a cura di Riccardo Cascioli
  • Aborti selettivi

India. Ogni mese abortite 50.000 bambine

L’11 ottobre, giornata mondiale delle bambine, ADF International (Alliance Defending Freedom) ha pubblicato dati aggiornati sugli aborti selettivi in India, dove la nascita di una bambina spesso è accolta con fastidio. Negli ultimi dieci anni il paese ha “perso”, non nate, almeno 60 milioni di donne e nel paese vivono 21 milioni di bambine indesiderate. Tehmina Arora, avvocato e direttore di ADF India, ritiene che ogni mese in India vengano abortite circa 50.000 bambine “per un’unica ragione: sono femmine e non maschi. La proporzione distorta tra popolazione maschile e femminile dimostra che per le ragazze, come nazione abbiamo fallito”. Uno dei motivi per cui si abortiscono così tante bambine è dato dall’istituzione della dote che tradizionalmente le famiglie devono assegnare alle figlie per poterle maritare, che diventa un onere quando sono molte. L’aborto si è sostituito all’infanticidio da quando è possibile eseguire analisi prenatali per conoscere il sesso del feto. Dal 1994 per contrastare la pratica abortiva è stata emanata una legge che proibisce al personale sanitario di rivelare il sesso dei nascituri. Ma la legge è spesso aggirata e non viene fatta rispettare adeguatamente. I difensori dei diritti delle bambine ne chiedono l’applicazione corretta. L’avvocato Tehmina Arora spiega che le femmine “vengono abortite oppure sottoposte a varie forme di violenza dopo la nascita. È tempo di affrontare il problema. Ogni bambino è prezioso. Bambine e bambini hanno uguale diritto alla vita e alla libertà. La nostra nazione non può permettersi di perdere le sue piccole per discriminazione e abbandono. Il futuro dell’India è collegato alla vita di bambine e donne. Chiunque ritenga che le ragazze abbiano gli stessi diritti dei ragazzi, non può chiudere gli occhi di fronte a quanto avviene in India in questo momento”.