a cura di Anna Bono
  • Nigeria

Inchiesta sulle ragazze nigeriane vittime di tratta in Arabia Saudita

 

I trafficanti non portano solo in Italia le donne nigeriane. La Naptip, l’Agenzia nazionale nigeriana per la proibizione della tratta di esseri umani, sostiene che nel corso degli anni migliaia di donne e ragazze sono state indotte con l’inganno ad andare in Arabia Saudita dove subiscono torture e stupri. Allettate con false promesse di buoni impieghi, all’arrivo si vedono confiscati i documenti e poi sono obbligate a lavorare in condizioni terribili. Di recente il personale della Naptip, in seguito a segnalazioni di ragazze vittime di tratta, si è recato su incarico del governo nigeriano in Arabia Saudita e ha potuto incontrare molte ragazze: “abbiamo incontrato e intervistato più di 50 ragazze -  ha spiegato ai mass media il direttore generale della Naptip, Julie Okah-Donli, l’8 agosto – ci hanno detto che oltre a loro molte altre nigeriane sono bloccate in diverse località del paese. Una ragazza che ha raccontato il suo calvario con il viso velato ha detto di essere stata circuita da un amico che vive a Dubai e che l’ha messa in contatto con una donna di Abujia, la capitale della Nigeria: “Quella donna mi ha detto che in Arabia Saudita avrei lavorato come commessa e avrei guadagnato l’equivalente di 364 euro al mese. Ma quando sono arrivata, accompagnata da una persona, mi hanno preso il passaporto e mi hanno mandato a lavorare come domestica in condizioni insopportabili. Quando ho chiesto di tornare a casa mi hanno detto che non potevo perché avevo un debito con l’ “agenzia” di oltre 4.100 dollari e avrei dovuto lavorare due anni per saldarlo. Quando ho potuto parlare con un giornalista che conoscevo gli ho spiegato tutto, lui ha cercato la Naptip che a sua volta ha preso contatto con l’ambasciata nigeriana in Arabia Saudita tramite il ministero degli affari esteri nigeriano”.  La ragazza del racconto è stata riscattata ed è tornata a casa. Tutte le altre aspettano di essere liberate.