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INTERVISTA / BEATA KEMPA

«In Polonia siamo all’anarchia, Tusk sta destabilizzando il Paese»

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Dall’arresto degli ex ministri Kamiński e Wąsik con un’irruzione della polizia nel Palazzo Presidenziale all’affronto al ruolo dello stesso Duda. La Bussola intervista l’eurodeputata Kempa sulla situazione in Polonia sotto Tusk.

Esteri 23_01_2024
Ex ministri Wasik e Kaminski (foto Cancelleria Presidente della Polonia)

Non sono passati ancora due mesi da quando Donald Tusk ha formato il nuovo governo “europeista” polacco, composto da tre coalizioni di 14 partiti, e il nuovo esecutivo mostra già il suo volto autoritario. Sta tentando di distruggere tutto quello che è stato costruito dal precedente governo del PiS (Diritto e Giustizia). Ma l’Unione Europea non reagisce e anche i media mainstream non sembrano interessati all’illegalità e alle violazioni della Costituzione in Polonia.

Non c’è da meravigliarsi: i centri del potere dell’UE sono da sempre alleati con le forze liberali e di sinistra polacche in chiave anti-PiS, anti “nazionalista”. In Germania c’è chi sulla stampa apertamente suggerisce a Tusk di diventare autocrate per «riformare» lo Stato, di usare «metodi di polizia». E Tusk fa le cose da autocrate: manda la polizia nella sede della televisione e della radio pubblica e dell’agenzia nazionale d’informazione (PAP); il suo governo agisce secondo le risoluzioni (cioè opinioni, non leggi dello Stato) della camera bassa del Parlamento polacco (Sejm) che contraddicono le leggi vigenti e violano la Costituzione; il ministro della Giustizia sta sostituendo i procuratori e vuole “verificare” i giudici nominati durante la presidenza di Andrzej Duda, anche se sono stati nominati secondo il regolamento e hanno prestato giuramento davanti al presidente.

Ma è successo un altro fatto gravissimo, che mostra il volto quasi dittatoriale dell’attuale governo: l’arresto di due deputati del Sejm ed ex ministri, Mariusz Kamiński e Maciej Wąsik, avvenuto nel Palazzo Presidenziale da parte della polizia che ha violato la residenza del Capo dello Stato durante la sua assenza. I due ministri sono diventati i primi prigionieri politici dell’era Tusk. La Nuova Bussola ne parlato con Beata Kempa, ex capo della Cancelleria dei primi ministri Szydlo e Morawiecki e attualmente deputato del Parlamento Europeo (partito Polonia Sovrana).

Onorevole Kempa, in Polonia due deputati della camera bassa del Parlamento ed ex ministri, Mariusz Kamiński e Maciej Wąsik, sono in arresto. Per la prima volta da 35 anni, cioè per la prima volta dalla caduta del totalitarismo comunista, abbiamo di nuovo prigionieri politici in Polonia. Perché non tutti nel mondo si rendono conto della gravità di questo fatto che è ignorato o interpretato male?
La situazione con cui ci confrontiamo oggi dimostra che non si tratta solo di un crimine giudiziario, ma soprattutto della diffusione dell’anarchia, un fenomeno molto pericoloso e multidimensionale. È la prima volta, nella storia della Polonia, che dei parlamentari democraticamente eletti, graziati dal presidente della Repubblica, vengono trattati in modo così brutale e illegale. Il presidente ha giustamente sottolineato che Kamiński e Wąsik non avrebbero mai dovuto essere accusati in questo caso. Queste sono anche le persone che hanno combattuto contro la massiccia corruzione in Polonia, il più delle volte contro la corruzione dei colletti bianchi. Va sottolineato che a condannarli è stato il giudice Wojciech Łączewski, che nella sua corrispondenza via mail ha incoraggiato a condurre una campagna antigovernativa (contro il PiS) e poi ha commesso ripetutamente reato di falsa testimonianza.

