferimento è a quello che da anni i francesi hanno battezzato come islamo-gauchisme: il nuovo cruccio del governo e di Macron. In Francia i rapporti con l'islam si fanno sempre più tesi e i recenti episodi di professori costretti alla scorta per aver omaggiato Samuel Paty hanno imposto una nuova riflessione su tutto il mondo della scuola e dell'università.

Se il mare di polemiche s'è sollevato immediatamente, islam e sinistra accendono subito la miccia. Per Jean-François Braunstein, professore di filosofia all'Università Paris-I Panthéon-Sorbonne, c'è poco da discutere. Ha accolto con favore la decisione di Frédérique Vidal di richiedere un'indagine, “L'università non è solo ‘corrotta’ come il resto della società da queste tendenze islamiche. C'è di peggio, perché accogliendole conferisce loro una presunta legittimità scientifica, usata per minare la società stessa. Un caso su tutti è l'insegnare ai futuri insegnanti delle scuole secondarie, e quindi più tardi ai loro studenti, che i giovani delle periferie (con un chiaro riferimento all'immigrazione) vengono ‘sistematicamente’ discriminati e sempre ‘colonizzati’. Questa ideologia porta soltanto gli studenti ad adottare la posizione di vittime, che li danneggerà e aggraverà le tensioni nelle scuole medie e superiori”.

Già dopo gli attentati del gennaio 2015 contro il quotidiano satirico Charlie Hebdo, il ministro dell'Istruzione aveva lanciato una “Grande mobilitazione della Scuola per i valori della Repubblica”. Sei università su ventisette vennero scelte per accogliere nuovi corsi e docenti per rafforzare la ricerca in islamologia e radicalizzazione, secondo i desideri del ministero dell'Istruzione. Ma le cose non hanno fatto che precipitare. Al punto che per qualcuno i nuovi corsi con docenti islamici, sono diventati coacervo silente di islamismo. “Nelle università francesi l'islamo-guachisme è immanente”, ha detto recentemente Gilles Denis, docente presso l'Università di Lille e membro del collettivo Vigilance Universities - il cui obiettivo è combattere il razzismo e l'antisemitismo all'università. “Il numero di eventi che attestano un aumento dell'islamismo all'università è cresciuto negli ultimi anni e la simpatia di alcuni movimenti di sinistra per questa causa non è più nascosta”, ha detto.

D'altronde le controversie sull'argomento sono davvero esplose negli ultimi anni nelle università francesi. Nel gennaio 2018, per esempio, il sindacato studentesco Solidaires chiese l'annullamento di uno spettacolo teatrale di un testo di Charb dal titolo Lettera ai tossicodipendenti dell'islamofobia che giocano al gioco dei razzisti. Stessa cosa nel 2019, quando la presidenza dell'Università di Parigi I Panthéon Sorbonne è stata costretta ad annullare il corso in "prevenzione della radicalizzazione", dopo essere stata accusata di stigmatizzare i musulmani. O ancora, lo stesso anno, quando la commedia Les Suppliantes di Eschilo, venne cancellata alla Sorbona, dopo che gli studenti avevano accusato il regista di truccare gli attori in nero e accusandolo di “propaganda colonialista”.

Secondo Olivier Vial, presidente del sindacato studentesco Uni, tutto è iniziato nel 2003, durante le proteste a livello mondiale contro la guerra in Iraq. “Fu durante quel periodo che le organizzazioni di sinistra e di estrema sinistra iniziarono ad avvicinarsi ai movimenti della comunità islamista, anche nel mondo studentesco”, spiega. Negli anni che seguirono, i dirigenti di Uni notarono un “aumento molto forte delle richieste nei campus” con l'ascesa di alcuni movimenti comunitari, come gli Studenti Musulmani di Francia (Emf). A quel tempo, la Federazione delle associazioni studentesche generali (Fage), uno dei più importanti sindacati studenteschi, unì le forze con l'Emf, in alcune città, per le elezioni dei rappresentanti degli studenti nel consiglio di amministrazione del Centro nazionale per i corsi universitari e la scuola (Cnous). L'Unef (Unione nazionale degli studenti di Francia) per non perdere né smalto né lustro con la Fage, ha iniziato così a stringere alleanze per continuare a influenzare. E immediatamente si è radicalizzato.

Negli ultimi anni, in diverse università, l’Unef non ha fatto che avvicinarsi agli studenti musulmani di Francia. A Orléans, i membri degli Studenti Musulmani di Francia (Emf), banditi da diverse scuole perché rifiutano il principio di laicità, sono stati accolti nei locali dell' Unef. La Emf non è un'associazione qualunque. Nata nel 1989, che ha sede in 26 istituti di istruzione superiore, ciascuno in una città universitaria. Ufficialmente propone azioni culturali, sociali e sindacali, come molte altre associazioni studentesche. In realtà, questa associazione ha un obiettivo completamente diverso: re-islamizzare i giovani musulmani in Francia. “La Emf è un'antenna dei Fratelli Musulmani francesi”, ha dichiarato l'analista Naëm Bestandji, che ha indagato sull'argomento.

Ma sullo sfondo c'è anche l'islam esportato da Erdogan in Francia. Proprio in questi giorni, infatti, sono emersi nuovi dati allarmanti circa l'ingerenza turca. Un altro funzionario parigino ha evidenziato come, nella sua strategia, “Ankara non trascura nessun settore della comunità franco-turca, e in particolare non ignora i giovani”.  Quella turca è un'azione con un triplice obiettivo: diffondere i valori islamisti, bloccare il legame con la “madre patria” seguendo il principio di “integrazione ma non assimilazione” (un ‘crimine contro l'umanità’, per il presidente turco) e mantenere una base elettorale.

Questo impatto sui giovani è tanto più preoccupante per le autorità francesi in quanto i messaggi sono ampiamente diffusi dalle reti dei Fratelli Musulmani stabilite in Francia da molto tempo. Al di là dei social, degli organi statali tradizionali, come l'agenzia di stampa Anadolu, della radiotelevisione turca (TRT) e del Milli Görüs, c'è una particolare attenzione all'istruzione. Negli ambienti franco-turchi, l'insegnamento legato all'islam introdotto nelle scuole era tenuto da insegnanti distaccati, senza che Parigi avesse voce in capitolo circa i programmi o il luogo di insegnamento. E sono state rilevate, proprio recentemente, esternazioni fortemente filo turche; anti armeni e anti curdi. Nell'est della Francia, dove vive una grande comunità, i servizi d'intelligence sospettano abusi simili all'interno di strutture di supporto educative ed extracurriculari. Addirittura qualche anno fa la comunità turca fondò dal nulla un liceo “imam hatip” (liceo religioso, un tipo di istituto frequentato nella sua giovinezza a Istanbul da Erdogan), ma lo Stato francese riuscì a porre il veto.

La religione e l'istruzione sono due aree chiave. E' dalla presenza turca in Francia che il governo ha decretato di far sparire gli imam distaccati (il 50% sono turchi), e i professori di lingua e culture di origine: una burocrazia religiosa di Stato guidata da Erdogan. L’islamo-guachisme, termine che designa la convergenza tra fondamentalisti musulmani e gruppi di estrema sinistra è l'ultima battaglia ideologica che scuote il mondo accademico. Una settimana dopo l'assassinio di Samuel Paty, il professore universitario decapitato dopo aver mostrato in classe caricature di Maometto, Jean-Michel Blanquer aveva accusato "l'islamo-guachisme" nelle università. Oggi la politica ne parla più apertamente convinta del fatto che la "lotta per i giovani" tra islam e Occidente sia appena iniziata.