Non tutti sanno che Kamiński e Wąsik dirigevano l’Ufficio Centrale dell’Anticorruzione che in passato ha colpito varie mafie e organizzazioni criminali (mafia dell’IVA, dei carburanti, del gioco d’azzardo, dei terreni) che prosperavano nel periodo del primo governo Tusk e toccavano anche il suo entourage…
Il nuovo governo, arrestando illegalmente questi parlamentari di Diritto e Giustizia, sta anche inviando un chiaro segnale a questi ambienti criminali che ora possono fare quello che vogliono perché sono stati puniti coloro che li contrastavano. Questa è un'azione che indebolisce gravemente lo Stato da un punto di vista economico, anche perché il caos giuridico che si sta creando scoraggerà gli investimenti in Polonia. Se il presidente del Sejm può scegliere personalmente i membri della camera della Corte suprema nella quale dovrebbero essere esaminati i ricorsi dei deputati Kamiński e Wąsik contro la decisione di porre fine al loro mandato parlamentare, siamo di fronte all'anarchia. Usando un eufemismo possiamo dire che è stato infranto lo stato di diritto: questo è un avventurismo politico, una rissa politica.

Non tutti si rendono conto della gravità dello stesso arresto dei parlamentari: potrebbe ricordarne le circostanze?
Gli agenti di polizia sono entrati nella sede del presidente della Repubblica arrestando gli ospiti del presidente, i parlamentari. Come possiamo chiamare questo fatto, se non una crisi dello Stato polacco? Ed è stata un'azione deliberata e consapevole del governo.

Ma se la polizia può entrare così nel palazzo del presidente, non c’è anche un problema per la sua sicurezza?
È un'importante questione, perché la Polonia è attualmente un Paese in prima linea e oltre il nostro confine è in corso una guerra brutale, anche ibrida, se prendiamo in considerazione il confine polacco-bielorusso. La situazione attuale in Polonia sicuramente sarà sfruttata in qualche modo dai regimi che ci minacciano. Tusk deve essere consapevole che sta completamente destabilizzando il Paese e che esiste una minaccia per la sicurezza dello Stato e dei suoi cittadini. Purtroppo, tutto quello che oggi succede in Polonia è controllato anche dai vecchi servizi segreti ai quali Tusk ha promesso di ripristinare i privilegi tolti loro dal precedente governo. Si agisce secondo i vecchi schemi dei servizi segreti comunisti.

Che si trattasse di un’azione coordinata contro il presidente lo dice il fatto che il corteo presidenziale è stato bloccato da un autobus…
Infatti, quando il presidente Duda, che aveva incontrato gli oppositori bielorussi nel Palazzo del Belvedere, è venuto a conoscenza dell’invasione della polizia nel Palazzo presidenziale, avrebbe voluto fare ritorno immediatamente alla sua residenza, ma l’uscita del Belvedere era bloccata con un autobus del trasporto pubblico (guarda caso, con un giornalista della televisione TVN, ostile al precedente governo). Si trattava quindi dell'attuazione del piano dei servizi segreti, piuttosto semplice ma sfacciato. Ci sono persone che non si fermeranno davanti a nulla per danneggiare l’attuale presidente.

Vedendo gli attacchi contro il presidente Duda dobbiamo ricordare che già uno dei presidenti polacchi è stato attaccato ed “eliminato”, il presidente Lech Kaczyński, morto in un presunto “incidente” aereo.
Osservando le mosse di Tusk nei confronti del presidente Duda, mi vengono in mente proprio gli eventi del 10 aprile 2010, quando il presidente fu assassinato in un incidente aereo. Non possiamo minimizzare quel fatto! Ricordo ancora che, il giorno della tragedia di Smolensk, Tusk abbracciava Putin sul luogo della sciagura, quasi sul corpo del presidente Kaczyński, e lasciò fare ai russi l'indagine sulla tragedia. Come polacca ed eurodeputata, non riesco a immaginare che una situazione del genere possa accadere anche all’attuale presidente della Polonia. Ma il mondo che si dichiara democratico dovrebbe vigilare su tutto quello che sta succedendo in Polonia.
***
N.B. La foto è una gentile concessione della Cancelleria del Presidente della Polonia



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